F1 | GP Ungheria 2024 - Commento LIVE Qualifiche

Credits: Aprilia Media
Credits: Aprilia Media

Il Lunedì successivo al Gran Premio di Spagna tutta la griglia MotoGP ha preso parte ai test sul circuito di Jerez. Ovviamente, tutti i costruttori hanno portato delle novità dal punto di vista tecnico. Tra questi c'è Aprilia, il cui direttore tecnico Romano Albesiano si è concesso ai microfoni del nostro inviato e dei media presenti.

Le difficoltà nel Gran Premio di Spagna

Il round spagnolo a Jerez non ha mostrato la versione migliore di Aprilia. Poche le soddisfazioni, perlomeno in termini di risultati e punti portati a casa. Il piazzamento migliore lo ha ottenuto Maverick Viñales con il nono posto nella gara domenicale, partendo dalla undicesima casella. Ma se ampliamo gli orizzonti parlando di tutto il lotto di moto della casa di Noale, troviamo Miguel Oliveira ottavo con la RS-GP di Trackhouse Racing. In definitiva non è stata l'Aprilia che ci aspettavamo dopo il fantastico weekend di Austin. Le difficoltà vengono spiegate Romano Albesiano.

Sono soddisfatto della performance in generale, ma dobbiamo gestire meglio le situazioni variabili: ci siamo rovinati il weekend con la qualifica. Sapendo che avrebbe piovuto il Sabato mattina, potevamo fare qualcosa di meglio. Fosse stato un weekend del tutto sereno o del tutto bagnato, probabilmente avremmo lottato per il podio. È un mix di cose: sia a livello tecnico, logistico, di conoscenza della moto e dei piloti, lo studio delle gomme. Abbiamo cominciato a lavorare sugli pneumatici in ritardo rispetto ad altre case.

Un altro grande tema sviluppato nei primi quattro Gran Premi del 2024 è il problema del chattering, ovvero le vibrazioni (sia sull'anteriore che sul posteriore, ndr) che non permettono ai piloti, soprattutto i ducatisti, di sfruttare al meglio le doti del proprio mezzo. Romano Albesiano si è espresso a riguardo.

Negli scorsi anni abbiamo sofferto parecchio di chattering, ovvero vibrazioni che spesso portano alla chiusura di anteriore in entrata di curva. La RS-GP24, sotto questo punto di vista, è decisamente migliore. Questo fenomeno, però, non è prevedibile: non credo che nessuno nel paddock abbia una risposta al chattering.

Aprilia come anti-Ducati? C'è da migliorare lo start

Si è parlato tanto di quale potesse essere il team o la moto che potessero definitivamente infastidire la Desmosedici che continua a sfornare, tra i vari team, ottimi risultati. Ad inizio stagione erano due le papabili in lotta per il titolo di “anti-Ducati”, ovvero Aprilia e KTM. Dopo quattro round di questo 2024 è proprio Albesiano a rispondere, delineando inoltre i tanto declamati problemi in partenza della RS-GP.

Dobbiamo alzare la stabilità delle prestazioni: a volte siamo davvero vicini a Ducati, mentre altre molto distanti. Credo che lo stesso discorso valga per KTM, ma non credo che sia la prima rivale di Ducati: noi, sia lo scorso anno che nel 2024, abbiamo vinto delle gare. Per quanto riguarda le partenze, KTM sicuramente è un riferimento: abbiamo fatto dei passi in avanti, dato che stiamo investendo tempo e risorse su questo fondamentale. I piloti ci chiedono di poter recuperare delle posizioni allo start: questo non è sempre fattibile.

Il nuovo regolamento sta arrivando: Aprilia non sta a guardare

L’attuale quadro regolamentare del campionato MotoGP a livello tecnico è stato indetto nel 2022 e scade nel 2026, quindi per la successiva stagione il paddock della classe regina abbandonerà i motori da 1000cc. Stravolgimento che vedrà al centro delle novità il settore aerodinamico anche l'introduzione del carburante 100% di origine non fossile. La domanda che sorge spontanea è se i team già stanno sviluppando o pensando a queste moto? Risponde il piemontese.

Il test è diviso in due parti: una prima che viene definita fine tuning, ovvero ritocchi fatti in base ai dati raccolti nei primi quattro Gran Premi. La seconda, invece, riguarda lo sviluppo a medio-lungo termine. Abbiamo già iniziato a lavorare sulla moto per il 2027: questo vuol dire che lo zoccolo duro del nuovo regolamento è già stato deciso. Si parte, ovviamente, dal motore: questo, però, deve essere già all'interno di un concetto prestabilito, altrimenti si rischiano di fare dei grandi errori. Penso che ogni squadra proverà a portare la nuova moto in pista per la primavera del 2026, se non prima. È chiaro che alcune risorse verranno dirottate su un nuovo progetto: starà ad ogni costruttore decidere se e quanto investire sull'attuale generazione di moto. Per i costruttori è un impegno enorme, dato che si partirà da un foglio bianco per la nuova moto.

Damiano Cavallari

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