È arrivata la sentenza definitiva dal TAS di Losanna: Andrea Iannone sospeso per quattro anni. La data di inizio della sanzione è stata dichiarata al 17 Dicembre 2019, come richiesto dall’agenzia mondiale Antidoping. La carriera di Iannone è fortemente compromessa: il pilota potrà tornare in pista quando avrà 34 anni.

IL CASO IANNONE – DOPING

Il Tribunale arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna ha ufficialmente divulgato l’esito della sentenza sul caso doping – Iannone. La decisione riguarda i risultati dei test, positivi al doping, effettuati su un campione di urine dalla WADA. Test eseguito lo scorso 3 Novembre a Sepang, in seguito ripetuto su un secondo campione. In attesa della decisione definitiva, al pilota era stata disposta la sospensione di 18 mesi, che avrebbe avuto termine il 16 Giugno 2021.

Dopo il ricorso al TAS, la WADA (World Anti Doping Agency) ha richiesto la sanzione di ben quattro anni per il rider. Sentenza approvata nella giornata di oggi. Iannone è stato sospeso per la durata di quattro anni, a partire dal 17 Dicembre 2019. Inoltre, imposto l’annullamento di qualsiasi riconoscimento, premio o punto acquisiti dal 1° Novembre 2019.

IL COMUNICATO DEL TAS:

Losanna, 10 novembre 2020. La Corte di Arbitrato dello Sport (CAS) ha annunciato la sua decisione nelle procedure arbitrali d’appello tra il pilota italiano della MotoGP Andrea Iannone, l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) e la Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM).

Andrea Iannone e la WADA hanno presentato appelli separati al CAS contro la decisione emessa dalla FIM International Tribunale disciplinare del 31 marzo 2020. Data nella quale Andrea Iannone ha commesso un violazione delle regole antidoping (ADRV) (presenza di Drostanolone, uno steroide anabolizzante presente nel 2019 WADA Prohibited List) e gli è stato imposto un periodo di inagibilità di 18 mesi.

Il Panel CAS ha rigettato il ricorso presentato da Andrea Iannone e ha accolto il ricorso presentato da WADA. Di conseguenza, applicata la seguente nuova decisione:

• Andrea Iannone è sanzionato con un periodo di ineleggibilità di quattro anni a decorrere dal 17 dicembre 2019.

• Tutti i risultati agonistici ottenuti da Andrea Iannone dal 1 novembre 2019 sono squalificati, inclusa la decadenza di medaglie, punti e premi.

Il 3 novembre 2019, in occasione del Campionato del Mondo FIM MotoGP a Sepang / Malesia, Iannone ha portato a termine un controllo antidoping in gara che ne ha rivelato la presenza di Drostanolone. A seguito di una procedura disciplinare interna, la FIM International Disciplinary Court ha deciso il 31 marzo 2020 che Iannone dovrebbe essere sospeso dalla partecipazione a qualsiasi competizione o attività motociclistica per 18 mesi a partire dal 17 dicembre 2019.

Andrea Iannone ha affermato che la fonte della sostanza proibita era carne contaminata. Ingerita in Malesia prima del Campionato del Mondo FIM di Sepang 2019 MotoGP . Di conseguenza, dovrebbe essere completamente assolto e la decisione impugnata dovrebbe essere annullata.

La WADA, d’altra parte, ha chiesto l’imposizione di un periodo di quattro anni di ineleggibilità se Andrea Iannone non fosse riuscito a stabilire che l’origine della sostanza nel suo campione è risultata dalla contaminazione della carne e, di conseguenza, l’imposizione di un periodo di quattro anni di ineleggibilità era la sanzione appropriata.

Il gruppo di esperti scientifici CAS ha rilevato che Andrea Iannone non era riuscito a stabilire né il tipo preciso di carne che lui aveva consumato né l’origine di detta carne. Inoltre, il Panel ha riscontrato che né Andrea Iannone né i suoi esperti sono stati in grado di stabilire specificamente che c’era un problema di contaminazione da carne da Drostanolone in Malesia.

Il gruppo di esperti scientifici ha pertanto ritenuto la commissione di un ADRV. Andrea Iannone ha sostanzialmente lasciato il pannello con proteste di innocenza, il suo risultato pulito e la sua presunta mancanza di incentivi alla droga. Fattori che erano insufficienti da stabilire, su un bilancio di probabilità che l’ADRV di Andrea Iannone non fosse intenzionale. in caso di ADRV involontario, il periodo di ineleggibilità applicabile sarebbe stato di due anni al massimo.

Poiché spetta a un atleta stabilire sulla bilancia delle probabilità che un ADRV non sia intenzionale. La sua incapacità di farlo significa che si ritiene che abbia commesso un ADRV intenzionale, ai sensi delle norme antidoping applicabili.

La conclusione del gruppo di esperti scientifici non esclude di per sé la possibilità che l’ADRV di Andrea Iannone potrebbe essere il risultato del consumo di carne contaminata da Drostanolone. Significa che Andrea Iannone non ha potuto fornire alcuna prova convincente per stabilirlo l’ADRV che ha commesso non è stato intenzionale. Di conseguenza, il Collegio ha ritenuto, contrariamente alla decisione impugnata, che l’ADRV si fosse impegnato da Andrea Iannone doveva essere considerato intenzionale ai fini delle norme antidoping applicabili, e ha quindi accolto l’appello della WADA.

Il premio CAS annulla la decisione resa dal FIM International Disciplinary Court del 31 marzo 2020. Impone un periodo di quattro anni di ineleggibilità su Andrea Iannone.”

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Nicole Facelli

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