Alex Rins sale per la seconda volta sul podio in questa stagione e si conferma molto veloce anche se commette ancora troppi errori. Sono infatti quattro le gare terminate anzitempo dal giovane pilota di casa Suzuki, di contro troviamo un Andrea Iannone che dopo i due podi consecutivi al COTA e Jerez e dopo l'annuncio della separazione dalla Suzuki per approdare in Aprilia ha faticato a tenere il passo dei primi raccogliendo solo undici punti negli ultimi due round. 

Secondo podio. Il ventiduenne spagnolo termina il gran premio olandese con il suo miglior piazzamento in MotoGP dopo il terzo posto nella gara di Austin. Una gara pazza che lo ha visto protagonista di più di un sorpasso al limite con piloti molto più esperti di lui, terminata in seconda posizione resistendo a Maverick Vinales, che resta l’unico ad aver vinto un gran premio con la Suzuki in epoca moderna. Alex Rins ha sfruttato al meglio le novità messe in pista dalla Suzuki: motore e telaio con rinforzo in carbonio. Modifiche che come lo stesso Rins ha dichiarato lo fanno sentire molto a suo agio su questa Suzuki, dovrà ora cercare di sfruttare al meglio le qualità della moto di Hamamatsu per riuscire a cogliere il primo successo che lo stesso Rins crede arriverà presto.

Iannone cercasi. È stato un weekend complicato invece per Andrea Iannone, il pilota di Vasto dopo un inizio di settimana movimentato con la denuncia di un paparazzo per aggressione e furto ad Ibiza ha terminato la gara di domenica in undicesima posizione. Pur essendo sempre nelle prime posizioni al termine delle prove libere l’abruzzese non ha mai dimostrato un buon passo, salvo riuscire poi ad avvicinarsi ai primi grazie ad un giro alla morte, vera specialità del “maniaco”. Il problema che rallenta Iannone è l’eccessivo “sliding” dello pneumatico posteriore, come ormai gli accade da un paio di gare a questa parte. Tutto sommato resta ottimista, consapevole che la moto nelle mani di Rins è competitiva sostiene che se dovesse riuscire a sistemare questo problema potrebbe lottare per il podio. 

Mathias Cantarini

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