F1 | GP Ungheria 2024 - Commento LIVE Qualifiche

L'arrivo di Horner nel paddock nella giornata di ieri. Credits: Red Bull Content Pool
L'arrivo di Horner nel paddock nella giornata di ieri. Credits: Red Bull Content Pool

Mentre Mohammed Ben Sulayem e Stefano Domenicali hanno incontrato Christian Horner in Bahrain, dopo la diffusione di una mail anonima contenente materiale riservato e collegato alla vicenda che vede il TP di Red Bull nel mirino, la FIA potrebbe fare appello all’International Sporting Code per intervenire.

Non è bastata la nota ufficiale della Red Bull a chiudere il caso che vede l’attuale TP della scuderia Campione del Mondo al centro di un’accusa di molestie da parte di una dipendente del team. La mail anonima giunta ieri a membri illustri e giornalisti accreditati nel paddock del Circus – 24 ore dopo la nota di Red Bull – ha gettato ulteriore benzina sul fuoco. Il tutto nonostante si stia cercando di accertare l'effettiva veridicità dei 79 documenti inclusi in un Google Drive e diffusi da una mail sconosciuta, [email protected].

Horner incontra i vertici della F1 in Bahrain

In risposta a questo nuovo “plot twist” nella vicenda che lo vede nell’occhio del ciclone, nella giornata di oggi Horner ha rilasciato un comunicato relativo ai documenti anonimi diffusi poco prima delle FP2. Il team principal della Red Bull ha ribadito la sua estraneità alle accuse che gli sono rivolte contro, avvalendosi dell’esito dell’investigazione indipendente interna in Red Bull che lo ha scagionato. Cosa che però potrebbe non bastare visto il danno di immagine che FIA e Liberty Media, che nel 2020 si facevano portavoce in materia di inclusività con l’hashtag #WeRaceAsOne, vorrebbero evitare per non peggiorare l’immagine dello sport. Da qui la presenza di Mohammed Ben Sulayem e Stefano Domenicali, rispettivamente presidente FIA e CEO della FOM, che hanno incontrato privatamente Horner durante le FP3 di oggi, motivo per il quale lo stesso Horner non era presente al muretto di Red Bull.

La FIA si appella all’ISC

La questione, in ogni caso, si sta facendo sempre più seria. E così la FIA potrebbe appellarsi all’International Sporting Code per forzare le cose e trovare una soluzione. Nello specifico, l’articolo 12 dell’ISC – intitolato “Offese, infrazioni e penalità” – segnala come offese o infrazioni, o tentativi di commettere tali reati, sono punibili sia che esse siano commessi intenzionalmente oppure no. Al punto 12.2, la FIA ha poi elencato quali offese rappresentano un mancato rispetto del regolamento. Nell’articolo 12.2.1.c, la Federazione segnala: 

“Qualsiasi atto fraudolento o che pregiudichi gli interessi di una qualsiasi competizione o degli interessi degli sport motoristici in generale”.

Più nello specifico va l’articolo 12.2.1.f, che aggiunge come un’altra infrazione del regolamento sia rappresentata da: 

“Qualsiasi parola, atto o scritto che abbiano causato danni morali o perdite alla FIA, ai suoi organi, ai suoi membri o dirigenti, e più in generale all’interesse del motorsport e ai valori difesi dalla FIA”.

L’articolo 12.2.1.G segnala poi come anche “ogni mancanza di collaborazione in un’investigazione” rappresenti un’infrazione. 

Toto Wolff e Zak Brown si sono espressi sul caso Horner in conferenza stampa a Sakhir. Credits: fia.com

Una misura estrema per rispondere anche alle richieste degli altri team, con Toto Wolff e Zak Brown su tutti, che nella conferenza stampa di ieri si sono espressi, di nuovo, duramente sulla questione. Richiedendo ulteriore chiarezza e trasparenza, Brown ha anche ribadito come l’organo di giudizio abbia una responsabilità nei confronti dei fans e dello sport.

“Penso che tutti noi in Formula 1 siamo ambasciatori di questo sport dentro e fuori la pista, penso che debbano assicurarsi che le cose siano chiare e trasparenti nei loro confronti. Non so quali siano state le conversazioni ma devono essere approfondite in maniera totalmente trasparente e devono arrivare alla stessa conclusione che è stata data dalla Red Bull. Fino ad allora, continueranno ad esserci speculazioni perché ci sono molte domande che non hanno risposta sull’intera questione. Fino a quando non ci sarà una linea tracciata, continuerà ad esserci un certo livello di speculazione e non penso sia salutare per lo sport.”

Brundle: “È solo l'inizio”

E dal paddock emergono anche altri pareri su una questione che sta intaccando anche la vita personale di Horner, il cui matrimonio con Geri Halliwell è ora in dubbio, specialmente dopo il materiale diffuso ieri tra i membri più alti del Circus e i media accreditati. Secondo Martin Brundle, opinionista per Sky Sports F1, la questione è “molto triste” ed è necessario che vengano presi provvedimenti, anche se il suo timore è che questo “sia solo l’inizio, piuttosto che la fine”. Un sospetto che in molti, adesso, iniziano ad avere in una vicenda che sta assumendo contorni sempre più oscuri.

Mattia Fundarò