Credits: Leonardo Fornaroli Official Fb page
Credits: Leonardo Fornaroli Official Fb page

Nello scorso mese di dicembre Leonardo Fornaroli era ufficialmente entrato a far parte del Driver Development Programme del team McLaren. Oggi è arrivata la conferma che il campione in carica Formula 2 ricoprirà anche il ruolo di pilota di riserva e tester per la scuderia di Woking: una conferma del fatto che il talento del tricolore non è certo passato inosservato. 

Una grande opportunità di crescita

Nei mesi scorsi si erano fatte tante ipotesi su quali potessero essere gli scenari per il 2026 di Fornaroli. Dopo essere entrato nel programma giovani della McLaren, infatti, e non avendo momentaneamente trovato sbocchi da titolare all'interno del Circus, in tanti tra gli addetti ai lavori avevano indicato il campionato giapponese Super Formula come una possibile soluzione. Leonardo, invece, sarà impiegato a tempo pieno all'interno del team McLaren F1 come reserve driver e, si legge nel comunicato, sarà parte integrante di un fitto programma fatto di test in pista (ovviamente del tipo TPC) e sessioni al simulatore. In questo modo potrà dare un apporto fondamentale al team in una stagione che si preannuncia ricca di sfide e criticità dovute soprattutto al debutto dei nuovi regolamenti. 

Nel suo ruolo di pilota di riserva, Fornaroli in McLaren andrà ad affiancare l'esperto Pato O'Ward, ormai volto del team in IndyCar. Pur non correndo direttamente, sarà per il piacentino una grande occasione di crescita e di confronto all'interno del team Campione del Mondo in carica sia piloti che costruttori. Inoltre, al giorno d'oggi, essere inserito nel mondo McLaren potrebbe voler dire avere tanti sbocchi anche oltre la F1 stessa, a partire dal WEC nel 2027, per poi arrivare, perchè no, alla stessa IndyCar, oltre che ovviamente alle tantissime categorie endurance di cui la Casa fondata dall'indimenticato Bruce è parte integrante. 

Fornaroli: “Non vedo l'ora di dare il mio contributo”

Molto soddisfatto Leonardo Fornaroli, che ha iniziato il suo lavoro a Woking e tra poco potrà anche scendere in pista con i colori McLaren. Facile prevedere la sua presenza in quel di Barcellona già per i primi test a porte chiuse, che scatteranno lunedì 26 gennaio. La stagione, anche per lui, sarà certamente molto intensa, così come per i due titolari Piastri e Norris. 

Sono entusiasta di assumere il ruolo di reserve driver con il McLaren Mastercard Formula 1 Team, restando anche nell’ambito del McLaren Driver Development Programme. È un momento emozionante della mia carriera e non vedo l’ora di contribuire a una squadra così vincente e campione del mondo in questa stagione. Un grande grazie a Zak Brown, Andrea Stella e Alessandro Alunni Bravi per questa opportunità. 

Anche De Palo confermato nel programma per giovani piloti

Credits: Trident Official FB page
Matteo De Palo impegnato nel corso della passata stagione in Formula Regional

Non sarà solo Fornaroli a tenere alto il tricolore all'interno del McLaren Driver Development Programme. Insieme a lui, infatti, sarà presente anche Matteo De Palo; il romano è stato inserito dopo le ottime prestazioni messe in mostra in questi anni di monoposto e, soprattutto, il secondo posto finale nella graduatoria della Formula Regional European Championship alle spalle di Freddie Slater. Nel 2026, dunque, sarà inserito nel programma giovani McLaren, ed esordirà in Formula 3 con i colori del team Trident. 

Insieme agli italiani, da segnalare la presenza nel team di Richard Verschoor, olandese che sarà anche titolare nella European Le Mans Series dopo due anni da protagonista in F2, Dries Val Lagendock e Christian Costoya, entrambi impegnati in F4 (British il primo e italiana il secondo). Inoltre, ampio spazio è stato dato alle “quote rosa”, con Ella Langley e Ella Stevens che correrano in F1 Academy con Rodin, mentre per Ella Hakkinen è stato preparato un percorso di crescita con l'obiettivo dichiarato di portarla al debutto in monoposto nel 2027. 

Insomma, un programma giovani ricco di talento e prospettiva quello di McLaren, che vede nei due piloti italiani le proprie punte di diamante. Un dato che, inutile nasconderlo, dà una certa soddisfazione. 

Nicola Saglia