NASCAR Elliott

Dopo 36 appassionanti prove, Chase Elliott si è laureato campione della NASCAR Cup Series 2020. Il 24enne georgiano coglie il primo titolo in carriera a 32 anni dalla vittoria del padre Bill. Con cinque affermazioni in questo 2020, undici in totale in carriera, il #9 dell’Hendrick Motorsport ha dominato la scena nel ‘Championship 4’ di Phoenix, la finale della serie.

Elliott, dal 2016 nella serie, è riuscito nei 312 passaggi del catino di Phoenix, i tre diretti rivali. Denny Hamlin #11 (Gibbs), Brad Keselowski #2 (Penske) e Joey Logano #22 (Penske) escono sconfitti dalla prova di Avondale, l’ultimo decisivo round di una stagione che, nonostante moltissimi problemi, si è conclusa come da programma originale nel week-end del 8 novembre.

I delusi

Sono due i delusi al termine della stagione: Denny Hamlin e Kevin Harvick. Il primo, alfiere del Joe Gibbs Racing, ha perso per la seconda volta consecutiva il titolo nell’ultima corsa. Il tre volte vincitore della Daytona 500 si trova costretto a rimandare la festa per il titolo, trofeo che manca nella bacheca del forte pilota Toyota che quest’anno ha messo in bacheca 7 vittorie.

Il secondo sconfitto è Kevin Harvick. Il #4 dello Stewart-Haas Racing, a segno per nove volte nella Cup Series, termina il 2020 dopo aver vinto la regular season, un risultato che non è servito per vincere il campionato. Dei mediocri Playoffs hanno infatti escluso Harvick dall’ultima prova stagionale, un fatto clamoroso ed poco prevedibile alla vigilia delle ultime 10 prove.

Gli altri del gruppo

Sono molti i piloti che hanno ben figurato in questo 2020. Martin Truex Jr #19 (Gibbs), Ryan Blaney #12 (Penske), Kurt Busch #1 (Ganassi) ed Alex Bowmann #88 (Hendrick) hanno ben figurato in un campionato che ha visto in difficoltà Kyle Busch #18 (Gibbs). Il campione 2019 ha vinto una sola prova in questa annata ed è stato eliminato in occasione del ‘Round of 12’ in seguito ad un errore strategico.

Nella stessa location in cui Busch ha siglato l’unica affermazione stagionale, anche un altro pilota ha festeggiato la sua unica gioia del 2020, la terza in carriera. A luglio è stato infatti Austin Dillon #3 (Richard Childress Racing) ad entrare nella victory lane, un risultato che gli ha permesso di accedere direttamente ai Playoffs.

Ottima annata anche per Matt DiBenedetto. Il #21 del Woods Brothers Racing chiude l’anno al tredicesimo posto finale. Il pilota Ford non ha vinto, ma è riuscito a tre Top5, due in quel di Las Vegas (Nevada). Il #21 del gruppo è a caccia di buoni risultati e soprattutto di un nuovo team in vista del 2022. Ricordiamo infatti che, la squadra satellite di Penske, accoglierà dal 2022 Austin Cindric, fresco campione della NASCAR Xfinity Series.

NASCAR: i giovani avanzano

Finalmente i giovani avanzano nella Cup Series. Dopo l’addio di alcuni grandi volti, iniziano a vedersi i primi risultati da quelli che dovrebbero essere i campioni di domani. Il primo esito positivo, sotto gli occhi di tutti, è appunto Chase Elliott. Il fresco vincitore della serie è infatti il terzo più giovane della storia della NASCAR a raggiungere il trofeo entro i 25 anni d’età.

Hendrick Motorsport ha scommesso molto su Chase, un rischio che ha pagato. Il #9 non è l’unico giovane della principale squadra di Chevrolet.
Ricordiamo infatti la presenza di Alex Bowman #88 (due volte a segno nel 2020) e di William Byron #24. Quest’ultimo, campione all’esordio delle due principali categorie propedeutiche all’esordio è riuscito nella Daytona 400 dello scorso agosto ad entrare per la prima volta nella victory lane.

Byron è chiamato a confermarsi il prossimo anno in una squadra che vedrà l’arrivo di Kyle Larson. L’ex #42 di Ganassi, espulso della Cup Series la scorsa primavera per aver usato un epiteto raziale durante una gara virtuale, rientra nella categoria il prossimo anno sulla Chevrolet Camaro #5. Larson è un altro importante giovane, un pilota che come Elliott ha tutte le carte in regola per vincere un titolo.

Cole Custer vince la classifica dei rookie

Cole Custer, nuovo acquisto di Haas, è il nuovo campione della classifica riservata ai rookie. Dopo una prima fase molto altalenante, la Ford #41 si è ripresa con uno splendido successo in Kentucky, gara che ha cambiato le sorti della stagione. Dopo la prima annata nella Cup Series sembra dunque vinta la scommessa di Haas che dal 2020 accoglierà tra le proprie fila Chase Briscoe. Nove volte primo nella stagione 2020 della Xfinity Series, il giovane nativo dello Stato dell’Indiana salirà a bordo della Mustang #14 al posto di Clint Bowyer, nuovo opinionista per Fox Sport.

Da sottolineare anche la buona stagione, con team obiettivamente meno competitivi, per Tyler Reddick e Christopher Bell. Il primo, due volte campione dell’Xfinity Series, la ‘F2’ della seguitissima serie statunitense, ha chiuso un buon 2020 con la Camaro #8 del Childress Racing. Attenzione per il prossimo anno a Christopher Bell. Il #95 del Leavine Family Racing passerà infatti nel 2021 al Joe Gibbs Racing sulla Toyota Camry #20, affidata fino all’evento di Avondale ad Erik Jones.

NASCAR: Grazie Jimmie

Il finale di Phoenix ha dato l’addio ad una leggenda della Cup Series. Oltre al ritiro di Matt Kenseth e del già citato Clint Bowyer, la categoria ha reso omaggio a Jimmie Johnson. Dopo 20 anni di onorata carriera, il californiano dell’Hendrick Motorsport abbandona il campionato per dedicarsi ad un impegno parziale nell’IndyCar Series con Ganassi.

Con 7 titoli all’attivo, cinque consecutivi dal 2006 al 2010 ed 83 affermazioni in carriera, l’ultima a Dover nel 2017, Johnson dice addio alla NASCAR. La Camaro #48 perde dunque il suo padrone, l’unico che nella storia moderna è stato in grado di eguagliare leggende di questo sport come Dale Earnhardt Sr. E Richard Petty.

Cosa ci aspetta il 2021?

Con l’incremento dei road course nella serie ed i tanti cambiamenti all’interno dello schieramento ci sarà da divertirsi nelle 36 prove che comporranno un nuovo anno di sfide, da Daytona a Phoenix.

Luca Pellegrini

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