Da due anni a queste parte, la data del 29 dicembre non può che rappresentare per gli appassionati di Formula 1 sgomento e tristezza, pensando a quanto accaduto a Michael Schumacher sulle nevi di Meribel. Nonostante la lenta riabilitazione, a cui purtroppo continuano a fare da contorno delle becere speculazioni sullo stato di salute del sette volte campione del mondo, la speranza fa sempre capolino nella mente e nel cuore di quanti ne hanno apprezzato in pista le gesta e che desiderano vivamente che Michael vinca la gara più difficile: quella del ritorno ad una vita normale.

LiveGP.it ha dedicato vari pezzi alle imprese del campionissimo tedesco. Tra questi però mancava all’appello l’ultima gara corsa col Cavallino ad Interlagos il 22 ottobre 2006. Stagione che segna il ritorno della Ferrari al vertice, dopo un 2005 passato in ombra per colpa delle coperture Bridgestone, meno performanti rispetto alle rivali Michelin.

La prima parte del 2006 vede il dominio della Renault e di Fernando Alonso, decisi a bissare i titoli colti nell’annata precedente. Al giro di boa della stagione lo spagnolo è in testa al Mondiale con 84 punti, 25 in più del blasonato rivale. La rimonta della Ferrari parte dalla gara di Indianapolis e continua lungo tutta la seconda metà della stagione, ma a Suzuka la rottura del motore sulla Rossa numero 5 manda in fumo le speranze iridate di Schumacher (e di tutto il popolo ferrarista), che meno di un mese prima aveva annunciato il ritiro a Monza. Un ritiro che, come sappiamo, sarà solo una parentesi momentanea.

Con il titolo che appare oramai una chimera, la gara sullo storico tracciato brasiliano diviene dunque la passarella d’addio del pilota tedesco alla Ferrari. Alla scuderia di Maranello Schumacher ha dedicato il capitolo più importante della propria carriera, con gioie e successi irripetibili, intervallati anche da cocenti delusioni.

Il week-end di Interlagos inizia in salita per il tedesco: un guaio alla pompa di benzina lo esclude dall’ultima manche delle qualifiche, costringendolo a partire dalla decima piazza. La pole position va a Felipe Massa (il quale nell’occasione sfoggia una particolare tuta verde-oro per celebrare i colori della propria terra), che segna il miglior tempo in 1’10”680.

L’inconveniente sorto il sabato non deprime il Kaiser, che in gara supera subito quattro monoposto, due delle quali (le BMW di Heidfeld e Kubica) allo Descida do Lago. All’ottavo giro, mentre si appresta a sopravanzare Fisichella, il tedesco tocca la Renault del romano e fora la posteriore sinistra. Schumacher dunque è costretto a compiere un intero giro su tre ruote (il contatto avviene al termine del rettilineo principale) prima di rientrare ai box. Gli dei del motorsport sembrano essersi dimenticati del pilota più vincente di tutti i tempi nel giorno della sua ultima gara. Ma i campioni, si sa, non hanno bisogno di favoritismi e in barba alla sfortuna Schumi sfoggia una prestazione a dir poco straordinaria, da lasciare in eredità ai posteri. Rientrato in pista ultimo, con un gap di 38” da Tiago Monteiro e prossimo a subire il doppiaggio da parte del compagno di squadra, il campionissimo tedesco abbassa diverse volte il tempo sul giro e aggiorna il manuale dei sorpassi in Formula 1, con manovre strepitose. In totale saranno dieci i sorpassi compiuti in poco più di 40 giri, quasi tutti realizzati alla S do Senna. L’ultimo dei quali si concretizza su Kimi Raikkonen, suo successore a Maranello, a poche tornate dalla conclusione. La gara termina con il successo, il primo davanti ai propri connazionali, di Felipe Massa. Alle spalle del brasiliano giunge Fernando Alonso, che si laurea così campione del mondo per la seconda volta consecutiva. Ma le attenzioni sono tutte rivolte verso Schumi (4° a 24” da Massa) che con una gara tutta cuore e grinta si congeda dal Cavallino con una prestazione da standing ovation

Piero Ladisa

 

Gran Premio del Brasile (Interlagos) – 22 ottobre 2006

 

Distanza: 71 giri, 305.909 km

 

ORDINE D’ARRIVO:

1)  Felipe Massa  (Ferrari) 1h31m53.751s

2) Fernando Alonso (Renault) +0:18.658

3) Jenson Button (Honda) +0:19.394

4) Michael Schumacher (Ferrari) +0:24.094

5) Kimi Räikkönen (McLaren) +0:28.503

6) Giancarlo Fisichella (Renault) +0:30.287

7) Rubens Barrichello (Honda) +0:40.294

8) Pedro de la Rosa (McLaren) +0:52.068

 

Pole position: Felipe Massa (Ferrari) 1’10”680

Giro veloce: Michael Schumacher (Ferrari) 1’12”162

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