È stato uno dei momenti più scioccanti degli anni recenti di F1, e da fine marzo sarà possibile riviverlo, scoprirne i retroscena. Formula 1, attraverso il suo sito web, mostra al mondo i resti della vettura con cui Romain Grosjean si è schiantato in Bahrain nel 2020, che saranno inoltre esposti alla F1 Exhibition di Madrid.

"Un incidente fatale senza fatalità"

Con queste parole il giornalista Olav Mol definisce quell'incidente: i momenti da brividi. Sì, quei brividi che avevamo alla vista dello schianto a quasi 200 km/h. Abbiamo gridato al miracolo quel giorno, quando Grosjean è diventato fenice uscendo dalla vettura in fiamme, ma il grande merito va all'halo e cellula di sicurezza ideati da Dallara.

Ciò che resta della sua Haas, ovvero la parte incastrata nel guard-rail, diventa oggetto degli sguardi degli appassionati. All'IFEMA della capitale spagnola, infatti, dal 24 Marzo si terrà la prima F1 Exhibition, esperienza in cui i visitatori potranno scoprire e rivivere racconti, emozioni, storia della Formula 1. Video, suoni, parole, foto, oggetti: una prospettiva unica.

Realizzata in collaborazione con Round Room Live, la mostra si avvale di elementi di design audaci e tecnologici e di display interattivi su larga scala per sollevare il coperchio sul passato, il presente e il futuro della Formula 1. Combina un design audiovisivo spettacolare, filmati e immagini rari, display ingegneristici e didattici, pezzi scultorei e vetture iconiche del Gran Premio per offrire un'esperienza indimenticabile a tutti, dai seguaci più accaniti ai fan più giovani e alle famiglie.

E non poteva non esserci una sezione dedicata anche all'incidente in Bahrain.

"Mi ha salvato la vita"

In occasione dell'annuncio della Formula 1, Romain Grosjean si è aperto mettendo in evidenza quanto la cellula di sicurezza sia stata fondamentale, vitale per lui.

"Dal mio punto di vista è stato un incidente molto grosso, ma dall'interno non mi sono reso conto dell'impatto o di quanto fosse violento", ha dichiarato Grosjean. "Solo il giorno dopo, quando ho chiesto a qualcuno di mostrarmi le immagini dell'incidente, me ne sono reso conto".

Analizzando nel dettaglio l'incidente, dice: "Ho dovuto rompere il poggiatesta prendendolo a pugni e alla fine sono riuscito a far passare il casco e ad alzarmi sul sedile. Mi sono accorto che il mio piede sinistro era incastrato nel telaio e ho tirato più forte che potevo proprio la gamba sinistra. La scarpa è rimasta nel telaio, ma il piede si è sfilato e sono stato libero di uscire dalla macchina".

Fondamentale anche l'intervento dei dottori, come ricordato dall'ex pilota di Formula 1: "Portavo a bordo 120 chili di carburante e la batteria, anche quella, era in fiamme. Il dottor Ian Roberts, Alan van der Merwe dell'auto medica e un vigile del fuoco hanno cercato di aprire un varco nel fuoco per aiutarmi a uscire. Credo che questo mi abbia aiutato a capire dove dovessi andare per uscire".

"La cellula di sopravvivenza è lì per te in caso di forte impatto. Io, all'interno della scocca, non ho riportato ferite, il telaio è ancora tutto intero. L'halo è ancora lì e, a parte alcune botte e una bruciatura, la cellula di sopravvivenza è tutta intera. Credo che questo mi abbia salvato la vita", ha concluso Romain.

E proprio quell'halo, quel telaio, sono testimoni di quegli istanti, quei 28 secondi di attesa, di ritorno alla vita. Bastano delle foto per farci tornare i brividi, la mostra li amplificherà.

  Anna Botton

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