Credits: Getty Images / Red Bull Content Pool
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Continua senza soste in casa Red Bull la saga legata al “caso Horner”. Nella giornata dedicata alle prove libere a Jeddah, è rimbalzata nel paddock la notizia secondo cui la dipendente del team di Milton Keynes, che aveva accusato il Team Principal di “comportamenti inappropriati”, sarebbe stata sospesa dal proprio incarico. Il tutto in un weekend iniziato con le voci del possibile passaggio di Max Verstappen in Mercedes e con l'assenza (strategica?) di papà Jos dai box della scuderia.

LA ‘TELENOVELA’ HORNER CONTINUA: SOSPESA LA DIPENDENTE

Non passa giorno senza che la telenovela legata al cosiddetto Horner-gate non si arricchisca di una nuova puntata. E' stata infatti la BBC a rilanciare l'indiscrezione secondo cui la posizione della collaboratrice del team Red Bull, implicata nell'ormai nota vicenda con il TP della scuderia austriaca, sarebbe stata “congelata” dopo l'assoluzione dello stesso Horner a seguito dell'indagine interna conclusasi la scorsa settimana.

L'E-MAIL ANONIMA COME ‘COMPORTAMENTO SCORRETTO’?

Proprio in occasione del precedente weekend disputatosi in Bahrain, ed a seguito del comunicato Red Bull con cui Horner veniva scagionato da qualsiasi responsabilità e quindi confermato a capo del team, una misteriosa e-mail anonima era stata fatta pervenire a decine di personalità influenti del paddock, tra cui il presidente FIA Ben Sulayem ed il CEO di Liberty Media, Stefano Domenicali. Tale e-mail, come noto, conteneva le chat “bollenti” tra il Team Principal e la donna al centro del caso, i cui passaggi sono stati persino diffusi da alcuni media del settore. Che sia stato proprio questo il “comportamento scorretto” che avrebbe indotto Red Bull a prendere questo provvedimento?

HORNER: “E' UNA QUESTIONE AZIENDALE INTERNA”

Il team, in ogni caso, non ha voluto commentare la notizia. Lo stesso Horner ha preferito concentrare le proprie dichiarazioni sulla prestazione in pista, nel tentativo di “alleggerire” la pressione sulla squadra, anche se inevitabilmente non ha potuto fare a meno di sottrarsi alla raffica di domande nella conferenza stampa riservata ai Team Principal. Alla richiesta di poter avere una maggiore trasparenza in futuro a proposito della sospensione della dipendente coinvolta, Horner ha così commentato:

E' una questione complicata, poiché esiste un processo di reclamo e come in qualsiasi altra azienda esso rimane riservato e confidenziale, pertanto non ne posso parlare. L'unica ragione per cui questa vicenda ha attirato tanta attenzione è stata a causa della fuga di notizia e della curiosità dei media, cosa che si è rivelata molto dura soprattutto per la mia famiglia. In Formula 1 esiste molta competizione, per cui c'è stato chi ha tentato di trarre vantaggio da questa situazione. In ogni caso non si tratta di un problema né della FIA né della Formula 1, ma soltanto di una questione interna di un'azienda relativa ai propri dipendenti.

JOS VERSTAPPEN ASSENTE A JEDDAH

Nel frattempo, Jos Verstappen non è presente nel paddock di Jeddah. Un'assenza dovuta ad una sua contemporanea partecipazione ad una competizione rallystica, secondo quanto emerso, anche se inevitabilmente si tratta di una coincidenza che ha insospettito molti addetti ai lavori nel paddock. La “faida” che oppone il padre di Max a Christian Horner è infatti esplosa in tutta la sua virulenza proprio nei giorni scorsi a Sakhir, con annesse dichiarazione da parte dell'ex-pilota olandese non certo tenere nei confronti del Team Principal della scuderia. Una situazione di certo non agevole da gestire per l'attuale campione del mondo, il quale si è limitato a dire:

Da parte mia non ha senso al momento stare da una parte o dall'altra. Mio padre non è un bugiardo. Nella mia condizione sarebbe strano dover essere da una parte diversa, ma per quanto mi riguarda voglio solo concentrarmi sull'aspetto sportivo del weekend.

Marco Privitera

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