Battute affettuose, pacche sulle spalle e un bel po' di goliardia. Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, seduti uno di fianco all'altro per più di un'ora, il passato ed il futuro della Ferrari: un'occasione che più che rappresentare un'ideale passaggio di consegne costituisce la fine di un'epoca, durata ben 23 anni. Chi si attendeva tensione e battute al veleno è rimasto deluso: dalla conferenza stampa svoltasi a Maranello i due hanno voluto lasciare in eredità l'immagine di una sintonia ritrovata, quasi da vecchi amici. Ognuno con le sue particolarità, le sue idee, il suo stile: elegante giacca e cravatta per Montezemolo, classico pullover scuro per Marchionne. Fedeli alla propria linea, alla propria impostazione, figlia di due mentalità e due caratteri diversi, diversissimi. Proprio per questo si fatica un pò ad immaginarseli davvero grandi amici. Di sicuro, il passo che ha sancito il ribaltone non è stato indolore: le dichiarazioni al vetriolo ed il botta e risposta dello scorso week-end hanno lasciato qualche cicatrice. Eppure, nel cuore pulsante del Cavallino, più che mai al centro dell'attenzione dei media di tutto il mondo, non si è assistito ad una proiezione di una commedia vintage in salsa italiana: in scena è andata un'opera epocale, che i due attori protagonisti hanno tentato (più o meno bene) di interpretare secondo un perfetto copione. Tutto normale, se non fosse che l'oggetto della questione riguardasse la Ferrari, ovvero il marchio più conosciuto al mondo, il fiore all'occhiello dell'imprenditoria italiana, e conseguentemente i sogni (e, talvolta, gli incubi) di milioni di appassionati in giro per il mondo. I quali tremano di fronte all'eventualità, in un giorno tristemente caratterizzato anche dall'improvvisa scomparsa del gran capo di Santander Emilio Botin, di poter perdere (dopo il proprio presidente) anche la certezza di un futuro dove la parola "vittoria" non possa più rappresentare una semplice utopia: "Ho rassegnato le dimissioni perchè credo sia finito un ciclo - ha esordito Montezemolo - e sapere che la Ferrari avrà un ruolo importante grazie alla quotazione in Borsa mi rende orgoglioso. E' pertanto giusto che questa nuova era non la apra un giovanissimo presidente (con scherzoso riferimento a sè stesso, ndr) bensì l'amministratore delegato del gruppo". Dopo i ringraziamenti di rito, dove Montezemolo ha tenuto a nominare l'attuale a.d. Amedeo Felisa, Piero Ferrari e tutti i tifosi, la palla è passata a Marchionne. Il quale ha parlato di futuro, l'aspetto che più sta a cuore non solo ai tantissimi tifosi del cavallino, ma anche agli innumerevoli stakeholder con cui l'Azienda intrattiene rapporti: "Non c'è intenzione di integrare la Ferrari nel sistema Fiat Chrysler. Continueremo in Formula 1 ancora molto a lungo. Perchè io come presidente? La Ferrari è un qualcosa che non intendiamo sottovalutare nel panorama Fiat. Dobbiamo tornare a vincere perchè fa parte del nostro Dna". Insomma, per Marchionne si prospetta un duro lavoro. Quello non solo di riuscire a riportare il Cavallino ai vertici della Formula 1, ma anche quello altrettanto complicato di calarsi in una realtà, quella sportiva, dove elementi come esperienza, competenze specifiche e passione contano non poco. Nel frattempo, Montezemolo (accompagnato dalla sua buonuscita di 27 milioni di Euro) avrà altro a cui dedicarsi: "Andrò a prendere mio figlio a scuola. Alitalia? E' una possibilità". In attesa di capire se anche la Ferrari potrà presto tornare a volare.

Marco Privitera

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