La nostra redazione ha deciso di omaggiare la figura di Alboreto, nell'anniversario della sua dipartita terrena, raccontando il Gran Premio del Canada 1985, nel quale il milanese centrò il successo consentendo alla Ferrari di realizzare una fantastica doppietta. Una stagione, quella sopra citata, in cui il titolo iridato fu davvero a un passo (Alboreto stette stabilmente in testa al Mondiale, sfiorando un iride tutto “made in Italy” che tutt’oggi manca dai tempi di Alberto Ascari). Ma i problemi di affidabilità verificatisi sulla 156/85 nella seconda metà del campionato consegnarono di fatto il titolo ad Alain Prost, che si laureò campione del mondo per la prima volta in carriera. Ad oggi, Michele resta l’ultimo pilota italiano capace di centrare una vittoria al volante di una Ferrari. Dopo questa doverosa e sentita parentesi, immergiamoci nel racconto della corsa di Montreal e di quello straordinario uno-due firmato Alboreto-Johansson. Buona lettura!

LA GARA. Montreal, 16 giugno 1985. Sul tracciato semi-cittadino ricavato sull’isola artificiale di Notre-Dame va in scena la quinta prova della stagione. Dopo i primi quattro appuntamenti stagionali, il Mondiale parla italiano: Elio De Angelis guida la classifica iridata con due punti di vantaggio (20 a 18) sulla coppia Alboreto-Prost. Proprio l’italiano della Lotus conquista la pole position in Canada, seguito dal compagno di squadra Ayrton Senna. Seconda fila tutta Ferrari, con Alboreto che precede Johansson di 43 millesimi. Quinto tempo per Prost. Allo start partono molto bene le Lotus, che imprimono subito il proprio ritmo e sembrano fare una corsa a parte. Alboreto mantiene la terza posizione, al contrario di Johansson che si fa infilare da Warwick. Quest’ultimo si renderà protagonista poco dopo con una piroetta causata dalla perdita della barra anti-rollio, per fortuna senza conseguenze. Piquet invece è costretto al ritiro subito dopo il via per un problema al cambio. Al 6° passaggio Senna torna ai box per un problema al motore (nonostante in mattinata, durante il warm-up, sulla monoposto del brasiliano fosse stato montato un nuovo turbocompressore), permettendo così alla Ferrari di Alboreto di salire in seconda posizione. Il milanese, dopo vari giri di studio, sopravanza De Angelis nel corso del 16° giro, portandosi così in testa alla gara.

Trentacinque giri dopo, il romano della Lotus subisce lo stesso sorpasso anche dalla Ferrari di Johansson. La parte finale della gara viene vissuta con grande apprensione dal box del Cavallino, nonostante si stesse concretizzando la possibilità di centrare una doppietta. Con Prost che inizia a spingere a 18 tornate dalla conclusione, recuperando parecchi secondi al duo di testa, Johansson pigia – a sua volta – il piede sull’acceleratore, per paura di essere raggiunto proprio dal francese della McLaren, e si ritrova incollato agli scarichi della Rossa del compagno di squadra, intento a gestire la gara. Una situazione che costringe il muretto Ferrari a esporre un cartello con la scritta «Slow» (adagio), un messaggio chiaro e diretto indirizzato proprio allo svedese, atto a congelare le posizioni. Malgrado Prost arrivi a impensierire proprio Johansson, quest’ultimo (calatosi perfettamente nella parte di scudiero di Alboreto) riesce a contenere gli attacchi della MP4-2 numero 2, salvaguardando la propria posizione e quella del compagno di squadra che così centra la prima vittoria in stagione e la testa del Mondiale. La Ferrari ottiene così una doppietta che mancava dal GP d’Olanda del 1983 (Arnoux-Tambay). Prost, dopo una “folle” rimonta (recuperati in pochi giri 30” alla coppia di testa, dopo aver risparmiato carburante per buona parte di gara), si deve accontentare del gradino più basso del podio. Delusione invece per De Angelis, scivolato in quinta posizione e superato anche da Keke Rosberg, il quale riesce a risalire la classifica malgrado un testacoda che lo costringe a una sosta nelle primissime battute. 

Una domenica da sogno per la Ferrari e soprattutto per Michele Alboreto, un grande campione ancora oggi indimenticato.

Piero Ladisa

 

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