Si sono chiusi ieri i primi tre giorni di test MotoGP riservati allo shakedown delle moto 2020 con tante novità in pista. Aprilia ha portato una RS-GP completamente nuova, Ducati nuove ali, così come KTM e Honda che hanno lavorato sulla messa a punto di base. Suzuki ha portato un nuovo telaio, mentre Yamaha ha riportato in pista Jorge Lorenzo, nuovamente in sella alla M1 dopo tre anni.

APRILIA

A Noale durante l’inverno hanno lavorato a lungo e domenica è scesa in pista per la prima volta la RS-GP 2020 nelle mani di Bradley Smith. Il prototipo 2020 è una vera e propria rivoluzione per la casa veneta. Nuovo motore a V di 90 gradi (come Ducati ed Honda, ndr), nuovo telaio, nuova distribuzione dei pesi ed anche nuova aerodinamica. Anche Aleix Espargaro ha avuto modo di provare la nuova moto nel terzo ed ultimo giorno di test ,chiudendo la giornata al secondo posto. In pista anche Lorenzo Savadori, che ha però preso contatto con la MotoGP girando con la “vecchia” RS-GP 2019.

DUCATI

Per Ducati in pista solo Michele Pirro che ha iniziato a lavorare per trovare un buon setting di base per la Desmosedici GP20. Nel corso della seconda giornata inoltre sono comparse nuove appendici aerodinamiche sul cupolino e sulle carene della rossa. Quelle sul capolino diventano molto più vistose rispetto al passato, mentre quelle sulla carena oltre ad aumentare di dimensione sono più curve.

HONDA

Per Honda sono scesi in pista Stefan Bradl in qualità di collaudatore e Alex Marquez, che ha potuto prendere parte ai test grazie al nuovo regolamento che concede ai rookie di girare più giorni. Il tedesco ha provato una nuova conformazione delle ali della RC-213V, mentre lo spagnolo ha continuato il suo apprendistato con la MotoGP. Il fratello di Marc è arrivato a girare in 2’00”270, chiudendo il secondo giorno di test in terza posizione staccato di quattro decimi da Daniel Pedrosa. Niente terzo giorno per Alex, volato a Jakarta per la presentazione del team HRC.

KTM

La casa austriaca è quella che ha lavorato di più e con più piloti in pista, chiudendo al comando della classifica dei tempi. Il più veloce è stato Pol Espargaro, che nel terzo giorno di test ha stampato il tempo di 1’59”444. Per lui e per gli altri piloti della casa di Mattighofen, compreso il tester Daniel Pedrosa (ancora velocissimo e leader nelle prime due giornate di test, ndr) esperimenti sia sul nuovo telaio che sull’aerodinamica. Tutte e sei le moto, sia quelle del team ufficiale con Pol Espargaro e Brad Binder, le due del team Tech3 di Iker Lecuona e Miguel Oliveira, che quelle del test team di Daniel Pedrosa e Mika Kallio, erano provviste del nuovo telaio promosso da Pedrosa ed Espargaro a Valencia e Jerez. Come detto, tanti gli esperimenti a livello aerodinamico, con diversi cupolini provati dai piloti nei tre giorni.

SUZUKI

La Suzuki con Sylvain Guintoli è stata la casa che ha lavorato con meno riflettori puntati addosso. Un po’ perché Guintoli non ha brillato in termini cronometrici, un po’ perchè le novità sono poche e poco visibili. Si vede solo la mancanza delle piastre di carbonio di rinforzo nella parte anteriore del telaio presente invece nella moto 2019, usata anche in questi test come comparativa. Per vedere i passi avanti che Suzuki ha fatto nell’inverno dovremo aspettare il primo confronto con i piloti titolari in pista.

YAMAHA

Ed infine Yamaha che, seppur non portando grosse novità sulla M1, ha regalato alla MotoGP il ritorno di Jorge Lorenzo. Jorge ha girato solamente il terzo ed ultimo giorno, ma sembra essere già a suo agio sulla M1. Il maiorchino in soli 46 passaggi con la M1 ha fermato il cronometro in 2’00”506, un tempo in linea con i tempi fatti a ottobre con la Honda. Lorenzo tornerà ancora in pista un giorno dei tre concessi ai piloti nel corso di questa settimana. Per lui si parla anche di una possibile wildcard da giocarsi a Barcellona il prossimo giugno.

Mathias Cantarini

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