La prima sessione di libere della MotoGP 2022 si conclude con il miglior tempo di Brad Binder, in testa con la KTM RC16 Factory. Il sudafricano ha scavalcato la Honda LCR di Takaaki Nakagami, secondo, grazie al tempo di 1:54.851. Terza posizione per Alex Rins sulla prima delle due Suzuki in pista. Sessione in ombra per le Ducati, da una parte nascosta e dall'altra penalizzata dalle cadute di Bagnaia e Di Giannantonio.

KTM INAUGURA AL MEGLIO LA NUOVA STAGIONE, GRUPPO COMPATTO

Brad Binder ha portato la propria KTM al primo posto nel momento in cui ha completato il quindicesimo dei sedici giri effettuati. Utilizzando la combinazione di pneumatici dura-media, il sudafricano ha battuto Takaaki Nakagami di soli cinquantasei millesimi. Parliamo di tempi distanti circa due secondi dal record della pista, come al solito nettamente più rapida nelle sessioni serali.

Il secondo posto di Nakagami mostra una Honda molto competitiva, sebbene il giapponese abbia sfruttato una nuova gomma media al posteriore a fine turno. La nuova RC213V si è rivelata decisamente più equilibrata rispetto alla specifica precedente e le ottime sensazioni dei test hanno trovato conferma nella FP1 di Lusail. Anche gli ufficiali, infatti, hanno costantemente occupato le posizioni di rilievo: Pol Espargaró ha chiuso al quarto posto studiando per bene la combinazione gomme dura-dura mentre Marc Márquez, al ritorno in pista, ha chiuso in quinta posizione sfruttando la dura davanti e la media dietro.

Tra le Honda LCR e Factory spicca la Suzuki di Alex Rins, terzo in classifica ed unico a provare la doppia mescola morbida nell'ultimo run della sessione. Anche Suzuki si è contraddistinta per dei passi in avanti, testimoniati soprattutto nei valori della velocità massima sia di Rins sia di Mir. Proprio quest'ultimo ha svolto un lavoro diverso rispetto al compagno di box: Mir, infatti, ha concentrato le proprie attenzioni sulla gomma dura, utilizzata per registrare il settimo tempo assoluto.

Di poco davanti a Mir troviamo Franco Morbidelli, primo pilota Yamaha. La forma fisica dell'italo-brasiliano sembra essere davvero migliore rispetto allo scorso anno, così come la velocità. Siamo solamente alle FP1, ma i diciotto giri di Morbidelli (in pista per lo più con il compound duro) sembrano dare qualche speranza sia al pilota stesso sia al costruttore di Iwata, nonostante ci sia ancora un bel deficit in termini di velocità massima.

Ottavo posto per l'Aprilia RS-GP di Aleix Espargaró, così come Morbidelli e Mir autore di parecchi giri su pneumatici duri. A pochi millesimi dal pilota di Noale incontriamo Alex Márquez sulla seconda Honda LCR. Più indietro rispetto al compagno e capo-classifica Miguel Oliveira, piazzatosi al decimo posto con più di mezzo secondo di ritardo da Brad Binder.

Per incontrare il campione in carica dobbiamo arrivare all'undicesima casella. Fabio Quartararo ha impiegato i cinquanta minuti di FP1 concentrandosi sulla doppia gomma dura, così come fatto da Morbidelli. Nei diciotto giri percorsi il francese non è andato oltre l'undicesimo tempo a circa sette decimi da Binder. Vedremo cosa accadrà in FP2, turno molto più indicativo e attendibile se confrontato a quello appena concluso.

Al dodicesimo posto c'è il primo pilota Ducati: Jorge Martin. Lo spagnolo di Pramac Racing ha registrato il miglior tempo personale di 1:55.688 con la combinazione di pneumatici dura-media ed ha preceduto i compagni di marca Jack Miller e Enea Bastianini, quest'ultimo caduto nella prima metà del turno. Non è andata meglio a Bagnaia: il piemontese è scivolato in curva sei mentre preparava l'attacco al tempo. La caduta è stata innocua ed ora tutta la concentrazione della squadra italiana va verso le FP2, cruciali per capire il potenziale della moto in condizioni simili a quelle di qualifiche e gara.

In chiusura ricordiamo che Ducati correrà la stagione con motori diversi: la squadra ufficiale ha scelto unità 2021 aggiornate ai test di Jerez di quest'anno mentre Pramac Racing e Luca Marini hanno puntato sul V4 in specifica 2022.

MOTOGP | QATAR GP 2022 | RISULTATI FP1

Fonte: motogp.com
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