F1 | “Get your s**t together”: quando Wolff diventa... Horner
Le parole forti del team principal Mercedes riportano alla memoria un episodio del recente passato.

A margine della presentazione ufficiale della nuova Mercedes W17, hanno certamente fatto rumore le dichiarazioni di Toto Wolff, team principal e CEO del team di Brackley. Parole forti, certamente dure, scevre da ogni logica di politically correct imperante oggi anche in F1 e che, in fin dei conti, ci piacciono anche. Noi, però, abbiamo un problemino: abbiamo ancora la memoria funzionante, e, leggendo quanto detto dal bravo Toto, siamo tornati con la mente a quel memorabile meeting di Montreal di qualche anno fa.
Un inverno di sospetti intorno a Mercedes
Il nuovo ciclo tecnico targato 2026 è stato preceduto da un inverno di sospetti, voci e accuse a proposito della regolarità delle power unit Mercedes e, anche se in maniera minore, Red Bull. Ne abbiamo già parlato in diversi articoli, quindi inutile tornarci sopra; la situazione relativa ai rapporti di compressione dei pistoni della PU di Brixworth è già stata analizzata da migliaia di esperti o sedicenti tali, senza arrivare a nessuna conclusione dirimente.
Quello che ci interessa, ad oggi, è notare come il nervosismo in merito a ciò da parte dei team rivali sia ancora abbastanza elevato. La lettera che Ferrari, Audi e Honda hanno scritto alla Federazione per suggerire una maggiore rigidità nei controlli e per stabilire una linea da tenere in merito ha lasciato perplesso Toto Wolff, uno che non le manda certo a dire. Sono già in programma diversi meeting (almeno un paio) tra esperti di FIA e team per capire se sia possibile fare qualcosa in merito per migliorare l’apparato di controllo, ma su questo aspetto è evidente come non ci sia nessuna comunione di intenti. In occasione del lancio ufficiale della nuova Mercedes, lo stesso Wolff ha espresso il proprio parere in merito, sottolineando la bontà e la liceità del lavoro svolto dai propri uomini.
Non capisco proprio come alcune squadre si concentrino più sulle altre e continuino a discutere su un caso che è molto chiaro e trasparente. La comunicazione con la FIA è stata molto positiva fin dall'inizio. E non riguarda solo il rapporto di compressione, ma anche altre cose. E specificamente in quell'ambito, è molto chiaro cosa dicono i regolamenti. È molto chiaro quali sono le procedure standard su qualsiasi motore, anche al di fuori della F1. Forse qualcuno vuole trovare scuse prima ancora di iniziare, in modo da spiegare perché le cose non vanno bene. Agli altri team dico: get your s**t together, mettete ordine nella vostra vita. Per quanto ci riguarda, sento di poter dire che stiamo cercando di ridurre al minimo le distrazioni. E ridurre al minimo le distrazioni significa guardare più a noi stessi che a tutti gli altri, soprattutto quando è abbastanza chiaro cosa dicono i regolamenti, e anche abbastanza chiaro cosa la FIA ci ha detto e ha detto a loro finora.
Quando era Toto a chiedere una... marcia indietro
Come sempre, il manager austriaco non è uno che va per il sottile quando si tratta di rispondere a sospetti o accuse. E forse proprio per questo è uno dei più apprezzati nel settore. Ora, come abbiamo detto, addentrarsi ancora di più nella questione power unit da un punto di vista tecnico sarebbe interessante avendo in mano qualche dato in più. Da quanto appreso a Barcellona, almeno dal punto di vista dell’affidabilità, gli uomini di Wolff paiono essere nettamente avanti rispetto agli altri, ma a questo punto ciò non stupisce nessuno.

Quello che più ci interessa valutare, in questa sede, è come la storia in F1 tenda a ripetersi cambiando semplicemente i suoi protagonisti. Intendiamoci, i due episodi che stiamo per analizzare hanno ben poco in comune, se non i modi “coloriti”, ma ci danno un bello spaccato di quella che è la realtà. Alla vigilia del Gran Premio del Canada 2022, infatti, a favore delle telecamere di Drive to Survive, si tenne una concitata riunione a proposito del problema del porpoising che attanagliava in particolar modo Mercedes. In quel caso (guarda un po’) era proprio Wolff a chiedere una revisione dei regolamenti tecnici per motivi di sicurezza (un po’ veri e un po’ presunti). A fare da contraltare all’austriaco, in casa Red Bull, c’era la sua nemesi, Christian Horner, che se ne uscì con una frase rimasta negli annali: “You’ve got a problem, than change your f*****g car” (Tu hai un problema, dunque cambia la tua f*****a macchina). Tempi, situazioni e realtà diverse, ma toni pressoché identici. C’è poco da stupirsi, d’altronde: in F1, quando qualcuno è bravo a sfruttare al limite il regolamento nelle sue zone più grigie, finisce per forza di cose sotto la lente d’ingrandimento.
Per la cronaca, il risultato di quel meeting fu, in definitiva, la famigerata TD39, che tanti grattacapi portò a diversi team, Ferrari in primis. Ecco, in questo caso, guardando al campionato 2026 ci auguriamo semplicemente che non ci siano interventi dall’alto che vadano in qualche modo a tarpare le ali a chi, agendo nei limiti del regolamento, è stato semplicemente più bravo degli altri. Se, invece, si dovessero riscontrare, con gli strumenti di misurazione attuali, delle irregolarità, beh, in questo caso la musica cambierebbe e anche di parecchio, con la necessità di un intervento deciso. Ad oggi, però, questa eventualità pare essere alquanto lontana.
Nicola Saglia