Yamaha non vince una gara in MotoGP da ormai più di un anno: Valentino Rossi vinceva proprio ad Assen il suo 115° GP nel 2017. Da allora la Yamaha ha raccolto solo undici podi in diciotto round (sei per Valentino Rossi, uno in meno per Maverick Vinales), quindici se a quelli degli ufficiali sommiamo i quattro di Johann Zarco, troppo pochi per dare a Rossi e Vinales la possibilità di lottare per il titolo contro un Marc Marquez che nello stesso periodo di tempo ha raccolto nove vittorie ed è sceso dal podio in sole quattro occasioni. La Yamaha ha bisogno di novità importanti per questa, ma sopratutto per la prossima stagione, se vorrà mettere in condizione i suoi piloti di lottare contro lo squadrone HRC.

 

25 GIUGNO 2017. E’ ormai più di un anno che un pilota Yamaha non sale sul gradino più alto del podio. La colpa di certo non può essere data ai piloti sul cui valore non si discute, anzi, in questo inizio di 2018 a fare la differenza è stato proprio il talento dei piloti, Valentino Rossi su tutti, capace di salire in tre occasioni consecutive sul podio (Le Mans, Mugello e Barcellona, ndr) dopo quello della gara d’esordio in Qatar, mentre Vinales in questo inizio di stagione ha raccolto solo due podi e tanti piazzamenti tra la quinta e la settima posizione. Questa costanza gli ha comunque permesso di essere in terza posizione a sole sei lunghezze dal compagno di squadra, secondo. Però ci vuole altro per competere con Marc Marquez, che è lontano ormai quarantuno punti dal pilota di Tavullia.

Pochi aggiornamenti. Durante gli ultimi test a Barcellona, Rossi e Vinales hanno lavorato praticamente con la stessa moto con la quale avevano terminato in terza e sesta posizione; lo stesso Valentino Rossi dopo i test aveva rilasciato commenti abbastanza seccati sul fatto che le novità portate (serbatoio con una forma leggermente diversa e piccoli aggiornamenti d’elettronica, ndr) non fossero quelle di cui in questo momento ha bisogno. Vinales ha invece sfruttato i test per migliorare il feeling a inizio gara e pur trovando il nuovo serbatoio non comodo per il suo stile di guida si è detto soddisfatto del lavoro svolto, con lo spagnolo che ha ritrovato competitività ad Assen, dove è ritornato sul podio che mancava da cinque appuntamenti.

Mai così male dal 2003. Bisogna tornare indietro di oltre quindici anni per trovare una serie di gare senza vittorie così lunga per Yamaha: era la stagione 2003 e nelle sedici gare disputate del motomondiale la Yamaha non riuscì mai a salire sul gradino più alto del podio, una striscia negativa iniziata dopo la vittoria di Max Biaggi a Sepang nella terzultima gara della stagione 2002 e terminata nella prima gara del 2004, quando Valentino Rossi, passato in quell’inverno dalla Honda alla casa di Iwata, vinse a Welkom, in Sud Africa.

La prossima gara sarà al Sachsenring, pista dove Marquez vince ininterrottamente dal 2010, quando militava in 125, stesso anno a cui risale l’ultima vittoria di una Yamaha, quella di Jorge Lorenzo. Da lì in poi due successi per Dani Pedrosa e dal 2013 ad oggi solo vittorie per Marc Marquez. Riusciranno Valentino Rossi e Maverick Vinales a rompere il dominio di Marquez in Germania e ad interrompere una striscia negativa che rischia di diventare la peggiore della storia Yamaha in MotoGP?

Mathias Cantarini

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