Il Comitato Olimpico Internazionale starebbe valutando di inserire il motorsport tra le discipline in programma nelle Olimpiadi di Los Angeles del 2028. Il CIO prenderà una decisione definitiva nel mese di Ottobre, in occasione della riunione prevista a Mumbai, in India.

Le nuove discipline

Secondo quanto riportato da Reuters, il motorsport non sarebbe l'unica novità. Esso farebbe infatti parte di una lista di nuove discipline che potrebbero essere inserite nelle prossime due edizioni delle Olimpiadi, quelle di Parigi del 2024 e quelle appunto in California del 2028. Sempre secondo l'agenzia di stampa, sarebbero al vaglio anche baseball-softball, lacrosse, karate, kickboxing e squash. Nei giochi di Parigi esordiranno invece già quattro nuove discipline rispetto a quelle di Tokyo 2020/2021, ossia la breakdance, l'arrampicata sportiva, lo skateboarding e il surf. Le ultime tre sono già state presenti come discipline dimostrative alle Olimpiadi giapponesi.

Il motorsport alle Olimpiadi

Non molti sanno che le corse automobilistiche furono presenti già nella seconda Olimpiade moderna della storia, quella di Parigi del 1900. Svoltasi nello stesso contesto dell'Esposizione Universale, essa ospitò molte nuove discipline rispetto a quelle di Atene di quattro anni prima, tra cui appunto il motorsport. Ci furono ben 14 categorie, tra cui quelle riservate ai taxi elettrici ed ai camion, e a differenza di ciò che si potrebbe pensare, le nazionalità furono selezionate in base ai costruttori dei veicoli, anziché dei piloti. Nonostante il motorsport non facesse ufficialmente parte del programma olimpico dell'epoca, delle medaglie vennero comunque assegnate ai vincitori. Dopo quell'edizione dei Giochi, tuttavia, non se ne fece più niente.

Il motivo principale per cui le corse motoristiche non sono mai entrate a far parte delle Olimpiadi, estive o invernali, risiede nella Carta Olimpica. Questa stabilisce infatti che "Non sono accettabili sport o discipline la cui performance dipenda dalla propulsione meccanica". Anche nel caso del 1900, infatti, le corse vennero inserite come disciplina dimostrativa.

Motorsport e CIO sempre più vicini

Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, ci sono stati alcuni avvicinamenti. Già nel 2012 il CIO ha riconosciuto ufficialmente la FIA, entrata a far parte dell'Associazione delle Federazioni Sportive Internazionali Riconosciute (ARISF in inglese). L'automobilismo è stato pertanto inserito tra le discipline riconosciute ma ancora in attesa di poter entrare a far parte dei Giochi Olimpici.

Nel 2018 a Buenos Aires, in Argentina, sono stati disputati i Giochi Olimpici della Gioventù, i quali per la prima volta hanno visto le corse automobilistiche inserite come disciplina. Nello specifico fu presente una gara di e-karting, con sei coppie di piloti (sei ragazzi e sei ragazze), la quale si svolse all'Autodromo Juan y Oscar Galvez, lo stesso in cui corse la F1 tra gli anni '50 e '90. L'evento fu voluto dal Presidente della sezione karting della FIA, Felipe Massa, nell'ambito del progetto di inserire il karting nelle Olimpiadi di Parigi 024. Per la cronaca, a vincere furono Maria Garcia Puig e l'attuale pilota di F3 e junior Williams, Franco Colapinto.

Crediti foto: olympics.com

I principali problemi

Ci sono ovviamente una serie di problemi in merito all'aggiunta del motorsport nelle Olimpiadi. Innanzitutto, quello già citato del divieto di usare motori, ma al tempo stesso quello di mettere gli atleti nelle condizioni di poter gareggiare alla pari. Non è comunque detto che tale regola, presente nella Carta Olimpica, non possa essere revisionata: le Olimpiadi si concentrano infatti sulle prestazioni degli atleti, e negli sport motoristici non si può escludere un guasto tecnico che finirebbe per condizionare il risultato. A guardare bene, però, tale specifico fattore può risultare determinante anche in altri sport olimpici, tra cui ciclismo e tiro al piattello.

Inoltre, i piloti grazie alla loro preparazione possono essere considerati atleti a tutti gli effetti. Il Comitato Olimpico, da questo punto di vista, tende a precisare la differenza tra pilota e atleta, perché nonostante le capacità fisiche e mentali di cui entrambi dispongono, il mezzo finisce inevitabilmente per influenzare le prestazioni del primo.

Un altro problema riguarda poi i mezzi utilizzati. Dovendo essere uguali per tutti i partecipanti, competizioni come Formula 1 e MotoGP non potrebbero essere prese in considerazione. A questo proposito, il format potrebbe ispirarsi a quello utilizzato nella Race of Champions, competizione in cui i piloti si sfidano utilizzando le stesse vetture.

Tra inclusività e professionismo

L'attuale filosofia legata all'inclusione di uno sport, secondo l’ultimo comunicato emanato dal CIO, è che esso sia incentrato sulla gioventù, ugualmente accessibile per uomini e donne, ed al tempo stesso sostenibile e praticato in tutti i Continenti. Come noto, il motorsport sta promuovendo soprattutto negli ultimi anni una campagna globale volta a incentivare la presenza della componente femminile a tutti i livelli. Questo anche attraverso la creazione di categorie riservate alle sole donne, come nel caso (poco fortunato) della W Series o quello più recente della F1 Academy, entrambe create con la finalità di poter portare le donne a competere con gli uomini nelle principali categorie internazionali. Il regolamento olimpico rischierebbe di rappresentare un possibile passo indietro in questo percorso?

C'è inoltre la questione relativa al professionismo. In origine, gli atleti che partecipavano ai Giochi Olimpici non potevano essere professionisti. Una regola inizialmente applicata in pieno spirito decoubertiano, ma superata dall'incedere del tempo visto che soprattutto a partire dagli anni Ottanta e Novanta i professionisti sono stati progressivamente ammessi in tutti gli sport. Al punto che attualmente l'unica disciplina a non consentire la loro presenza è soltanto la boxe. Il dilemma potrebbe ripresentarsi anche per quanto riguarda il motorsport?

Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione riguarda le innumerevoli categorie del motorsport. Come affrontare infatti la suddivisione tra rally e pista, tra monoposto, kart e auto a ruote coperte e, infine, tra gare Sprint e Endurance? Sulla base di cosa verrebbe scelta una categoria piuttosto che un'altra? Verranno accettate più discipline? Domande che il CIO dovrà obbligatoriamente porsi.

Motorsport Games

I motori nel frattempo però già creato le loro Olimpiadi. O meglio, così sono stati ribattezzati i FIA Motorsport Games. Un evento ancora giovane, giunto soltanto alla seconda edizione, ma in decisa crescita in quanto a popolarità.

FIA Motorsport Games, Italia vincitrice edizione 2022 Italia vince i Motorsport Games 2022 - Crediti foto: motorsportgames.com[/caption]

Caratterizzati da cerimonie di apertura e chiusura in vero e proprio stile olimpico, essi hanno visto numerosi piloti di tutto il mondo darsi battaglia in 16 categorie. Le categorie dell'ultima edizione, disputata lo scorso anno in Francia, erano: Slalom con auto e kart, Cross Car junior e senior, Drifting, e-Sports, Formula 4, Gt, Gt Sprint, Rally d’epoca, Karting Endurance, Karting Sprint senior, Rally 2, 4 e Touring Car.

Con il possibile inserimento dell'automobilismo tra le discipline olimpiche, i Motorsport Games avrebbero ancora senso? Mancano pochi mesi ad Ottobre, dopodiché la FIA dovrà fare le opportune valutazioni.

Qualora il motorsport dovesse realmente entrare a far parte dei Giochi Olimpici, si tratterebbe di un evento dalla portata epocale che porterebbe con sé un deciso cambio di rotta rispetto alla filosofia ed allo spirito impresso dal barone de Coubertin. Dando forse un ulteriore tocco di fascino e modernità all'evento sportivo più seguito e prestigioso al mondo.

Articolo scritto da Alfredo Cirelli e Anna Botton