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Credits: IndyCar Official website
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Si potrebbero sprecare fiumi di parole e di inchiostro imbottiti di retorica a proposito di amori che fanno giri immensi e poi ritornano, ma forse è sufficiente dare la notizia per quella che è: Tim Cindric tornerà nelle fila del team Penske in IndyCar. Nel 2026, infatti, sarà al muretto come strategist della vettura #3, quella di Scott McLaughlin. Intanto, gli scenari in casa Prema si fanno sempre meno felici.

Tim di nuovo al muretto

La sorpresa nella lettura del comunicato Penske diffuso ieri, con cui il team del Capitano ha comunicato per intero il proprio organico, è stata notevole. Dopo quanto avvenuto, infatti, erano in pochissimi quelli che si aspettavano di leggere il nome di Tim Cindric al suo interno. Il manager americano era stato sollevato dal suo incarico operativo dopo le qualifiche della Indy 500 e quelle operazioni non consentite sulle vetture di Power e Newgarden che avevano costretto i due piloti a scattare dal fondo della griglia. Insieme a lui, erano stati tagliati anche Ron Ruzewski e Kyle Moyer. 

Dopo quanto avvenuto, il futuro di Cindric in Penske e in IndyCar in generale pareva essere definitivamente segnato. Anche in questo caso, però, la vita e lo sport ci insegnano che a dare troppe cose per scontate anche quando tutto sembra perduto si rischia di commettere un errore madornale. Tim, infatti, tornerà all’interno del team in un ruolo di fondamentale importanza, gestendo tatticamente le gare di Scott McLaughlin dal muretto. Evidentemente, il presidente del team Jonathan Diuguid ha pensato che una figura del genere non potesse restare fuori dai giochi, con il rischio poi di finire a rafforzare le fila degli avversari: esperienza, lettura di gara e conoscenza della materia sono caratteristiche che a Cindric non mancano di certo. Lo stesso Diuguid sarà al muretto a “chiamare” Newgarden, mentre Malukas sarà affidato a Travis Law. In un’intervista rilasciata alla testata americana Racer, lo stesso Cindric ha spiegato la sua decisione.

Sentivo di dover fare qualcosa, ma volevo comunque rimanere fedele al fatto che desideravo flessibilità nella vita. Non sono contrario a lavorare a tempo pieno, ma ci sono già passato in molti modi, e in realtà non avevo trovato nulla di diverso da ciò che avevo fatto prima. Quindi ho iniziato a considerare alcune di queste opportunità che avevo per tornare a lavorare solo nei fine settimana, o fare qualche lavoro part-time qua e là, perché mi mancava la competizione. Così, ho inviato una nota a Jonathan Diuguid, dicendo semplicemente: “Ehi, ti scrivo per farti sapere che sto seguendo un percorso per il quale sto seriamente considerando di diventare uno stratega di gara”. E gli ho detto: “Sento come se probabilmente tu abbia già tutto coperto, ma se non fosse così, sarei aperto a una conversazione”.

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Tim Cindric e Scott McLaughlin riuniti nel 2026

Evidentemente, Diuguid era più che aperto ad una conversazione con il suo vecchio capo; il resto è (e sarà) storia. Molto soddisfatto anche Scott McLaughlin, che da sempre ha un rapporto speciale con Tim Cindric, e ha lasciato trasparire tutta la propria felicità. 

È un regalo incredibile. Sono estremamente onorato di avere Tim con noi. Ha già raggiunto così tanto in questo sport, e, in realtà, pensare che sia al muretto a chiamare le mie gare è un po' strano, ma lui è uno di noi e so cosa ha fatto per la nostra squadra per molti anni. Tim è un mio amico, e ora poter gareggiare e confrontarmi con lui come amico, e come persona completamente e totalmente concentrata su di me, dal punto di vista della strategia di gara, avere quella concentrazione da parte di qualcuno che ha la competitività e la tenacia per essere il migliore, è un enorme onore. Se sono in IndyCar, lo devo a lui. 

Prema potrebbe saltare le prima quattro gare della stagione

Nel frattempo, da più parti rimbalzano notizie poco incoraggianti per quanto riguarda il futuro di Prema nella categoria. Nei giorni scorsi vi avevamo comunicato di come il tempo a disposizione di Piers Philips per la ricerca di nuovi sponsor fosse sempre più stretto, e ad oggi pare che la situazione sia sempre più complicata. Attraverso un post sui propri profili social, l’insider (solitamente molto ben informato) Tony Donhoue ha comunicato che il team italiano non sarebbe pronto per scendere in pista prima della gara di Long Beach, saltando così di fatto i primi quattro appuntamenti stagionali

Al momento si tratta di speculazioni, non ci sono conferme in merito ad una sospensione così lunga delle attività. Molto più probabile è che Prema possa saltare i test prestagionali di febbraio, come lasciato intendere da Callum Illott nelle dichiarazioni rilasciate in questi giorni. 

Sarà piuttosto difficile mettere insieme un team sufficiente per due auto in tempo per i test e ovviamente anche per costruire le auto, perché sono state smontate e ricostruite lentamente durante l'inverno. So che i dirigenti stanno lavorando moltissimo per trovare una soluzione adatta per tutto. Non ho alcun dubbio che gareggeremo, è solo una questione di tempo. La nostra presenza ai test è un po' incerta. Non voglio parlare a nome di nessuno, ma le auto sembravano ancora piuttosto indietro.

Insomma, almeno la pre-season di Prema è assai tribolata, dopo tutte le vicissitudini societarie. Restiamo in attesa di novità, sperando ovviamente che la squadra veneta riesca a mettere insieme tutto il necessario per iniziare la propria stagione a St. Pete, il 1° marzo. 

Nicola Saglia