A Indianapolis succede di tutto: cinque Caution, tre bandiere rosse negli ultimi sedici giri, una ruota che colpisce una macchina nel parcheggio della pista e uno sprint finale nell'ultimo giro. Alla fine a spuntarla è Josef Newgarden, che entra per la prima volta in Victory Lane e diventa il primo statunitense a vincere la Indy 500 dal 2016, dal successo di Rossi. Secondo è Ericsson, beffato a due curve dalla fine dal pilota Penske, mentre terzo è Ferrucci. Ritirati diversi piloti eccellenti: O'Ward, Rosenqvist, Kirkwood e Grosjean, mentre Palou, quarto, viene estromesso dalla vittoria da un contatto con VeeKay in corsia box, che lo fa precipitare in fondo al gruppo.

Cronaca della gara

Parte dalla pole Alex Palou, che nelle qualifiche di domenica scorsa ha battuto Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, seguiti da Ferrucci, O'Ward e Dixon. Subito problemi già prima dei giri di formazione, con Rahal e Castroneves che stallano in griglia di partenza. Castroneves riesce a ripartire, mentre la vettura di Rahal viene subito portata ai box. Al via Dixon si sbarazza subito di Ferrucci e O'Ward, salendo quarto, con anche Rossi che guadagna qualche posizione e sale sesto. Nel corso del secondo giro Rahal rientra in pista, ma al termine del giro VeeKay attacca Palou, portandosi al comando; lo spagnolo però non molla, e all'inizio della quinta tornata si riprende la leadership. Nelle prime fasi la gara prende una connotazione ciclistica, con i piloti di testa che restano molto compatti in scia per risparmiare carburante. Al giro 11 però VeeKay va di nuovo all'attacco, e si riprende la prima posizione.

Palou torna al comando al giro 16, ma più che vera lotta sembra essere strategia per risparmiare carburante e macchina. Si inizia però a scavare un leggero solco tra i primi tre, Palou, VeeKay e Rosenqvist, e il quarto, Dixon, che sembra non avere il passo di chi lo precede. Al ventesimo giro il neozelandese viene passato anche da Rossi e da O'Ward, mentre la tornata seguente viene passato anche da Power. Al giro 22 cede anche a Sato e a Ericsson, scivolando sempre di più verso il centro gruppo. La spiegazione è presto detta: il pilota Ganassi accusa un problema allo pneumatico posteriore sinistro, e al giro 27 rientra ai box per cambiare le gomme.

Intanto Palou torna davanti a VeeKay in testa alla gara, provando a scappare via. Iniziano le prime soste: si fermano anche Grosjean, Pedersen e Castroneves, tutti nelle retrovie. Al giro 31 è il turno di Palou di rientrare a rifornire, che cede di nuovo la testa all'olandese; lo segue a ruota Ferrucci, che era sesto. Alla trentaduesima tornata segue Sato, mentre subito dopo rientra VeeKay, che cerca di coprire l'undercut di Palou, lasciando la leadership a Rosenqvist, Rossi e O'Ward.

Palou resta davanti dopo la prima sosta, e nella tornata seguente rientra anche Rosenqvist, seguito al giro 35 da Rossi e O'Ward. Tutti rientrano ad effettuare la propria sosta entro il giro 35, e chi ne approfitta è Ferrucci, che scavalca le McLaren e sale in terza posizione. Brivido ai box nel frattempo, con Katherine Legge che quasi si gira in corsia box con gomme fredde. Rosenqvist risale però come una furia, e all'inizio della 39esima tornata torna in zona podio e si lancia all'inseguimento del duo di testa. Stessa cosa fa Rossi, che scavalca Ferrucci. Un giro dopo la terza McLaren di O'Ward esegue la stessa manovra, e ora le tre vetture sono in top 5.

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Dopo qualche giro in cui tutto resta stabile, al numero 47 Palou ritorna al comando. Al quarto di gara i primi tre scavano un solco sugli altri, arrivando ad avere circa due secondi su Rossi, quarto. Prova allora a ricucire il gap Ferrucci, che passa il vincitore del 2016 al giro 57 e inizia a girare fortissimo. Anche O'Ward passa Rossi e sale in quinta posizione.

Al giro 61 Palou e Ferrucci entrano ai box per la seconda sosta. VeeKay resta in pista per tre giri, e rientra al termine della 64esima tornata. Esce davanti a Palou sfruttando l'overcut. Al giro 67 è il turno di Rosenqvist e Rossi, con lo svedese che passa davanti all'olandese e allo spagnolo. Anche O'Ward guadagna con la sosta, e si ritrova dietro a O'Ward. Quando Herta torna ai box al giro 69, la situazione vede O'Ward al comando, dopo aver passato Rosenqvist, seguiti da VeeKay e Palou, che ha perso tre posizioni nelle soste.

Al 76esimo giro Palou perde anche la posizione su Ferrucci, probabilmente perché sta gestendo nel tentativo di allungare lo stint. Davanti intanto Rosenqvist resta qualche tornata dietro a O'Ward, prima di passarlo al 79esimo passaggio. Tre giri e O'Ward si riprende la testa della gara, e nello stesso giro Ferrucci salta VeeKay salendo sul podio.

Le McLaren restano in formazione per una decina di giri, ma al numero 91 Rosenqvist salta in prima posizione. Mezzo giro e c'è subito la prima Caution di giornata: Sting Ray-Robb prende il muro in curva 1 dopo essere stato superato da Rahal, rimbalzando in pista. Viene fortunatamente evitato da tutti, ma ovviamente entra in pista la Pace Car. Al 94esimo giro si apre la pitlane, e rientrano tutti eccetto Andretti, Pedersen, Castroneves, Harvey e Ilott, con quest'ultimo che è riuscito a pittare prima che entrasse la Safety, e sale al comando. In corsia succede il disastro, con VeeKay che uscendo dai box si gira e prende in pieno Palou: l'olandese riesce quantomeno a rimanere in ottava posizione, ma Palou sprofonda in 25esima piazza, compromettendo sue possibilità di vittoria. Lundgaard ai box sbaglia piazzola, e prende in pieno una gomma di Harvey.

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A metà gara, sotto Pace Car, la classifica vede Ilott al comando, davanti a Rosenqvist, O'Ward, Ferrucci e Power. Si riparte al giro 101, e subito Rosenqvist prende la testa su Ilott. Dietro è caos, con Power che scivola addirittura in diciassettesima posizione in una sola tornata. Anche O'Ward passa Ilott, e al giro 102 sale anche al comando scalzando Rosenqvist. Un solo giro e lo svedese si riprende la testa, mentre terzo sale Ferrucci. I due della McLaren danno spettacolo, e si scambiano più volte la posizione in poche tornate.

Intanto Newgarden si è portato in quarta posizione, mentre Ericsson è quinto e Herta è sesto, con questi tre piloti che rientrano in lotta per la vittoria. Ilott perde ovviamente contatto con il gruppo di testa. Rosenqvist e O'Ward continuano a darsi il cambio in testa alla gara per gestire il carburante, mentre è da segnalare Ferrucci, che continua a rimanere terzo e in piena lotta per la vittoria.

Nelle retrovie Palou prova disperatamente a ricostruire la sua gara: al giro 120 è risalito in 17esima posizione, mentre al giro 125 è sedicesimo, mentre al giro 128 è quattordicesimo. Uno dopo l'altro sfila i suoi avversari fino ala quarta sosta. Il primo a rientrare è O'Ward al giro 130, mentre al giro 132 tocca a Rosenqvist, che esce agilmente davanti al messicano. Una tornata e si fermano anche Ferrucci, e Newgarden, mentre Herta prende Grosjean nel ripartire dai box e perde una marea di posizioni, oltre a venire penalizzato per unsafe release. Al numero 134 anche Ericsson, Rossi e Palou riforniscono. Al termine del valzer dei rifornimenti i due svedesi, Rosenqvist e Ericsson, comandano, davanti  a Newgarden, Ferrucci e Rossi. Palou è tredicesimo, a sette secondi dalla leadership, mentre O'Ward è scivolato in settima piazza.

Al giro 140 Palou rientra in top 10 passando Sato, e il giro seguente supera anche Daly. Lo spagnolo sta facendo una rimonta clamorosa, e sta cercando davvero di fare una gara storica. Davanti intanto Ericsson ha preso la testa, con Newgarden secondo, mentre Rosenqvist è terzo.

Si arriva all'ultimo quarto di gara, e la situazione vede Ericsson davanti a Newgarden, Rosenqvist, Rossi e O'Ward. Nello stesso giro va però a muro Grosjean in curva 2, chiamando la seconda Caution di giornata. Al giro 152 si apre la corsia box, e O'Ward, Carpenter, Sato, Ilott, Power, Hunter-Reay, VeeKay, Kanaan, Malukas e Pagenaud tentano il jolly, entrando ai box. Gli altri restano fuori, differenziando la strategia.

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A quarantaquattro tornate dal termine la gara riparte con bandiera verde, con l'incognita delle strategie. Newgarden sale al comando, mentre Ferrucci supera tre vetture e si porta terzo. Ericsson non ci sta, e nel giro seguente torna davanti, con anche Ferrucci che sale sale in seconda posizione. Ferrucci è scatenato, e al giro 160 si porta al comando della Indy 500 scalzando Ericsson: l'italoamericano spinge, e prova ad allungare sugli inseguitori. Dietro risale alla grande anche Kirkwood, che sale in terza posizione passando le McLaren e Newgarden.

A trentadue giri dalla conclusione Power rientra ai box dopo aver toccato un muro, abbandonando ogni velleità di vittoria. Nel giro seguente inizia l'ultimo stint per i piloti di testa, con proprio Ferrucci che torna a rifornire: clamorosamente, una gomma sfugge ai meccanici, e la sosta diventa lentissima, condannando quello che fino al giro precedente era il leader della corsa. Due giri dopo pittano Ericsson, Kirkwood, Newgarden e Rosenqvist, con Newgarden che brucia Kirkwood in piazzola. Ericsson ha così passato Ferrucci per la testa virtuale della gara. Infine, a ventisette giri dalla fine rientrano anche Rossi e Palou, e vanno davanti i piloti che si sono fermati durante la Caution, i quali però dovranno fare uno splash and go.

Man mano rientrano tutti quelli che dovevano ancora rifornire, e i primi "virtuali" risalgono la classifica. A venti giri dalla fine O'Ward effettua l'ultima sosta, e finisce dietro Ericsson e Rosenqvist, primi due virtuali, rientrando in lotta per la vittoria. Il messicano compie un bellissimo sorpasso sull'erba a Rosenqvist, salendo dietro Ericsson. Con gomme più fresche e nessun problema di gestione, il numero 5 della McLaren sale al comando della gara a diciassette giri dalla fine.

Nella stessa tornata Rosenqvist tocca il muro in curva 1, danneggia la sospensione anteriore sinistra e si gira; dietro sopraggiunge Kirkwood, che non riesce ad evitarlo e lo colpisce. Il pilota dell'Andretti si cappotta violentemente, ma la gomma posteriore sinistra si stacca, volando dietro il parcheggio su una macchina. Pare che tutti stiano bene, ma viene chiamata la bandiera rossa.

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Si riparte con quattordici giri ancora da completare, con Hunter Reay al comando, ma chi è davvero leader è O'Ward, quinto, con i primi che devono effettuare uno splash and go. Dopo una tornata dietro la Pace Car, questi rientrano, e si delinea questa situazione: O'Ward, Ericsson, Newgarden, Rossi, Ferrucci, Palou, Daly, Dixon, VeeKay e Herta. Al giro 192 sembra che si riparta per le ultime 22.5 miglia della corsa, ma la ripartenza viene abortita e rimandata di un altro giro.

Newgarden si butta all'esterno e passa sia Ericsson e O'Ward, con lo svedese che supera anche il messicano. Quest'ultimo si getta all'attacco in curva 3, ma lo tocca e si gira, andando a muro. Dietro si toccano anche McLaughlin e Pagenaud, mentre Canapino, che ha danneggiato l'ala anteriore, tampona la vettura ferma di O'Ward. Viene ancora chiamata una bandiera rossa, con sei giri alla fine.

Si riparte ancora una volta per gli ultimi quattro giri di corsa, dopo due dietro la Pace Car, con Newgarden, Ericsson, Ferrucci, Rossi e Palou. Clamorosamente, dietro c'è ancora un incidente a catena nelle retrovie, con Carpenter e Pedersen che ritirano. In maniera incredibile, viene ancora chiamata bandiera rossa, a due giri dalla fine e con verosimilmente uno solo da disputare. Ericsson però è riuscito a balzare in testa proprio al photofinish, davanti a Newgarden, Ferrucci, Rossi e Palou.

Ultimo giro, e Newgarden si lancia all'inseguimento di Ericsson, che ondeggia per non far prendere la scia. Lo statunitense sferra l'attacco decisivo alla 799esima e penultima curva, passando così Ericsson, che prova a rispondere, ma perde leggermente il posteriore all'ultima curva e deve desistere. Vince così Josef Newgarden per la prima volta in carriera, che festeggia lanciandosi direttamente sul pubblico. Secondo è Ericsson, delusissimo, che probabilmente prima dell'ultima sospensione già si immaginava di bere il latte per la seconda volta consecutiva. Terzo è Ferrucci, ma applausi anche per Palou, che dopo essere sceso in venticinquesima posizione fa quasi il miracolo.

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Il prossimo appuntamento con la Indycar sarà la settimana prossima, sul circuito di Detroit.

Classifica finale della 500 Miglia di Indianapolis 2023

Alfredo Cirelli