Aprilia è la regina indiscussa del venerdì, l'unico costruttore ad anticipare le tante Ducati entrate nel Q2. Bene la Honda anche se sembrano funzionare più le "non ufficiali", mentre Morbidelli porta la Yamaha in Top 10. Show di Jack Miller in pista, nel tentativo di nascondere le attuali difficoltà del team arancione.

Aprilia come treni ad alta velocità

Lo storico team italiano non fa sconti a nessuno in questo secondo venerdì della stagione: Aleix Espargaro svetta nei risultati delle prove, portandosi a braccetto il suo vicino di box Maverick Vinales. I tempi parlano chiaramente: i due in sella alla moto tricolore mandano un chiaro segnale alla connazionale Ducati. Forti e veloci sul giro secco, costanti e senza particolari difficoltà nella gestione della gara "lunga" della domenica. Vinales è sembrato molto a suo agio con il proprio bolide, anche se lo spagnolo è tornato al box a fine turno con ancora qualche dettaglio da perfezionare. Aleix litiga a tratti con la sua due ruote, ma curva dopo curva si riappacifica e per il momento sembra aver trovato un buon punto d'accordo, rafforzato dai due decimi e mezzo che li separano dalla giallona Ducati del team di Uccio. "Un risultato quasi inaspettato": così dicono nel box Aprilia, ma siamo solo al venerdì e devono ancora guardarsi le spalle, in special modo, dal numero 1 in griglia.

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Bravo Morbido in Q2...ma che fatica per Fabio

Franco Morbidelli si unisce al tanto tricolore che entra nel Q2, portando la sua italianità in sella alla moto giapponese. Il distacco non è impossibile da chiudere, la vetta risulta a 0.5, ma può essere felice dell'irrisorio gap tra lui e Marini (in quarta posizione) di soli due decimi. Franco continua a lottare con una Yamaha impossibile da gestire, scontrosa e con degli abbassamenti all'anteriore che spaventano in ingresso di curva. Nel box giapponese stanno cercando di lavorare ad una configurazione diversa della forcella anteriore, ma al momento il pilota italiano deve fare i conti con l'arroganza della sua M1.

Fabio Quartararo non sa più dove mettere le mani, furioso a tal punto da non levarsi il casco al termine del turno. Si nota la grande frustrazione da parte sua, di chi si rende conto che non potrà lottare momentaneamente per le posizioni che gli spettano. Suona la campanella d'allarme per gli ingegneri Yamaha, pressati da un Fabio che vuole e pretende una moto competitiva. Un anteriore per nulla preciso, largo nelle uscite di curva e in ingresso, costringe Fabio a mettere su i muscoli per domare un "toro" impazzito sotto a lui.

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Bagnaia non prende rischi e va Q2, che spettacolo Miller

Ducati c'è ma non si fa vedere: la prestazione è ottima in termini di costruttore con cinque moto che lotteranno dirette nel Q2. Pramac ancora si conferma in lotta per ciò che conta, mentre prova a mettere una spunta su un altro podio il team VR46. Le giallone si posizionano subito dopo le imprendibili Aprilia, ma per loro arriverà il momento di diventare i protagonisti. L'unica Ducati ufficiale in pista porta il numero 1 sul muso, quello del campione del mondo in carica Francesco "Pecco" Bagnaia. Tranquillo nei suoi run con molte regolazioni affidate ai propri meccanici durante la sessione. Si nasconde sul giro, ma sul passo va molto forte, nonostante la pista non vada a favore della Panigale.

Jack Miller può dichiararsi la star di questa sessione, con le sue fumate e "traslazioni" ha fatto divertire chi era i circuito e quelli, come in Italia, seduti a tavola gustando la cena. Tutto questo mette però nell'ombra quella che per ora sembra essere una prestazione da dimenticare: nemmeno una KTM presente in Q2. La prima a presentarsi in classifica è quella di Brad Binder, che in uno dei suoi ultimi run era riuscito a portarla a ridosso della Top 5. Jack Miller è di poco avanti alla KTM rossa del team GASGAS, momentaneamente con una sola punta nell'attesa della sostituzione di Pol con Joans Folger a partire da Austin.

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Fabrizio Giuseppe Pignatelli

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