Credits: fia.com
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Si è tenuta alla vigilia del Gp del Giappone la classica conferenza stampa piloti. Tra i protagonisti presenti, il beniamino di casa Yuki Tsunoda - reduce da una gara da top 10 - e il campione del mondo Max Verstappen - che deve riscattarsi dopo il ritiro in Australia - oltre al vincitore Carlos Sainz.

Suzuka: uno dei circuiti più amati dai piloti

Il circuito di Suzuka, dove la Formula 1 corre il Gran Premio del Giappone dal 1987, presenta caratteristiche che lo rendono tra i circuiti preferiti dei piloti. Alexander Albon (Williams Racing) ha spiegato il perché:

“Ci sono ondulazioni, curve, tutte cose che i circuiti da corsa hanno e che i circuiti cittadini non hanno più. Inoltre, è semplicemente senza compromessi. Non c'è molto deflusso. Ci sono solo linee bianche ed erba. Quindi, come pilota, ti piace poter sentire l'adrenalina quando guidi e sapere che per andare più veloce devi mettere un po' di più in linea. È sempre molto divertente”.

Curve circuito Suzuka, gente sulle tribune a vedere gp Giappone F1
Crediti foto: media pool Red Bull

Pensiero condiviso da tutti i piloti che sottolineano anche come una macchina ben bilanciata aiuti ad affrontare i saliscendi e le curve a gomito caratteristiche del tracciato. Avere fiducia a Suzuka difatti è fondamentale se si vuole spingere al massimo.

Alcuni team portano aggiornamenti

Tra tutti i piloti, Yuki Tsunoda (Racing Bulls) vive questa gara diversamente essendo appunto il beniamino di casa. I numerosi tifosi già presenti al circuito danno energia al pilota che anche questo weekend vuole portare punti a casa. Con gli aggiornamenti portati, il team di Faenza e il giapponese si dicono positivi:

“Finora siamo stati molto costanti. Negli ultimi tre circuiti abbiamo ottenuto buone prestazioni, intorno alla P10 e ci sentiamo sicuri. Abbiamo anche apportato alcuni aggiornamenti, quindi speriamo che funzionino bene, ma probabilmente questi aggiornamenti sono più orientati verso le altre piste, quindi non sono sicuro che funzioneranno in modo massiccio, ma sì, sono ancora ottimista e sì, i punti saranno l'obiettivo principale”.

Un altro team che porta aggiornamenti questo weekend è l'Alpine. I transalpini non hanno iniziato bene la stagione, con numerose problematiche presentatesi sin dai test pre-stagionali. In merito, Pierre Gasly ha detto:

"È bello avere questo primo aggiornamento sulla vettura. Era già stato pianificato prima dell'inizio della stagione, quindi segue il piano di sviluppo che avevamo già in mente. Non ci aspettiamo che sia una cosa importante. Sappiamo che non ci porterà dove vogliamo, ma è un primo passo nella giusta direzione, quindi non vediamo l'ora di vedere cosa ci porterà".

Situazione Williams

Se in Alpine i problemi sono legati alla progettazione della monoposto, un altro team che sta riscontrando difficoltà è la Williams. Lo scorso weekend, la scuderia  è stata al centro dell'attenzione per aver portato in pista solo una vettura in seguito all'incidente di Alexander Albon nel corso delle prove libere. Il pilota anglo-thailandese ha così risposto alla domanda sul possibile cambio di approccio al weekend:

“No, affatto. Penso che sia così dal Bahrain e non cambia nulla. Per noi, ovviamente, si tratterà di questo fine settimana e della Cina, visto che non abbiamo una vettura di riserva. Ma come ho detto, la mentalità è la stessa della prima gara”.

A conferma di ciò è il fatto che Logan Sargeant sarà regolarmente in pista con il telaio riparato della monoposto di Albon. Non è previsto alcun problema dato che la riparazione sembra essere andata meglio del previsto. In casa Williams dovranno aspettare Miami per portare i primi ricambi.

Giappone, per voltare pagina

Se l'americano non ha proprio gareggiato, altri due piloti presenti in conferenza stampa vedono nel Gp del Giappone l'occasione di riscatto.

Max Verstappen (Red Bull Racing) in relazione al problema che l'ha visto ritirarsi al quarto giro, ha commentato:

Credo che già sabato abbiamo visto alcuni segnali che indicavano che le cose non andavano come avrebbero dovuto. Naturalmente, con il senno di poi, si può dire che il problema provenisse dalla pinza del freno. Ma sì, non siamo riusciti a trovare alcun difetto, diciamo, nella vettura, il che è positivo in un certo senso, voglio dire, è sempre brutto ritirarsi, ma ovviamente quando si ha un difetto nelle specifiche di costruzione o altro, allora è un po' peggio. Quindi, sì, ci si lascia alle spalle questa situazione e si impara da essa per evitare che si ripeta, ma di solito non dovrebbe accadere".

Chi invece ha effettuato quasi tutta la gara, ma ha ottenuto lo stesso risultato è George Russell (Mercedes). Un ritiro che non nasconde le prestazioni di Mercedes, le quali variano tra una gara e l'altra, ma anche tra diverse sessioni dello stesso weekend. In merito a ciò e su quanto sia fiducioso in vista di questa gara, il britannico ha risposto:

“Ovviamente siamo ancora all'inizio della stagione. Credo che ci sia una tendenza chiara, in cui conosciamo i nostri punti di forza e le nostre debolezze. Sicuramente siamo più bravi nelle curve a bassa velocità, ma fatichiamo un po' nelle curve ad alta velocità, che sono più frequenti a Jeddah, più frequenti a Melbourne, più frequenti a Suzuka. C'è ancora molto da capire. Quindi, come ho detto, è ancora presto, sappiamo che non siamo dove vorremmo essere, ma tutti stanno lavorando duramente per migliorare la correlazione, avvicinarsi un po' di più a quello che vediamo in fabbrica sul simulatore e trovare delle prestazioni”.

Ferrari in Giappone per fare il punto

Arriva da un weekend opposto Carlos Sainz, che in Australia ha riportato la Scuderia Ferrari sul gradino più alto del podio. La gara in Giappone sarà una prova del nove per capire a che punto è la monoposto. Lo spagnolo ha dichiarato:

“Credo che sia importante, come ho sempre detto in passato, voltare pagina velocemente, sia nel bene che nel male. Penso che ovviamente, venendo da una situazione positiva, sia più difficile voltare pagina perché vuoi goderti il momento, ma io l'ho voltata lunedì, ho iniziato a concentrarmi sull'allenamento e a tornare il più in forma possibile per il Giappone. Anche perché sarà una pista impegnativa per noi. Credo che l'anno scorso sia stato uno dei più impegnativi per noi nel confronto con la Red Bull. Quattro o cinque mesi fa eravamo, credo, a sette o otto decimi di distacco. Quindi è ora di vedere a che punto siamo quest'anno e di vedere se possiamo essere almeno più vicini e goderci un po' di più questo fantastico tracciato rispetto all'anno scorso, perché per me è uno dei miei preferiti, se non il mio preferito”.

 

Anna Botton

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