Credits: Yamaha MotoGP
Credits: Yamaha MotoGP

Yamaha ha subito una battuta d'arresto nei test MotoGP a Sepang, decidendo di fermare completamente l’attività in pista nel Day 2 a seguito di un problema tecnico emerso sulla M1 dotata del nuovo motore V4. Una scelta precauzionale e di sicurezza che ha coinvolto tutte le moto del marchio giapponese, incluse quelle dei team satellite.

Problemi con il V4

Sepang era una tappa fondamentale nel programma di sviluppo Yamaha, che la vede impegnata in uno dei cambiamenti tecnici più significativi della propria storia e cioè il passaggio dal tradizionale quattro cilindri in linea al V4, già adottato da tutti i principali rivali in MotoGP. L’obiettivo di questa evoluzione era di colmare il gap in termini di potenza emerso chiaramente nelle ultime stagioni. Tuttavia un cambio cosi radicale può inevitabilmente portare anche dei rischi legati all’affidabilità, come spesso accade in un progetto di questa portata.

Nel corso del Day-1 infatti, Yamaha ha riscontato un problema sulla moto di Fabio Quartararo a seguito proprio della caduta del francese, che ha riportato una frattura al dito che ha messo fine ai suoi test in terra malese. Il Team giapponese non ha ancora reso noti i dettagli tecnici di quanto accaduto, ma ha preferito fermare tutte le operazioni della giornata di oggi per effettuare tutti i controlli del caso sul nuovo motore V4 fino a quando non sarà trovata una risposta chiara che scongiuri ogni problema di sicurezza per i piloti.

Yamaha Sepang

Meregalli: “Problema non collegato alla caduta di Fabio”

A riguardo Massimo Meregalli ha dichiarato: "Stiamo ancora cercando di capire cosa abbia causato il problema che ha colpito Fabio ieri pomeriggio. È una questione di sicurezza. Se riusciremo a capire quale è stata la causa torneremo in pista, oggi o domani. Stiamo aspettando che ci diano il via libera.Il problema non ha assolutamente nulla a che vedere con la caduta di Fabio. Per dare una percentuale, direi che abbiamo completato l'80% del programma che ci eravamo prefissati. Abbiamo la base della moto. La messa a punto è ciò su cui avremmo lavorato in questi due giorni".

Secondo voci dal paddock il problema non riguarderebbe esclusivamente il motore, ma potrebbe essere legato all’interazione tra elettronica, gestione della potenza e nuove architetture meccaniche, aspetti particolarmente sensibili su una moto ancora in una fase acerba. Yamaha ora proseguirà il lavoro di analisi tecnica nei box ed in fabbrica, con l’obiettivo di individuare con precisione l’origine del problema e tornare in pista non appena saranno garantite le condizioni di sicurezza e affidabilità. 

Julian D'Agata