Con l'annullamento della gara ad Imola, Monaco ha rappresentato lo scenario di un traguardo importante per Haas F1 Team. La scuderia statunitense, infatti, ha raggiunto i 150 GP disputati, a cavallo tra crisi economiche e obiettivi importanti. Una storia che parte nel 2016, destinata, forse, a durare a lungo, con grandi ambizioni. Nella speranza che ogni gara non sia come quella del Principato: da dimenticare.

150 gran premi: montagne russe in F1

La storia del team Haas in F1 parte dal GP d'Australia del 2016 e la scuderia fondata da Gene Haas in tutti questi anni ha visto alla guida la stessa persona: Günther Steiner. Tra le "costanti" del team americano citiamo Romain Grosjean e Kevin Magnussen. Il primo guida dagli esordi della scuderia chiudendo il rapporto a fine 2020, il secondo entra a far parte del team nel 2017 ed esce nello stesso anno del francese, per poi rientrare nel 2022 in sostituzione di Nikita Mazepin. Oltre ai due e al russo gli altri piloti che hanno gudiato una Haas rispondo al nome di Esteban Gutierrez, Mick Schumacher, Pietro Fittipaldi e Nico Hulkenberg.

Haas muove i primi passi avvolta da una nube di scetticismo: le squadre totalmente esordienti non hanno mai avuto una gran fortuna e la collaborazione con Ferrari e Dallara lasciava le porte aperte alle polemiche. Al debutto, tuttavia, Romain Grosjean ottiene un sesto posto e punti pesanti. Il momento rimane impresso a Steiner, che dice: “Molti dicevano che non ce l'avremmo fatta. Ce l'abbiamo fatta, siamo ancora qui e questo mi rende orgoglioso per tutta la squadra. Abbiamo ottenuto dei punti nella nostra prima gara, cosa che non era mai accaduta prima nella storia della Formula 1. Per me significa molto fondare una squadra, è un sogno per molti fondare una squadra e ho potuto farlo grazie a Gene Haas che ci ha permesso di farlo".

Proviamoci...

Da quel lontano 2016 sono passati molti anni, con momenti di gioia immensa e situazioni più complesse da affrontare e gestire. La terza stagione della Haas in F1 la vede ottenere il miglior risultato di sempre della sua ancor breve storia, posizionandosi in quinta posizione nel Costruttori con ben 93 punti. Il periodo 2020-2021 è stato invece complesso a causa degli sponsor e i sacrifici in vista del nuovo regolamento avviato nel 2022.

Arrivare ai 150 GP non è qualcosa a cui pensi - ha detto Steiner. - Puoi iniziare un business che durerà cinque anni, ma nel motorsport è diverso, chiaramente devi avere un piano ma non ho mai visto qualcosa andare come era stato pianificato. Se guardiamo indietro di cinque anni, nessuno avrebbe mai pensato che la F1 sarebbe arrivata a questi livelli ora. Quando abbiamo iniziato semplicemente pensavamo ‘proviamoci’. Gene aveva già un team in Nascar, amiamo le corse e abbiamo provato questa avventura, credo che nessuno potesse prevedere cosa sarebbe successo in cinque anni”.

La stagione 2023 è iniziata con i punti ottenuti in tre gare, tra cui il quarto posto di Magnussen a Miami. Considerando che Aston Martin si è insediata tra i top team, quest'anno diventa difficile raccogliere punti: Haas, comunque, attualmente occupa la settima piazza nella classifica Costruttori. La scuderia americana, però, in vista del traguardo 150 GP si è posta come obiettivo quello di uscire dal GP di Monaco con dei punti. Missione, sfortunatamente, fallita.

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Monaco GP: una festa...a metà

Il GP di F1 appena disputato a Monte Carlo non si è concluso con la festa che il team Haas aspettava. La scuderia ha concluso la gara con il diciassettesimo posto di Hulkenberg e il diciannovesimo di Magnussen. Il tedesco ha dimostrato più aggressività in gara, mentre il danese, invece, ha corso rischi che gli sono costati caro: a inizio gara rimedia una penalità, poi, con l'arrivo della pioggia, arriva il ritiro con le gomme "sbagliate".

Nico Hulkenberg ha dichiarato: “Non è stato il nostro miglior weekend. Sono contento di essermela cavata abbastanza bene, e quando avevo pista libera il ritmo sembrava buono, ma per la maggior parte della gara sono rimasto bloccato nel classico traffico di Monaco”.

Kevin Magnussen ha ammesso: “Abbiamo provato di tutto e cercato di fare il contrario degli altri, ma non ha funzionato. Inizialmente sull’asciutto sembrava stessimo andando bene, poi però è arrivata la pioggia e sono rimasto fuori con le hard sperando in una Safety Car o in una bandiera rossa, ma non è successo. Ci sono molti incentivi a correre dei rischi quando sei fuori dalla top 10 ed è quello che abbiamo fatto oggi, senza successo”.

Uno sguardo al futuro

Hanno provato di tutto, ma non è bastato: per questo Haas guarda al futuro. Nel breve avremo un GP in Spagna in cui il team vuole riscattare il pessimo risultato della gara appena passata. Sul lungo termine pare prendere forma la possibilità di stipulare un accordo commerciale con Alfa Romeo. La casa del Biscione, dalla stagione 2024, potrebbe diventare title sponsor di Haas. Accordo che farebbe bene alle finanze della scuderia e che rafforzerebbe ulteriormente il rapporto con Maranello.

Anna Botton

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