A nemmeno sette giorni dalla fantastica gara di Austin, che ha visto (manco a dirlo…) la terza vittoria consecutiva sul tracciato texano per Marc Marquez, il Circus della MotoGP è già pronto per disputare la terza tappa del Mondiale prevista in Argentina.

Ad ospitare l’evento sarà il circuito di Termas de Rio Hondo, alla sua seconda presenza nel calendario MotoGP. L’anno scorso, con pista nuova per tutti, la terra de “el pibe de oro” regalò una doppietta in gara per il team ufficiale Honda, con Marquez sul gradino più alto del podio davanti ad un incredibile Daniel Pedrosa, che negli ultimissimi giri riuscì ad avere la meglio sulla Yamaha di Jorge Lorenzo. Solo in quarta posizione invece, tagliò il traguardo Valentino Rossi, complice un duello “un pelino vivace” con Stefan Bradl.

La pista misura 4806 metri ed è formata in totale da 14 curve, di cui 9 a destra e 5 a sinistra. E’ un tracciato di “percorrenza”, dove si mantiene per tutto il giro un’alta velocità media, lasciando scorrere in modo molto “ritmato” la moto. Vanta una progettazione “particolare”, effettuata con l’ausilio di uno speciale software. Per la prima volta, si è cercato di creare un circuito che mantenesse sempre alte e costanti le temperature delle gomme su entrambi i lati della carcassa, compensando la maggioranza di curve a destra con delle curve a sinistra pensate per generare un più alto livello di carico sulle mescole. Ne viene fuori un layout “crudele” per gli pneumatici, che ha costretto Bridgestone a correre ai ripari, “difendendosi” schierando la sua mescola più resistente, ovvero la “extra hard”.

Ovviamente questa mescola, insieme alla normale “hard”, sarà presente fra le opzioni a disposizione dei soli team factory (Honda e Yamaha), e sarà caratterizzata da una banda laterale di colore giallo. Per tutti gli altri piloti (compresi quelli Ducati), saranno disponibili le mescole “media e hard”. Differenza questa, che secondo l’ingegner Dall’Igna potrebbe penalizzare il rendimento in gara delle moto di Borgo Panigale.

Da non sottovalutare inoltre, la particolare conformazione di 4 delle 14 curve presenti, dove i piloti vedono “traiettorie multiple” da poter percorrere a causa “dell’ingannevole” percezione del paesaggio. Ne consegue che, per affrontare questi tratti, ogni pilota può “inventare” delle traiettorie diverse a seconda del proprio stile di guida, puntando su alte velocità in piega piuttosto che su “staccatone”.

Peculiarità, questa, che potrebbe equilibrare ancora di più le performance tra Honda e Yamaha. Da non dimenticare infatti che mentre Honda ha la capacità di frenare più tardi degli altri, Yamaha ha una ciclistica che le permette di fare traiettorie più tonde e di mantenere una velocità di percorrenza molto elevata. Caratteristica quest’ultima che, qui a Rio Hondo, potrebbe favorire la casa del diapason.

Il cannibale Marquez comunque, durante le interviste di rito, si è dimostrato poco interessato ai dettagli riguardanti il circuito. Lui, con il solito sorrisetto di chi la sa lunga, ha fatto capire che penserà soltanto a cercare di fare quello che gli riesce meglio: demolire tutti. Conscio anche del fatto che, se la Honda dovesse dimostrarsi efficacie sull’asfalto argentino, l’assenza del compagno Pedrosa (operato al braccio con rientro programmato per Jerez) potrebbe facilitargli il weekend.

Approccio diverso invece, per i due piloti Yamaha. Negli ultimi giorni, Lorenzo ha preferito rilassarsi in hotel cercando di tornare al 100% dopo l’influenza contro cui ha combattuto ad Austin, mentre Rossi ha passato parecchio tempo a divertirsi duellando a “dirt-track” vicino Houston, ospite nel ranch del suo amico/ex compagno Colin Edwards.

Queste le parole del “dottore”: “Sono felice di essere qui in Argentina perché è una pista che mi piace molto. Speriamo che l’asfalto sia in condizioni migliori rispetto allo scorso anno, perché il circuito e il suo layout sono davvero buoni e ben si adattano alle caratteristiche della nostra M1. Mi sento molto fiducioso, perché ultimamente riusciamo sempre ad essere forti e la Yamaha si guida particolarmente bene quando la pista è più scorrevole. Negli ultimi 2 giorni abbiamo pensato a rilassarci e divertirci, per arrivare qui più carichi. Ora cercheremo di essere concentrati e preparati in vista della gara.”

Ottimismo infine anche in casa Ducati, dove i “due Andrea” vogliono dimostrare che la nuova GP15 è nata cosi bene da poter battagliare con i migliori anche senza potersi servire della mescola “extra-hard”. Dovizioso, fresco del secondo posto in Texas, ha dichiarato: “E’ stato un ottimo inizio di stagione per noi sin qui. Siamo in cima al campionato e mi sento bene con la moto. L’anno scorso qui abbiamo avuto qualche problema, ma sono sicuro che quest’anno andrà meglio. Durante il weekend spero che il tempo sia bello, perché c’è tanta energia positiva con il team e siamo sicuri di poter lavorare bene”.

Le premesse per “avere un infarto” anche durante questa gara, dunque, ci sono tutte. Marquez è Marquez, i due piloti Yamaha, come sempre, hanno una voglia matta di “bastonare” il cabroncito, e le due Ducati vogliono confermare quanto di buono si è visto fin ora.

Domenica sera, quindi, tutti in griglia. Perché dopo il semaforo, con questa “gente”, ne vedremo sicuramente delle belle!

Daniel Limardi

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