Credits: Formula Regional Oceania Trophy Official website
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È stato Ugo Ugochukwu a portare a casa il titolo di campione della Formula Regional Oceania 2026 al termine dei quattro weekend disputatisi in Nuova Zelanda. L’americano è così divenuto il successore di Arvid Lindblad, trionfatore della passata edizione, regolando piloti molto veloci e facendo valere la propria esperienza sulle Tatuus maturata negli anni passati. Il pilota forse più atteso, Kalle Rovanpera, ha vissuto un’esperienza altalenante, chiusa anzitempo senza partecipare al weekend di Highlands a causa di un malessere. 

Ugo leader incontrastato dall’inizio alla fine

In tanti si aspettavano una lotta serrata tra Ugo Ugochukwu e Freddie Slater per la conquista del titolo di campione nel 2026, ed effettivamente così è stato. L’americano, però, ha avuto la meglio soprattutto grazie ad una costanza di risultati che sin dal primo weekend stagionale lo ha visto in cima alla classifica. Due vittorie e un podio già ad Hampton Downs: una chiara dichiarazione d’intenti la sua. L’unico fine settimana in cui non ha portato a casa nemmeno un successo è stato il secondo, quello di Taupo, in cui comunque è riuscito a chiudere due volte a podio in gare vinte da Wharton e Scoular, in fin dei conti avversari poco temibili per il campionato. Le vittorie poi a Teretonga e Highlands gli hanno consentito di portare a casa i punti necessari per il successo finale e di sollevare l’ambito Chris Amon Trophy, riservato al vincitore. 

È una sensazione unica. Sono molto contento di quanto fatto: è stato un bel campionato. Devo ringraziare il team per il grande lavoro fatto e per avere riposto la loro fiducia in me. Già il primo weekend mi ha dato un bel vantaggio, nel finale abbiamo pansato a capitalizzare al massimo i punti per vincere il titolo. Mi sarebbe piaciuto vincere il New Zealand Grand Prix, ma alla fine abbiamo preferito guardare al quadro generale e portare a casa il risultato. 

Slater veloce e grintoso, chilometri importanti per Rovanpera 

Credits: Formula Regional Oceania Official website

Colui che più di tutti ha provato a mettere il sale sulla coda di Ugochukwu è stato Freddie Slater. Il giovanissimo inglese, fresco di titolo in Regional Europe e di ingresso nel Driver Development Programme di Audi, si è trovato a misurarsi con l’americano per la prima volta in stagione, e la sfida si ripeterà sicuramente più avanti, quando entrambi saranno sulla griglia di partenza della FIA Formula 3. Slater ha più che altro pagato un inizio di campionato in sordina e alcuni errori di troppo commessi nel weekend di Taupo che gli hanno tarpato le ali proprio quando sembrava riuscire ad avere il ritmo per stare là davanti. Le due vittorie di Teretonga lo hanno però rilanciato a dovere, e alla fine solo sedici lunghezze (310 contro 326) lo hanno separato dal vincitore, ed è riuscito a mettere in piedi in ogni caso una bella lotta durata fino all’ultima bandiera a scacchi. 

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Sotto una particolare lente d’ingrandimento era invece posta la figura di Kalle Rovanpera. Il finlandese ha potuto, grazie ai buoni uffici di Toyota, main partner della Formula Regional Oceania, disputare in Nuova Zelanda il suo primo campionato in monoposto, prendendo confidenza con un mezzo per lui totalmente nuovo in vista della stagione in Super Formula. Ora, qualche considerazione calibrata va fatta, perché negli ultimi giorni si è letto un po’ di tutto, con anche giudizi un po’ troppo affrettati e spietati, a nostro avviso. Chi si aspettava di vedere Kalle combattere costantemente tra i primi, addirittura lottando per il titolo, ha peccato di ottimismo in maniera evidente. Il finlandese deve ritarare tutte le proprie skills e conoscenze, provenendo da un mondo totalmente alieno come quello del rally. Una monoposto è tutta un’altra cosa rispetto ad una vettura del WRC, Rovanpera lo sa bene e ha deciso di fare qui il suo debutto proprio per mettere chilometri sotto la cintura. La sensazione è che non ci si sia concentrati tanto sul risultato, quanto sulla ricerca del racecraft e dei riferimenti nella lotta corpo a corpo, che per forza di cose lui al momento non può avere. Quando le condizioni, poi, sono state al limite, sotto la pioggia di Teretonga, ecco la classe e l’immenso bagaglio tecnico di Kalle sono tornati a farla da padroni, con un podio che ha tutta l’aria di essere l’inizio di qualcosa di grande. Al di là dell’indisposizione che gli ha fatto saltare l’ultimo round, Rovanpera ha sicuramente avuto modo di accumulare un’esperienza importante per il proseguo della sua carriera. 

Nicola Saglia