Con una buona fetta della penisola italiana stretta nella morsa del gelo, abbiamo pensato di proporvi in quest’articolo il racconto di alcune gare in cui, insieme ai piloti, a svolgere il ruolo di protagonista assoluta è stata...la neve. Un accoppiamento sulla carta quantomeno bizzarro: eppure, nella lunga storia delle corse automobilistiche, vi sono stati degli episodi in cui i coraggiosi cavalieri del rischio si sono cimentati in simili condizioni atmosferiche.

 

La prima gara svoltasi sotto la neve che vogliamo raccontarvi è il Gran Premio di Pau, corso il 19 febbraio 1933. Dopo le prove del venerdì e del sabato, la neve iniziò a scendere coprendo interamente la cittadina francese e, di conseguenza, il circuito situata tra le vie del centro. Dopo la pulizia delle strade e una breve riunione tra commissari e piloti, la gara partì regolarmente. Dopo la partenza riprese però a nevicare, con il continuo passaggio delle monoposto che ben presto diede origine ad una fanghiglia nera particolarmente insidiosa, sia perché rendeva la pista scivolosa sia perché il fango, schizzando, andava a finire sugli occhialoni dei piloti, compromettendo la visibilità.

A comandare la gara c’era Guy Moll sulla Bugatti T51, alla sua prima esperienza…di vita con la neve, poiché era nato e cresciuto in Algeria, dove la neve è un evento più unico e raro. Dopo 20 giri in testa, Guy Moll perse la sua prima posizione a favore di Lehoux che prese la prima posizione e non la lasciò fino alla linea del traguardo. In seconda posizione arrivò proprio Moll, dopo il ritiro dalla gara da parte di Czaykowski su Bugatti, mentre a completare il podio si piazzò Gaupillat sempre su Bugatti.

Occorre fare un salto in avanti di ben quarant’anni per trovare un’altra gara in cui la neve ha svolto un ruolo da protagonista, insieme ai motori. Si tratta del Trofeo Internazionale del 1973, corso sul circuito di Silverstone. A questa gara presero parte 13 monoposto di Formula 1 insieme a 15 della Formula 5000. A conquistare la pole position fu Emerson Fittipaldi, che dopo il primo giro venne costretto subito al ritiro per problemi al cambio. A prendere la testa della gara si ritrovò Ronnie Peterson sulla sua Lotus motorizzata Ford, seguito da Jackie Stewart sulla Tyrrell Ford. Dopo poche tornate il pilota svedese venne sorpassato da Stewart, ma lo scozzese dopo diversi giri in testa finì in testacoda venendo sorpassato da cinque monoposto prima di riuscire a ripartire. Stewart iniziò così una furiosa rimonta che lo portò a sorpassare dapprima Niki Lauda e poi Clay Regazzoni, mentre qualche giro dopo toccò alla coppia formata da Revson e Hulme. Lo scozzese si ritrovò nuovamente dietro allo svedese leader della gara, prima di sorpassarlo riprendendosi di nuovo la prima posizione. Dopo che Stewart assunse il comando, iniziò a nevicare sulla pista di Silverstone, ma nonostante ciò lo scozzese riuscì a portare a termine la gara al comando con un discreto vantaggio su Ronnie Peterson. La prima delle Formula 5000 a classificarsi fu invece quella di Gijs van Lennep con due giri di ritardo dal vincitore.

Sarebbero passati solo altri due anni prima di vedere la neve nuovamente protagonista, stavolta nella Race of Champions corsa sul circuito di Brands Hatch. Il giorno della gara, la neve iniziò a scendere sul circuito mandando in confusione i team e i piloti sulla scelta delle gomme. Alla fine, nonostante le orribili condizioni climatiche, la gara partì comunque e fu Peter Gethin a tagliare per il primo il traguardo.

Andiamo nel 1985, questa volta con una gara di Formula 3000 che si doveva disputare sul circuito del Nurburgring. La gara non cominciò nemmeno a causa della forte nevicata che impedì ai piloti di partire. Ma la neve è arrivata pure a colpire la Nascar. Nel 2006 si corse la gara della Busch Series sul Bristol Motor Speedway. La neve rese necessaria l’interruzione della gara dopo 32 giri. I piloti e lo staff dei team iniziarono a…giocare con il ghiaccio, in attesa che le condizioni climatiche migliorassero. Solo dopo un’ora e diciannove minuti di attesa la gara riprese nella sua valenza agonistica e fu Kyle Busch a trionfare in questa lunga gara condizionata dal maltempo.

Chiara Zaffarano

 

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