In queste ultime ore fanno discutere le parole pubblicate sugli account social della MotoGP di Pecco Bagnaia, pronunciate a seguito del GP di Francia. Il campione del mondo in carica crede che il ritorno ad una differenza di prestazione tra team ufficiali e team satelliti potrebbe far bene al campionato, anche sul lato della sicurezza.

https://twitter.com/MotoGP/status/1658827719918903296?s=20

Le scottanti dichiarazioni di Bagnaia

"Tutte le moto in griglia possono vincere, non ci sono più quei 6-7 decimi tra i team ufficiali e satelliti. I fantastici quattro sono nati perché erano i più forti, ma anche perché avevano le moto ufficiali. Adesso il livello è estremo e tutti hanno la possibilità di poter vincere". Ha poi aggiunto Bagnaia: "Sono due anni che si cerca di vincere nei primi giri, bisogna fare qualcosa per migliorare la situazione perché così non è sicuro".

La riduzione del gap tra team ufficiali e satelliti è evidente nel corso degli anni. In questa stagione, dopo solo cinque Gran Premi, per due volte il podio è stato monopolizzato da Ducati satelliti, seguite dalla GasGas Tech3 del rookie Augusto Fernandez. Che un podio fosse ad appannaggio di tutte squadre clienti non accadeva dal GP del Portogallo 2020, ultima tappa della stagione.

Questo progressivo avvicinamento è iniziato dal 2016, quando Michelin ha sostituito Bridgestone come fornitore di pneumatici. Quell'anno in tre occasioni, seppur in condizioni abbastanza inusuali, Jack Miller e Cal Crutchlow, ripetutosi poi in Argentina nel 2018, hanno riportato un team clienti sul gradino più alto del podio, cosa che non si vedeva dal GP del Portogallo 2006 quando Toni Elias batté Valentino Rossi per pochi decimi. Questi risultati, uniti anche ai numerosi podi di altri piloti come Zarco, Petrucci, Quartararo o lo stesso Crutchlow, non erano altro che il preludio di ciò che si è visto dal 2020, quando alcuni piloti di team satelliti hanno iniziato addirittura a tenere aperto il Mondiale a poche gare dalla fine, come accaduto con Franco Morbidelli su Yamaha Petronas nel 2020 o Enea Bastianini su Ducati Gresini lo scorso anno.

Hervè Poncharal attacca Pecco: "Ha detto una cavolata!"

Hervé Poncharal, team principal di GasGas Tech3 e presidente IRTA ha definito le parole di Pecco una cavolata, e poi ha dichiarato: "Bagnaia era felice di avere una moto ad alte prestazioni che gli permetteva di farsi notare, seppur correva in un team satellite. Dopo aver beneficiato di questo sistema, ora vuole penalizzare i team satelliti, è una cosa irrispettosa ed antisportiva. Per lo sport è bellissimo vedere tutte moto competitive in grado di potersi giocare il titolo".

Pecco Bagnaia ha espresso un'opinione legittima, ma molto controversa. Allo spettacolo fa solo bene permettere a tutti di avere mezzi in grado di giocarsela sempre, fatto che rende il campionato anche più imprevedibile. L'assenza di piloti dominanti non si può comunque ricondurre al livellamento tra i team: durante l'era dei fantastici 4, infatti, i compagni di squadra dei quattro puntualmente ne uscivano sconfitti, a parte il 2011, quando Andrea Dovizioso riuscì a sopravanzare di 9 punti Daniel Pedrosa, costretto a saltare tre round per infortunio.

Quella di Bagnaia non è una denuncia dettata dalla paura di non riuscire a battere i propri compagni di marca, ma sicuramente non fa piacere che piloti di team satellite abbiano potuto, come Enea Bastianini, o possano, come Marco Bezzecchi, lottare per il titolo mondiale. Quel che è certo, però, è che il ristabilimento delle gerarchie renderebbe la corsa al titolo sicuramente più facile per Pecco, il quale dovrebbe focalizzarsi, almeno per il momento, solo su Brad Binder, punta di KTM, e i piloti Aprilia, considerando che le giapponesi attualmente non sono minimamente a livello dei costruttori europei e che il suo team-mate Enea Bastianini è ancora alle prese con il recupero del grave infortunio alla scapola.

Francesco Sauta

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