Gli uomini della Ferrari si aspettavano sicuramente un altro risultato dopo quanto di buono mostrato nel weekend di Baku. Invece, sotto il sole della Florida e tra i muretti di Miami Gardens, le Rosse sono riuscite a portare a casa un bottino quanto mai magro, con Sainz quinto e Leclerc solo settimo sotto la bandiera a scacchi.

Passo gara troppo altalenante

Nel corso dei 57 giri totali del GP di Miami è apparso chiaro come il ritmo di gara mostrato dalle vetture di Maranello non fosse neanche paragonabile a quello dei migliori. Leclerc in particolare, poi, è partito molto cauto, forse cercando di evitare i problemi che nelle ultime uscite avevano penalizzato la Ferrari nelle prime fasi di gara, con serbatoio pieno.

Entrambi i piloti hanno iniziato la gara con gomme medie, per poi entrare ai box a distanza di un giro l’uno dall’altro per montare le dure (Leclerc al 17° passaggio, Sainz al 18°). Una volta montate le coperture bordate di bianco, però, la situazione non è certamente migliorata. Ad alcuni buoni passaggi buoni, anche sotto la soglia dell’1:33, troppo spesso hanno fatto da contraltare giri veramente lenti, anche sopra l’1:34, e non necessariamente per errori dei piloti.

Tutto ciò ha portato Sainz a dover cedere, oltre che il terzo posto ad Alonso, anche la quarta piazza ad un George Russell che invece nel finale ha trovato il suo passo migliore. Ancora peggio è andata a Leclerc, quasi irriconoscibile oggi. Il monegasco si è trovato per buona parte della gara bloccato alle spalle della Haas di Kevin Magnussen. Nel finale, poi, anche lui ha dovuto inchinarsi ad una Mercedes, segnatamente quella di Hamilton, che arrivava velocissimo con gomme medie.

Aggiornamenti da valutare

Siamo alle solite, verrebbe da dire. Come troppo spesso accade, infatti, quando vengono portati in pista degli aggiornamenti dagli uomini Ferrari questi sembrano non dare i frutti sperati. Chiaro, occorre attendere Imola e soprattutto Barcellona per valutare il lavoro svolto finora, ma l’inizio è tutt’altro che promettente.

Il weekend di Baku, almeno sul momento, sembrava l’inizio di una piccola riscossa da parte della Rossa. Oggi, invece, sta cominciando a serpeggiare il sospetto che possa trattarsi di una mosca bianca. Sì, perché il weekend americano ha invece riportato tifosi e uomini Ferrari con i piedi ben piantati a terra, in una realtà che è ben distante dalle dichiarazioni roboanti di inizio stagione.

Sono riemerse tutte le problematiche che attanagliano la vettura dalla gara in Bahrain. Una macchina nervosa, sottosterzante, che costringe i piloti ad esagerare per ottenere il risultato. Certo, il doppio errore di Leclerc non ha aiutato, ma anche la gara di Sainz non lascia presagire nulla di buono. Troppa la differenza non solo rispetto a Red Bull, ma anche nei confronti dell’Aston Martin di Alonso e, sul finale, delle due Mercedes.

Insomma, un weekend da analizzare a fondo da parte di Fred Vasseur e dei suoi uomini. La Ferrari non può e non deve essere questa; la sensazione è che si sia tornati indietro, su una pista molto diversa da quella di Baku. Se così fosse, si prospetterebbero tempi di vacche magre; a Imola, in ogni caso, ne sapremo certamente di più.

Nicola Saglia

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