F1 | Mercedes presenta la W17: Brackley apre ufficialmente il ciclo 2026
Dopo i render diffusi a gennaio e lo shakedown di Barcellona, la squadra di Brackley ha presentato ufficialmente la monoposto con cui affronterà il campionato di Formula 1 2026.

Le prime indicazioni sulla nuova Mercedes W17 erano già arrivate lo scorso 22 gennaio, quando il team anglo-tedesco aveva diffuso i render della vettura prima di portarla in pista a Barcellona per lo shakedown. Nella giornata di oggi, la scuderia di Brackley ha tolto ufficialmente i veli alla monoposto per il Mondiale di Formula 1 2026, alla presenza del Team Principal Toto Wolff e dei due piloti titolari, George Russell e Andrea Kimi Antonelli, confermati anche per la nuova stagione.
Un progetto che ha segnato uno spartiacque
La presentazione della Mercedes W17 non è stata una semplice formalità di inizio stagione. Per il team di Brackley, il 2026 rappresenterà uno spartiacque tecnico e concettuale e la W17 è nata con questo obiettivo: non inseguire soluzioni estreme, ma costruire una piattaforma solida e coerente con il nuovo regolamento. Mercedes è ripartita da zero, lasciandosi alle spalle gli anni delle correzioni forzate e dei compromessi tecnici.
Meno promesse, più metodo
Il messaggio arrivato dalla presentazione è stato chiaro. Nessuna dichiarazione trionfalistica, nessuna previsione azzardata. Mercedes ha scelto una linea pragmatica, consapevole che il valore reale della W17 emergerà solo con il confronto diretto in pista. Ed è quello che Toto Wolff ha spiegato senza giri di parole:
Il 2026 rappresenta un momento decisivo per il nostro team e per questo sport e la prossima stagione sarà caratterizzata da alcuni dei cambiamenti più impegnativi ai regolamenti tecnici che abbiamo mai affrontato. Queste regole metteranno alla prova ogni aspetto della nostra organizzazione, creando al contempo significative opportunità di innovazione e di definizione di nuovi standard prestazionali. Affrontiamo questa nuova era con una chiara ambizione, un’esecuzione mirata e un impegno senza compromessi nel raggiungere i risultati.
Una presa di posizione che ha fotografato bene lo stato d’animo del team: fiducia nel progetto, ma senza la presunzione di avere già in mano la macchina di riferimento.
Una vettura pensata per essere sviluppata
Dal punto di vista tecnico, la W17 è stata concepita come una base di partenza e non come un progetto “chiuso”. L’attenzione si è concentrata sulla correlazione dei dati, sulla stabilità del comportamento e su una finestra di funzionamento più ampia rispetto alle Mercedes delle ultime stagioni. L’aerodinamica attiva, uno dei cardini del regolamento 2026, è stata integrata con un approccio conservativo, privilegiando il controllo e la prevedibilità della vettura. Una scelta mirata a garantire continuità di rendimento su piste e condizioni molto diverse, un elemento che in passato era spesso mancato alla squadra anglo-tedesca. Anche la power unit è rientrata in questa filosofia: massima attenzione alla gestione dell’energia e all’affidabilità, aspetti destinati a incidere in modo significativo sul risultato finale dei weekend di gara.
Russell: “Troppo presto per parlare di macchina da titolo”
Al centro del progetto W17 c’è George Russell, ormai punto di riferimento tecnico del team. Il britannico ha accolto la nuova monoposto con un approccio estremamente razionale, smorzando sul nascere qualsiasi entusiasmo prematuro.
Abbiamo fatto passi avanti importanti, soprattutto sul piano della solidità, ma è troppo presto per dire se questa sia una macchina da titolo. La vettura risponde bene, ma non sappiamo ancora dove siamo rispetto agli altri. I test servono a capire, non a fare classifiche”.
Parole che hanno riflesso un clima di cautela condiviso all’interno del team. Mercedes sa di avere un buon punto di partenza, ma allo stesso tempo è consapevole che il livello della concorrenza è ancora un’incognita.

Antonelli e il peso della nuova era
Accanto a Russell, la W17 ha segnato l’ingresso definitivo di Andrea Kimi Antonelli nel nuovo ciclo Mercedes. Per il giovane italiano, la seconda stagione in F1 sarà tutt’altro che semplice, con una vettura completamente nuova e un regolamento privo di riferimenti consolidati. Il suo ruolo sarà duplice: crescere come pilota e contribuire allo sviluppo di una monoposto che richiederà feedback precisi e continui. Ma questo non sembra spaventare Antonelli che, invece, non vede già l'ora di guidare nuovamente la W17:
L'anno scorso ho accumulato tantissima esperienza e quest'anno si aprono tante nuove opportunità, per tutti. Da parte sento di essere molto più preparato. A Barcellona abbiamo imparato molto, sia noi piloti che la squadra, ma ovviamente c'è ancora tanto da scoprire. La W17 è diversa, lo dico in senso positivo: un po' più piccola, più leggera e anche più corta e agile, credo più divertente da guidare. E la power unit a pieno acceleratore ti dà veramente un calcio nel fondoschiena. Sono sincero: al primo giro ho provato a spingere subito forte e sono rimasto davvero impressionato, non vedo l'ora di guidarla di nuovo in Bahrain.
Ottimo lo shakedown
Nelle prime uscite in pista, la W17 non ha cercato il tempo a effetto. Il programma Mercedes si è concentrato su long run, simulazioni di gara e raccolta dati. La priorità è stata verificare l’affidabilità e il comportamento generale della vettura, più che mostrarne il potenziale assoluto. Un approccio coerente con la linea dettata da Wolff: capire la macchina prima di spingerla al limite. I riscontri iniziali hanno parlato di una vettura equilibrata e prevedibile, caratteristiche fondamentali in un campionato destinato a essere molto più aperto rispetto al passato.
Il rafforzamento del Mercedes Junior Team
A margine della presentazione, all’interno del Mercedes Junior Team si è registrato anche l’ingresso di nuovi profili destinati a rafforzare la struttura nel medio periodo. Tra questi ha trovato spazio Doriane Pin, reduce dalla vittoria nell’ultimo campionato di F1 Academy e inserita nel programma giovani della Stella come investimento mirato sul futuro. Al suo fianco è entrato anche Joshua Dürksen, impegnato in Formula 2, che affiancherà l’attività in pista a un ruolo operativo al simulatore, prendendo parte inoltre ai programmi TPC (Test Previous Cars). A completare l’organigramma, Anthony Davidson proseguirà il proprio lavoro a supporto del team, continuando a operare al simulatore e a coordinare il roster dei piloti all’interno della struttura Mercedes.
Vincenzo Buonpane