LIVE | Test F1 Barcellona 2026: commento, analisi e dibattito aperto

Credits: Scuderia Ferrari Official X page
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Ieri si è ufficialmente chiuso lo shakedown che ha dato i natali alle nuove vetture di F1 che affronteranno il mondiale 2026. Tra queste ovviamente c’è stata la Ferrari che, nonostante una cauta prudenza e un profilo molto basso, ha dato segnali incoraggianti per il futuro. 440 giri, 2050 km percorsi e un tempo di 1:16.348 sono i numeri che la SF-26 ha messo insieme durante le tre giornate di test. Dati che si traducono nel tempo più veloce siglato durante tutte le giornate e, soprattutto, nella seconda macchina ad aver percorso più chilometri; preceduti solo dalla Mercedes W17.

Tanti chilometri e solidità

L’aspetto principale che va sottolineato è che questi primi test erano fondamentali per capire al meglio le nuove monoposto, ma soprattutto testarne la solidità. Aerodinamica rivoluzionata, power unit nuova e sistemi da testare erano la priorità per mettere concretamente in pista tutto il lavoro svolto in fabbrica nei mesi passati. La Ferrari è stata in grado di superare questo primo esame come seconda classe, fermata solamente dalle condizioni metereologiche avverse di martedì.

È stato bello tornare al volante e iniziare a prendere confidenza con un pacchetto vettura completamente nuovo. Oggi, più che sulla prestazione, il lavoro è stato focalizzato sul collaudo di tutti i sistemi della monoposto e sul capirne a fondo il funzionamento, tanto più che abbiamo dovuto anche fare i conti con condizioni meteo instabili. Abbiamo portato a termine il programma senza intoppi e la macchina ha risposto come ci aspettavamo: è un segnale positivo e una base solida dalla quale partire per crescere.

Con queste parole Charles Leclerc, alla fine della prima giornata, ha confermato la solidità della macchina e, soprattutto, un riscontro positivo rispetto alle aspettative. I piloti inoltre hanno dovuto affrontare la sfida di adattamento a queste nuove vetture. Tra motore al 50% elettrico, overtake mode e aerodinamica rivista, c’è stato molto lavoro anche dal punto di vista della guida.

Credits: Scuderia Ferrari Official X page
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Con questi regolamenti tutto è nuovo e le vetture sono molto diverse rispetto a quelle a cui eravamo abituati, con un carico aerodinamico inferiore, quindi c’è molto da imparare. L’aspetto più positivo finora è stato il numero di giri che siamo riusciti a completare, e per questo il merito va ai ragazzi in fabbrica, che hanno fatto un grande lavoro. Abbiamo potuto raccogliere dati preziosi, capire meglio la vettura e iniziare ad andare in una direzione chiara. È ancora presto, ma il processo è stato fin qui produttivo: continuiamo a imparare, ad affinare e a progredire passo dopo passo.

L’aspetto che emerge da queste parole di Hamilton è sempre e comunque chiaro: il programma è stato rispettato. Leggendo tra le righe si percepisce una cauta positività, una direzione che sembra essere chiara e un affiatamento tra gli uomini di Maranello che non si vedeva da un po’.

È stata una settimana davvero piacevole e produttiva. È stato fatto un gran lavoro durante l’inverno, sia personalmente sia da parte di tutto il team, ed è positivo vedere questo impegno riflesso nel chilometraggio completato senza rilevanti intoppi. C’è ancora molto da imparare e tanto lavoro da fare, ma l’atmosfera all’interno della squadra è buona e vedo tutti molto concentrati.

Lewis fa segnare il miglior tempo

1:16.348 è il tempo su cui Lewis Hamilton ha fermato il cronometro negli ultimi minuti disponibili del test Catalano. Un giro che gli ha consegnato il primato di uomo più veloce dei test, e che fa il paio con l’1:16.653 fatto siglare da Charles Leclerc nella stessa giornata. Due tempi che mettono entrambi gli alfieri della Ferrari nella top 4 dei test, ma due tempi che da soli non possono raccontarci niente. In una fase così embrionale dello sviluppo, molto più indicativi sono stati i long run completati da Leclerc e Hamilton nel corso delle tre giornate. Stint prolungati utili soprattutto a testare affidabilità, gestione energetica e comportamento della vettura sul passo gara. È lì che la SF-26 ha mostrato dei segnali, confermando la solidità complessiva del progetto e la bontà del lavoro svolto a Maranello nei mesi invernali. Un concetto ribadito anche dal team principal Fred Vasseur al termine dello shakedown.

È stata una settimana lunga ma nel complesso produttiva. Abbiamo affrontato condizioni diverse, dal bagnato all’asciutto, riuscendo a completare ogni giorno un numero significativo di chilometri, qualcosa di fondamentale in questa fase per raccogliere dati e verificare l’affidabilità della vettura. Non abbiamo riscontrato problemi rilevanti, e questo è un altro aspetto importante. È ancora molto presto e c’è tanto da analizzare per migliorare. Ora torniamo a Maranello per lavorare su quanto abbiamo imparato questa settimana e prepararci per i test del Bahrain, che saranno più rappresentativi.

Ed è proprio verso il Bahrain che ora si sposta l’attenzione: sarà lì che emergerà un quadro più attendibile, ma lo shakedown di Barcellona ha già lasciato in dote a Ferrari una base solida su cui costruire. Senza proclami, senza illusioni e con la consapevolezza di dover lavorare uniti per poter arrivare pronti al Gran Premio inaugurale in Australia.

Simone Cigna