Sono passati sette giorni dal rilascio di comunicazioni ufficiali circa le spese relative alla stagione di F1 2021, ma di sanzioni ancora nessuna traccia. Questa incertezza della FIA infastidisce gli altri team: dopo le reazioni di Mercedes e Ferrari, ora è la volta di McLaren. Stando a quanto riportato da BBC.com, Zak Brown ha inviato una lettera alla FIA.

Cosa dice la lettera?

Datata 12 Ottobre, la lettera del CEO di McLaren offre spunti e riflessioni circa l'operato della FIA in merito al budget cap. Tra richiesta di sanzioni giuste e suggerimenti per i prossimi anni, è chiaro come per Zak Brown sia "fondamentale essere molto fermi nell'implementazione delle regole del cost cap per l'integrità e il futuro della F1".

Senza citare i team coinvolti (ovvero Red Bull e Aston Martin), Brown si sofferma sull'esigenza di trasparenza e fermezza da parte della FIA, oltre che di collaborazione e cooperazione dei team per evitare scappatoie. Scrive infatti: "La violazione delle spese eccessive, e forse anche le violazioni procedurali, costituiscono un imbroglio in quanto offrono un vantaggio significativo nell'ambito dei regolamenti tecnici, sportivi e finanziari."

La multa non basta

Ogni squadra oltre il limite di spesa ha ottenuto un vantaggio sleale nello sviluppo della vettura anche per l'anno successivo. Per questo Zak Brown ritiene che una sanzione finanziaria non basti, ma che sia necessaria anche una sanzione sportiva. A questo proposito, Brown scrive: "Suggeriamo che l'eccesso di spesa venga sanzionato con una riduzione del tetto dei costi della squadra nell'anno successivo alla sentenza, e che la sanzione sia pari all'eccesso di spesa più un'ulteriore multa." Ogni euro di eccesso rappresenta infatti un significativo beneficio: che siano due milioni di dollari (miglioramento del 25-50% del budget annuale per lo sviluppo di un'autovettura) o sette milioni (a grandi linee una stagione in più di sviluppo).

Passando alla parte sportiva, Zak Brown dichiara: "Riteniamo che debbano essere previste sanzioni sportive per i piccoli sforamenti, pari a una riduzione del 20% del tempo dedicato alla CFD e alla galleria del vento. Queste dovrebbero essere applicate l'anno successivo, per attenuare l'ingiusto vantaggio di cui il team ha e continuerà a beneficiare".

"Occorre chiarezza": la normativa necessita modifiche

Cambiamenti e regole sono spesso ricchi di debolezze, soprattutto nel primo periodo. Anche il modello budget cap così com'è presenta delle lacune e Zak Brown lo sottolinea in diversi passaggi della lettera, presentando anche proposte di miglioramento.

"Per evitare che le squadre accumulino e beneficino dell'effetto moltiplicatore di diverse violazioni minori del tetto di spesa, suggeriamo che una seconda violazione minore del tetto di spesa faccia passare automaticamente la squadra a una violazione maggiore", scrive nella lettera. "Infine, dati i dati finanziari in questione, una soglia del 5% per una violazione di spesa eccessiva minore sembra troppo grande. Suggeriamo che una soglia più bassa, pari al 2,5%, sia più appropriata". Secondo Brown, infatti, questo modello permette di superare il limite di budget senza troppe conseguenze e quindi di ottenere grandi vantaggi competitivi.

Fondamentale la trasparenza

L'introduzione di un budget cap è stata fondamentale per il successo che la F1 sta riscuotendo in questo momento. Il suo obiettivo infatti è quello di avvicinare le scuderie per rendere le gare più competitive. Brown scrive in merito: "L'introduzione del tetto massimo dei costi è stata una delle ragioni principali per cui negli ultimi anni abbiamo attirato nuovi azionisti e investitori in F1, che lo considerano un modo per promuovere il fair play finanziario e sportivo."

Non basta però l'introduzione di uno strumento: è necessario che le azioni dei vertici siano chiare e trasparenti. La FIA dovrebbe rendere noti i dettagli delle infrazioni il prima possibile. fondamentale che il tetto dei costi continui a essere gestito in modo estremamente trasparente, sia per quanto riguarda i dettagli delle violazioni che le relative sanzioni".

Non è ancora noto se la Red Bull stringerà un accordo con la FIA, oppure se chiederà di sottoporsi alla cosiddetta giuria. I team in regola, intanto, non restano a guardare.

Anna Botton

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