Nel corso dei test MotoGP a Sepang, nel box Yamaha si sono visti più sorrisi del solito. Nel corso di questo primo assaggio di 2024, la moto della casa giapponese ha mostrato segnali di miglioramento, che fanno ben sperare in vista del campionato, che ripartirà tra un mese. Ma cerchiamo di capire quanto sia effettivamente cresciuta la Yamaha, e in quale area.

DOV'È CRESCIUTA LA YAMAHA RISPETTO AL PASSATO

Il principale difetto della quattro cilindri di Iwata è senza dubbio la velocità di punta. Ed è proprio in questo ambito che la moto ha mostrato i progressi più rilevanti. Se diamo un’occhiata alla classifica (ufficiosa) delle top speed, Quartararo ha fatto registrare nella giornata di oggi il dato migliore, con 338,5 Km/h, risultando più veloce di 1 Km/h rispetto a Brad Binder, il quale ha spinto la sua KTM a 337,5 Km/h. La prima delle Ducati è quella di Marco Bezzecchi, con 2 Km/h in più rispetto alla Yamaha (336,4 Km/h). Pecco Bagnaia è risultato più lento addirittura di 5 Km/h, con 333,3 Km/h.

Sono numeri interessanti, ma forse non del tutto indicativi della crescita della M1. A questo punto, vale la pena fare un confronto con i dati del 2023. Nei test di Sepang dello scorso anno, la velocità di punta più alta di Quartararo fu di 335,4 Km/h, ottenuta nel corso della seconda giornata. Al GP della Malesia, disputatosi nove mesi dopo, Fabio non è andato oltre i 332, 3 Km/h, nelle FP2. In un anno, la M1 sembra aver guadagnato dai 3 ai 5 Km/h. A cosa si deve questo progresso?

Nei test di Sepang, Yamaha ha lavorato soprattutto sulla messa a punto. Sul fronte motore, il lavoro si è concentrato sull’elettronica, cercando un’erogazione più lineare. Già nel 2023 Crutchlow aveva sottolineato la necessità di lavorare su tale fronte, invece di cercare ostinatamente più potenza. Ma lo sforzo maggiore è stato speso per l'aerodinamica. In Malesia le M1 avevano due nuove alette sul cupolino, una carena laterale ispirata alla Ducati, e un alettone posteriore, di cui sono state provate tre configurazioni diverse.

Per il 2024 il costruttore di Iwata ha rafforzato lo staff tecnico, con alcuni elementi interessanti, tra cui Dallara, leader mondiale nella progettazione e produzione di auto da corsa, per quanto riguarda lo sviluppo aerodinamico, Massimo Bartolini, ingegnere di primissimo livello proveniente dalla Ducati, e Luca Marmorini, nel team da un anno, in veste di consulente del reparto motori.

FINALMENTE QUARTARARO È SODDISFATTO

Le migliorie della M1 sul fronte tecnico hanno rasserenato l’animo di Fabio Quartararo, che ai microfoni di MotoGP.com è apparso sorridente: “Mi sento alla grande”, ha esordito il francese. “In realtà non abbiamo provato dei pezzi nuovi, ho fatto molte prove sulla messa a punto, specialmente sull’elettronica. Sono cose che non si vedono dall’esterno, ma hanno avuto un impatto positivo. È molto importante per noi restare concentrati, perché sappiamo di avere un gran potenziale ma dobbiamo ancora scoprirlo”.

Il campione del mondo 2021 ha sottolineato l’importanza dei nuovi arrivi, soprattutto a livello psicologico: “Avevamo bisogno di questo cambiamento”, ha detto. “Sono contento perché ora abbiamo la mentalità giusta, più aggressiva. Prima se qualcosa non andava, la mettevamo subito via. Adesso invece, se abbiamo qualcosa che crediamo ci faccia andare più forte ma non funziona, ci lavoriamo su. Abbiamo la mentalità giusta ora”.

Riccardo Trullo