F1 | Test Barcellona: quello che i numeri dicono del 2026
Alla fine dei test di Barcellona, i numeri rilevati offrono una foto sgranata della F1 2026: andiamo ad analizzare alcuni elementi peculiari

La cinque giorni di test a Barcellona, prima sessione collettiva del 2026, ha fornito una fotografia non proprio a fuoco delle forze in campo per il prossimo Campionato di F1, basata su un ventaglio di notizie e dati contingentato da parte del Circus stesso, con pochi temi affrontati giorno per giorno che spaziano dal forfait Williams all'Aston Martin, vero oggetto misterioso di questa prima parte introduttiva alla stagione che verrà. Alla luce di tutto questo, vediamo di fare un po' di chiarezza, analizzando i numeri (più o meno ufficiali) a nostra disposizione.
Distanze percorse
Il primo dato che possiamo analizzare corrisponde alla distanza coperta dalle PU e dalle scuderie. Come era prevedibile (e come le scuderie hanno confermato), l'obiettivo principale di questo shakedown a porte chiuse era quello di comprendere l'affidabilità e l'operabilità delle nuove PU, chiamate ad una distribuzione molto più sbilanciata verso il contributo rigenerativo elettrico, insieme ad una componentistica della parte termica completamente rivista, considerando i nuovi carburanti sintetici con meno densità di energia rispetto ai corrispettivi fossili.
Cerando di scindere i vari contributi, per la componentistica elettrica, con tutta probabilità, andavano misurate le capacità di scambio energetico insieme all'efficacia ed efficienza del raffreddamento, visto che le nuove prestazioni comporteranno giocoforza delle richieste in tal senso maggiorate. Sulla parte meccanica, vale sempre la pena notare che l'ambito delle vibrazioni rimane sempra un tema di elevata criticità per quanto riguarda la valutazione tecnica. Andiamo a vedere i dati di distanza coperta, raggruppati per scuderia:
| Team | Giri | Km |
| Mercedes | 500 |
2,328.50 |
| Ferrari | 442 |
2,058.39 |
| Haas | 386 |
1,797.60 |
| Alpine | 349 |
1,625.29 |
| Racing Bulls | 319 |
1,485.58 |
| Red Bull | 303 |
1,411.07 |
| McLaren | 287 |
1,336.56 |
| Audi | 240 |
1,117.68 |
| Cadillac | 164 |
763.75 |
| Aston Martin | 65 |
302.71 |
Molti “addetti ai lavori” avevano predetto una debacle generale per i test di Barcellona (giustificandone così la volontà di correre lontano dagli occhi dei media), come sucesso nel 2014 a Jerez, alba dell'era turboibrida. Differentemente da questo sentimento generale (al quale, va detto, non si faceva fatica ad aderire), le PU hanno coperto un numero di giri decente: se proprio dobbiamo trovare un'analogia con i test di dodici anni fa, possiamo vedere come svetti Mercedes, davanti a Ferrari e Haas. Al quarto posto troviamo un'altra motorizzata Mercedes, Alpine, e poi trovano spazio Racing Bulls e Red Bull Racing.

Da questa prima tabella possiamo dire che Mercedes e Ferrari hanno girato praticamente con un clean sheet per quanto riguarda noie tecniche, mentre gli altri hanno avuto qualche problema di gioventù, Red Bull Racing a parte, quest'ultima alle prese con l'incidente di Isack Hadjar che ha reso necessario l'invio delle parti di ricambio da Milton Keynes e uno stop di due giorni. Andiamo a vedere la tabella combinata per fornitore di PU:
| Team | Giri | Km |
| Mercedes | 1136 |
5,290.35 |
| Ferrari | 992 |
4,619.74 |
| RBPT | 622 |
2,896.65 |
| Audi | 240 |
1,117.68 |
| Honda | 65 |
302.71 |
Anche qui si nota l'uno-due Mercedes - Ferrari, seguiti da Red Bull PowerTrains (perdonate la nomenclatura, ma ci risulta difficile parlare di Ford…): per essere una “new entry”, il chilometraggio è di tutto rispetto, soprattutto se dividiamo il dato per numero di scuderie, che mette RBPT sullo stesso livello di Ferrari. La scuderia di Maranello non ha avuto grossi problemi legati alla PU, cosa che però si è verificata in Haas (nonostante il problema sia stato di “facile” riparazione); Cadillac ha passato molto tempo ai box, presumibilmente per “problemi di gioventù” del personale in pista. Com'era prevedibile, Audi ha dovuto fronteggiare molti problemi, che ne hanno limitato il chilometraggio; Honda, complice l'arrivo di Aston Martin il quarto giorno di prove in pista, chiude la tabella, ultima anche nel valore diviso sul numero di giorni in pista, contribuendo a rendere il pacchetto Aston Martin di difficile comprensione.
In merito alle PU, George Russell ha fatto una dichiarazione che ci sentiamo di condividere:
"Per quanto riguarda le power unit, alcuni dei nostri concorrenti hanno fatto cose impressionanti e questo è piuttosto sorprendente, a dire il vero, quindi complimenti! Ovviamente siamo al terzo giorno di una stagione di 24 gare, quindi non possiamo leggerci troppo il futuro, ma penso che molti si aspettassero che i nuovi fornitori di power unit avrebbero incontrato qualche difficoltà".
Dalla parte dei piloti
Andiamo ora a leggere i riscontri cronometrici combinati sui cinque giorni, tenendo conto che la mera lettura prestazionale lascia il tempo che trova, visto che, più di altre situazioni simili, non abbiamo idea dei programmi di test condotti dalle varie scuderie e che i migliori riscontri cronometrici sono stati registrati in condizioni di pista differenti (giorni diversi, orari differenti e così via), non avendo quindi, da questo punto di vista, carattere di uniformità:
| Pilota | Tempo |
| Lewis Hamilton | 1m16.348 |
| George Russell | 1m16.445 |
| Lando Norris | 1m16.594 |
| Charles Leclerc | 1m16.653 |
| Kimi Antonelli | 1m17.081 |
| Oscar Piastri | 1m17.446 |
| Max Verstappen | 1m17.586 |
| Pierre Gasly | 1m17.707 |
| Isack Hadjar | 1m18.159 |
| Esteban Ocon | 1m18.393 |
| Ollie Bearman | 1m18.423 |
| Liam Lawson | 1m18.840 |
| Franco Colapinto | 1m19.150 |
| Arvid Lindblad | 1m19.420 |
| Nico Hulkenberg | 1m19.870 |
| Gabriel Bortoleto | 1m20.179 |
| Fernando Alonso | 1m20.795 |
| Valtteri Bottas | 1m20.920 |
| Sergio Perez | 1m21.024 |
| Lance Stroll | 1m46.404 |
Partiamo con l'osservazione riguardo ai tempi sul giro, non troppo lontani dal record in gara di Oscar Piastri in 1m15.743, ottenuto nella passata stagione, ma sensibilmente distanti dal tempo della pole dell'australiano (1m11.546), segnato sempre nel 2025. Anche qui, i dati vanno trattati con un po' di sale in zucca, viste le temperaure, lo sgrossamento delle monoposto e la non conoscenza sui programmi portati avanti dalle scuderie.
Non può che far piacere alla tifoseria ferrarista vedere Lewis Hamilton al top, per quanto i dati vadano presi con le pinze. Osservando la progressione della scuderia di Maranello durante i test, verrebbe da dire che in Ferrari hanno mostrato una buona solidità nel programma, emergendo poi alla fine con il tempo migliore. Alla vigilia delle prove, molti davano per assodato un vantaggio da parte Mercedes, fatto acclarato, vista la consistenza durante le prove, e che regala un po' più di profondità alla crescita (se così vogliamo parlarne) Ferrari. Per la gioia dei tifosi, sulle nuove monoposto F1 2026, Lewis Hamilton ha dichiarato:
"Questa generazione di monoposto è un po' più divertente da guidare: è sovrasterzante, scattante e scorrevole. È un po' più facile in termini di risposta alla guida e direi decisamente più piacevole".

Anche in questo caso è utile contestualizzare le prestazioni cronometriche con il numero di giri coperti da ciascun pilota:
| Pilota | Giri |
| George Russell | 265 |
| Esteban Ocon | 239 |
| Kimi Antonelli | 237 |
| Charles Leclerc | 234 |
| Pierre Gasly | 231 |
| Lewis Hamilton | 205 |
| Lando Norris | 159 |
| Isack Hadjar | 158 |
| Liam Lawson | 152 |
| Ollie Bearman | 147 |
| Nico Hulkenberg | 146 |
| Max Verstappen | 145 |
| Oscar Piastri | 127 |
| Arvid Lindblad | 120 |
| Franco Colapinto | 118 |
| Gabriel Bortoleto | 94 |
| Valtteri Bottas | 87 |
| Sergio Perez | 77 |
| Fernando Alonso | 61 |
| Lance Stroll | 4 |
Dalla combinazione delle due tabelle, risulta piuttosto difficoltoso mettere in prospettiva quanto ottenuto da McLaren ed Aston Martin. Entrambe le scuderie sembrano essere giunte in pista con monoposto globalmente più “raffinate” rispetto alla concorrenza, eppure il numero di giri rimane basso e le prestazioni sul giro non da parte alta della classifica. La situazione più “difficile” tra le due, sembra quella di Aston Martin: nella nuova creazione della scuderia di Silverstone bisognerà chiarire il contributo nelle potenziali problematiche da parte della PU Honda e da parte della monoposto progettata dal team di Adrian Newey, molto “spinta” in alcune scelte di base. Solo le prossime prove ci diranno se la monoposto inglese sarà una potenziale “arma definitiva” o una parente della McLaren - Mercedes MP4/18 del 2003.
Luca Colombo