Tra le tante edizioni del GP di Macao, che questo weekend arriverà alla numero 70, una delle più famose è sicuramente quella del 1990. Quell'anno, infatti, nacque ufficialmente la rivalità tra Michael Schumacher e Mika Hakkinen, che sarebbe sfociata alla fine del decennio nella lotta per il mondiale di Formula 1.

L'antefatto

Nel 1990 Mika Hakkinen e Michael Schumacher erano considerati due delle principali promesse dell'automobilismo internazionale. I due si erano già incrociati qualche anno prima sui kart, ma una volta giunti in monoposto le loro strade si erano divise: il finlandese nel 1987 corse gare nei campionati scandinavi, per poi passare nel 1989 nella Formula 3 inglese, serie che dominò l'anno dopo. Schumacher, invece, nel 1988 vinse dapprima la Formula Konig tedesca, per poi passare l'anno seguente nella Formula 3 nazionale. Nel 1990 entrò anche nel programma Mercedes Sport Prototipi, correndo qualche gara con Jochen Mass al volante della Sauber Mercedes e vincendo la 480 km di Città del Messico.

Sempre nel 1990, il tedesco vinse la Formula 3 tedesca, ma nell'ultimo appuntamento stagionale incrociò di nuovo sul suo percorso Hakkinen. Il finlandese, infatti, campione della F3 britannica, partecipò alla gara di Hockenheim della serie tedesca, e vinse battendo proprio il campione Schumacher. Il tedesco era quindi desideroso di battere il finlandese, e l'occasione arrivò puntualmente poco dopo: a novembre si disputò infatti l'attuale Coppa del Mondo FIA di Formula 3, il prestigioso GP di Macao.

Il GP di Macao

All'epoca, il GP di Macao era una vetrina importantissima per i giovani piloti. I team di Formula 1, infatti, tenevano molto in considerazione questa gara, e fare bene lì significava avere buone chance di ottenere un sedile nella massima Formula. Schumacher si presentò con una Reynard motorizzata Volkswagen del team WTS Racing, la squadra di Willi Weber, che era anche il suo manager. Hakkinen invece corse con una Ralt-Honda del team West Surrey Racing, la stessa squadra con cui correva nella F3 inglese.

Ma non erano i soli nomi illustri presenti. Compagno di squadra di Hakkinen era infatti Eddie Irvine, che quell'anno aveva chiuso terzo in Formula 3000. Nel team RC Motorsport figurava Alex Zanardi, vincitore quell'anno della Coppa europea di F3 ai danni proprio di Schumacher, squalificato. Nella Alan Dockin Racing correvano Mika Salo, vicecampione della F3 inglese dietro Hakkinen, e Heinz-Harald Frentzen, compagno di Schumacher in Mercedes. Infine, con la Montagut Racing figurava Olivier Panis, vicecampione quell'anno della Formula 3 francese. In totale, dei trenta piloti iscritti, ben otto sarebbero approdati in F1 negli anni seguenti, di cui sei avrebbero vinto almeno un GP.

Gara 1

All'epoca, il GP di Macao era diviso in due batterie da 15 giri ciascuna. Al termine dell'evento si sommavano i tempi delle due gare e si stilava la classifica finale, decretando così il vincitore della manifestazione. In qualifica, Hakkinen conquistò la pole davanti proprio a Schumacher. Lo stesso copione si ripetè anche nella prima manche, con il finlandese che scattò meglio e andò a vincere. Schumacher, invece, al primo giro finì quarto, riuscendo però a rimontare fino al secondo posto, anche se a ben 2.6 secondi da Hakkinen. Il terzo classificato, Salo, finì a più di cinque secondi da Schumacher, restringendo di fatto la lotta per la vittoria a lui e ad Hakkinen.

Gara 2

In gara 2, però, fu Schumacher a partire meglio. Il tedesco bruciò il poleman e si portò in testa. Tuttavia, per vincere necessitava di mettere almeno 2.7 secondi tra sé e Hakkinen, e il finlandese, più veloce, restò per quasi tutta la gara nella sua scia. Con questa classifica, Hakkinen avrebbe potuto vincere grazie alla somma dei tempi, ma negli ultimi giri si decise ad affondare comunque il colpo per vincere e tagliare il traguardo per primo. Il finlandese tentò l'attacco sul rettilineo che porta verso la curva Lisboa, spostandosi prima a sinistra e poi a destra. Schumacher chiuse la traiettoria, e Hakkinen, risucchiato dalla scia, non potè evitare di colpirlo nel posteriore, rimbalzando poi verso il guardrail.

Il finlandese, furente, uscì dalla macchina lanciando per terra i guanti. Schumacher invece, incredibilmente proseguì, seppur con l'ala posteriore e una sospensione danneggiata e il considerevole vantaggio nei confronti del secondo, Laurent Aiello, gli permise di concludere davanti a tutti il GP di Macao 1990. Con lui sul podio dell'evento finirono anche Mika Salo e Eddie Irvine, con i tre che avrebbero composto il trio capace, nove anni dopo, di portare la Ferrari al Mondiale Costruttori. La gioia di Schumacher non riguardò solo la vittoria della gara, dato che con i 20mila dollari di premio riuscì a pagare alcuni debiti della sua famiglia.

L'anno seguente nessuno dei due si presentò a Macao. Entrambi, infatti, riuscirono a trovare un posto in F1: Hakkinen dalla porta principale, con la Lotus, mentre Schumacher  in extremis, prima alla Jordan per sostituire l'arrestato Gachot, e poi in Benetton. Si sfidarono diverse altre volte nei successivi dieci anni, fino ad arrivare a spartirsi i titoli iridati tra il 1998 e il 2001. Ma la genesi di tutto è sicuramente da far risalire a quel GP di Macao 1990, dove nacque la scintilla della loro rivalità.

Alfredo Cirelli