Il prossimo Gran Premio, che avrà luogo sul cittadino di Baku, dovrebbe vedere il debutto (in molti casi anticipato) di alcune soluzioni e sviluppi di "concetti" volti ad avvicinare le scuderie a quella Red Bull ormai già in fuga nel Mondiale dopo tre gare: abbiamo ripetuto spesso la parola "concetto" legata all'ambito tecnico di questa nuova era della F1, ma cosa significa? E come si inserisce nel contesto del Circus di nuova generazione?

Cos'è il concetto?

Secondo quanto riportato da un recente articolo scritto sul sito della Mercedes, il "concetto" rappresenta la sinergia delle soluzioni studiate per una monoposto. In F1 abbiamo tre elementi tecnici chiave che generano la prestazione di una monoposto: pneumatici, PU e aerodinamica. Ognuno di questi elementi influenza mutuamente gli altri. L'aerodinamica, tuttavia, rappresenta l'elemento più modificabile. Fermo restando che il fondo vettura (bene o male costituito da molte parti omologate) genera la maggior parte del carico di una F1 attuale, la forma dell'auto e della carrozzeria giocano il ruolo sinergico di cui sopra.

Sport e produzione industriale

Come ripetiamo spesso la F1 non va "letta" solo nell'ambito sportivo, ma anche in quello industriale. Una monoposto impegnata nel Mondiale, per quanto esclusivo ed unico, rappresenta pur sempre un oggetto creato seguendo la trafila della progettazione e produzione. A questo processo di base bisogna aggiungere la fase di sviluppo, che prevede come attività correlata la raccolta di dati. Ad ognuna di queste fasi risulta associato un costo, la cui entità ha una natura variabile lungo la stagione e direttamente proporzionale all'entità dello stravolgimento di un concetto.

Chi regola cosa

Il controllo dei costi, dunque, funge da regolatore della fase di sviluppo. Nella F1 degli Anni Novanta, una fase di grandeur molto distante dal panorama attuale, il budget controllava sì gli sviluppi, ma i tempi venivano dettati dalla produzione. La Ferrari ha avuto bisogno di sei GP per cambiare radicalmente la F310 del 1996 di Michael Schumacher, passata da un "concetto" di muso mono-pilone e muso alto.

Oggi il panorama si presenta differente, perché la capacità produttiva risulta più rapida, in grado di portare aggiornamenti praticamente costanti sui marciapiedi del fondo, ma la raccolta dati e l'implementazione di questi ultimi in un "concetto" differente fa saltare il banco nell'analisi dei possibili flussi di cassa.

Un paradosso difficilmente immaginabile?

Mercedes e Ferrari, tanto per citare due nomi interessati a cambi di "concetto", avranno i loro grattacapi nel bilanciare il momento in cui far esordire le evoluzioni, sperando che funzionino subito. Per questi motivi, qualora Baku fosse teatro di queste novità, potremmo trovarci di fronte ad un crocevia del campionato 2023.

In ogni caso rimane buffo constatare come le regole che dovevano garantire gare e campionati più combattuti, nei primi 25 GP di applicazione abbiano visto 20 vittorie da parte della Red Bull. E più il tempo passa, più le costrizioni a livello di budget sembrano regalare un vantaggio per chi ha studiato la soluzione giusta sin da subito, nei confronti di chi si ritrova a correggere un "concetto" tecnico che magari ha delle prospettive di sviluppo più limitate. Un paradosso di Achille e la tartaruga che probabilmente la F1, ai tempi della prima implementazione del regolamento attuale, non immaginava.

Luca Colombo

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