Lucio Dalla Nuvolari Ayrton

Lucio Dalla, indimenticato cantautore della musica italiana, conosciuto per grandi successi come “Caruso”, “Piazza Grande” o “Attenti al Lupo”, nella sua carriera ha dedicato anche dei brani a miti dell’automobilismo mondiale: Tazio Nuvolari e Ayrton Senna.

Anche la musica leggera italiana, al pari del rock, è stata influenzata dal mondo dei motori. Ed in questo senso il grande Lucio Dalla ne è un esempio con due canzoni in onore di due miti dell’automobilismo mondiale.

Cantando di… motori

Sono tanti i brani che la musica leggera italiana ha donato al mondo dei motori. Da Jovanotti a Battisti, da Max Pezzali ad Ivan Graziani, passando anche per Cesare Cremonini quando faceva ancora parte dei Lunapop con la sua “50 special”. Chi forse ha lasciato più di tutti il segno in questo connubio è il grande e mai dimenticato Lucio Dalla. Dalla sua penna sono uscite canzoni memorabili come “Mille Miglia” e le due più famose, ovvero “Nuvolari” ed “Ayrton”.

Automobili

Nel 1976 Lucio Dalla incide l’album “Automobili”, un disco di sole sei tracce (che contiene anche la canzone sulla Mille Miglia) all’interno del quale è inserita la canzone “Nuvolari”, scritta dal poeta italiano Roberto Roversi e dedicata al grande pilota mantovano Tazio Nuvolari. La nascita dell’album si deve al successo riscosso dallo spettacolo concepito dalla coppia Dalla-Roversi, intitolato “Il futuro dell’automobile ed altre storie” e trasmesso dalla Rai. Roversi è contrario alla scelta di Dalla e non firma le canzoni, depositandole alla SIAE con uno pseudonimo.

Nuvolari 

“Nuvolari” è la terza traccia del lato A dell’album “Automobili”, datato 1976. Nel brano dedicato al grande pilota mantovano, protagonista prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale con imprese memorabili, soprattutto alla Mille Miglia.

Nella prima strofa del brano/poesia si fa riferimento alla struttura fisica del pilota mantovano: “Basso di statura / al di sotto del normale / ha cinquanta chili d’ossa / un corpo eccezionale / ha le mani come artigli / ha un talismano contro i mali”.

Nella seconda parte Nuvolari e la sua auto sono paragonati alla natura: “Il suo sguardo è di un falco per i figli / i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! / Gli uccelli nell’aria perdono l’ali / quando passa Nuvolari / Quando corre Nuvolari mette paura / Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura / Gli alberi della strada / Strisciano sulla piana / Sui muri cocci di bottiglia / Si sciolgono come poltiglia / Tutta la polvere è spazzata via”.

Nella terza e quarta Roversi e Dalla ne decantano le gesta mitiche a bordo della sua auto con la folla in visibilio, mentre nell’ultima parte della canzone si fa riferimento anche ai numerosi incidenti avuti ed alle fratture subite: il mantovano si è sempre rialzato ed è rinato battendo i suoi avversari del tempo.

“Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore è vicino / In gara Verona è davanti a Corvino / Con un tempo d’inferno / Acqua grandine e vento / Pericolo di uscire di strada / Ad ogni giro un inferno / Ma sbanda striscia è schiacciato / Lo raccolgono quasi spacciato! / Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro / Batte Varzi Campari / Borzacchini e Fagioli / Brilliperi / E Ascari”.

Canzoni

Vent’anni dopo l’album “Automobile”, il 5 settembre 1996 Lucio Dalla pubblica il suo nuovo lavoro intitolato “Canzoni” nel quale è inserita, al primo posto, la dedica ad Ayrton Senna, morto quasi due anni e mezzo prima in una tragica domenica ad Imola. 

Ayrton

“Ayrton” è una canzone scritta da Paolo Montevecchi ed è la prima traccia dell’album “Canzoni” del 1996. E’ forse la canzone più famosa di Lucio Dalla dedicata al mondo dei motori, perché raccoglie tutta l’essenza di Ayrton Senna in una canzone dai due toni: una parte iniziale più soft e poetica ed un finale forte ed aggressivo nel quale si fa riferimento alla “fine” di Ayrton, quando chiude gli occhi per sempre per fare il suo ingresso tra i miti.

Il passaggio più significativo della canzone è proprio quello che riguarda gli ultimi momenti di vita di Ayrton, da quando legge il famoso verso della Bibbia al momento in cui succede l’incidente e  “chiude gli occhi e riposa”.

“Potevo fare qualcosa / Dovevo cambiare qualche cosa / E ho deciso, una notte di maggio / In una terra di sognatori / Ho deciso che toccava, forse, a me / E ho capito che Dio mi aveva dato / Il potere di far tornare indietro il mondo / Rimbalzando nella curva insieme a me / Mi ha detto <<Chiudi gli occhi e riposa>>”

Molto significativa anche l’ultimo pezzo della canzone, che riparte come la prima strofa aggiungendo nuovamente gli ultimi tratti della strofa precedente.

“E io ho chiuso gli occhi / Il mio nome è Ayrton, e faccio il pilota / E corro veloce per la mia strada / Anche se non è più la stessa strada / Anche se non è più la stessa cosa / Anche se qui non ci sono i piloti / Anche se qui non ci sono bandiere / Anche se forse non è servito a niente / Tanto il circo cambierà città / Tu mi hai detto <<Chiudi gli occhi e riposa>> / E io, adesso, chiudo gli occhi”.

Quel “E io, adesso, chiudo gli occhi” è significativo dell’ultimo istante di vita di Ayrton, le 18.40 di quel tragico 1 maggio 1994.

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Marco Pezzoni

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