Facendo una comparazione con lo stesso periodo dello scorso anno, la prestazione finanziaria della F1 continua a mostrare miglioramenti anche nel terzo trimestre del 2022. Il Circus ottiene questo risultato grazie all'attenuazione degli effetti indotti dal COVID-19, anche se la variazione risulta minore rispetto ai trimestri precedenti poiché le entrate registrate nel medesimo periodo del 2021 avevano già evidenziato questa tendenza. In altre parole, le presenze alle gare nella fase finale della precedente stagione erano iniziate a tornare su livelli "normali", con il redditizio Paddock Club vicino ai suoi abituali livelli.

Confronto rappresentativo

Il terzo trimestre fornisce un confronto rappresentativo tra le due stagioni, visto che in entrambi i casi la F1 ha disputato sette GP. Nel periodo da luglio a settembre, le entrate complessive della F1 hanno visto aumentare i valori da 668 milioni di dollari nel 2021 a 715 milioni di dollari nel 2022. Il reddito operativo ha visto però un aumentato limitato, da 80 milioni di dollari a 82 milioni di dollari, dovuto principalmente all'innalzamento dei costi. I pagamenti condivisi dalle scuderie evidenziano questo aumento, con una spesa salita da 338 a 370 milioni di dollari. Le entrate per la promozione delle gare hanno registrato una leggera discesa, compensata dall'aumento delle entrate delle trasmissioni e delle sponsorizzazioni. Il motivo di questa flessione va ricercato nell'uscita dal calendario del GP in Russia, gara discutibile sotto molti aspetti, ma molto redditizia. Questo conferma come la F1 punti verso location remunerative piuttosto che storiche o in grado di aggiungere del contenuto sportivo ed emozionale.

Spiegazioni

Secondo la F1, "le entrate hanno visto un aumento nel terzo trimestre con una crescita dei diritti dei media e delle sponsorizzazioni, parzialmente compensata da un calo delle entrate per le promozioni delle gare". La giustificazione per la flessione nelle entrate relative alla promozione delle gare va cercata nella diversa composizione geografica del calendario rispetto al 2021. La crescita degli abbonamenti F1 TV ha trainato le entrate e i rinnovi contrattuali. Infine il Paddock Club, entrato di nuovo a regime, ha registrato un record di presenze dall'inizio dell'anno. Lo stesso Paddock Club ha contribuito nell'aumento dei costi operativi, legati all'area di hospitality. Commissioni, costi di servizio per la F2 e F3, costi amministrativi, legali e legati al campo IT hanno contribuito a fare "esplodere" i conti.

Recessione

Il titolare dei diritti commerciali della F1 ha sede nel Regno Unito, insieme alla maggior parte delle sue squadre. Le scuderie hanno tutte basi in Europa e il Vecchio Continente ospita un numero cospicuo di eventi durante l'anno. Recentemente la Banca d'Inghilterra ha avvertito che il Regno Unito sta attraversando la fase di recessione più lunga da quando esistono le rilevazioni. Crescono i timori di una recessione anche per l'Unione Europea. Visto che bisogna tenere conto anche di questo, finanziariamente parlando, Stefano Domenicali ha dichiarato agli investitori della F1 quali sono le previsioni sul medio termine.

Il CEO della F1 pensa che il Circus possa resistere alla recessione, poiché il campionato (e dunque il business) è globale e gli accordi a lungo termine agiscono come riduttori di esposizione al rischio recessione. "Vediamo già un numero incredibile di preregistrazioni per quanto riguarda le prevendite per la prossima stagione", ha dichiarato Domenicali, affermando che la F1 aumenterà i suoi guadagni in futuro sfruttando la sua crescente popolarità.

Tutto è bene quel che finisce bene?

Tutto bene dunque? Sembrerebbe di sì, eppure una sorta di malcontento pare serpeggiare tra il pubblico più affezionato al Circus. In un futuro, nemmeno troppo lontano, questa situazione potrebbe diventare un boomerang finanziario da tenere in seria considerazione.

Luca Colombo

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