Il GP di Catalogna 2016 verrà tristemente ricordato per la tragica scomparsa di Luis Salom, una perdita enorme per tutto il mondo del motorsport ma soprattutto per familiari ed amici dello sfortunato pilota spagnolo. Il weekend della MotoGP, come per le classe minori, è stato senza dubbio influenzato dal triste episodio, ma i piloti sono professionisti e comunque sono scesi in pista come tante altre volte, senza però dimenticare di rivolgere un pensiero al collega scomparso.

Durante la gara della MotoGP si è verificato un episodio controverso che ha sollevato polemiche, dichiarazioni velenose e conseguenti provvedimenti dei giudici di gara: si tratta del contatto alla diciassettesima tornata tra Andrea Iannone ed Jorge Lorenzo. Il ducatista di Vasto stava rimontando sul campione del mondo in carica, alle prese con un evidente deficit di grip all’anteriore, quando ha centrato in pieno Jorge causando la fine della gara per entrambi. Come spesso accade in queste circostanze, le visioni tra i due sono opposte, con un Lorenzo durissimo con Iannone: “Ha commesso un grave errore e, al posto di scusarsi, mi ha chiesto se avessi avuto dei problemi alla moto o se fosse accaduto qualche cosa di insolito in curva. Penso che sia stata colpa sua, questa è stata la sua reazione e non ha chiesto scusa.” Jorge nelle sue dichiarazioni ha precisato che “l’intero GP è stato molto difficile, sopratutto dopo quello che è capitato venerdì”; infine, tornando al ducatista, ha dichiarato: “Non capisce i rischi delle sue azioni che possono seriamente danneggiare gli altri corridori. Se la Direzione Gara non impone una penalità severa, come fece a me nel 2005, non ci sarà mai un cambio di mentalità. È anche troppo poco quello che gli hanno inflitto”.

Il punto di vista di Andrea Iannone è diametralmente opposto: “Mi dispiace molto per quanto è accaduto con Lorenzo perché stavo facendo una bella gara con il poco grip che avevo. Stavo guidando bene e riuscivo a spingere forte, senza fare errori, tanto che stavo andando a prendere Jorge. Per quanto riguarda l’incidente, voglio solo dire che non ho potuto fare niente per evitarlo: io ho frenato nello stesso punto di tutti i giri precedenti ma lui era molto lento in quel momento e purtroppo l’ho toccato e siamo caduti entrambi. Può sembrare che io sia arrivato molto più forte e che volessi provare a superarlo, ma non è andata cosi e analizzando i dati della telemetria ne abbiamo avuto la conferma”.

La Direzione Gara, intanto, ha preso il suo provvedimento retrocedendo Iannone in fondo alla griglia di partenza al prossimo GP di Assen e decurtando due punti sulla “patente” per via del suo “comportamento recidivo”, secondo quanto appreso da MotoGP.com. Certamente le dichiarazioni del ducatista lasciano non pochi dubbi su quanto sia accaduto. Sarebbe interessante che i due team rendessero noti i dati dell’incidente. A quanto pare però la Direzione Gara non ha ritenuto valide le parole di Andrea, dando così ragione alla versione di Lorenzo. Una presa di posizione che stride con l’episodio avvenuto a Austin, quando Pedrosa colpì in maniera pressoché analoga Dovizioso, senza però subire un analogo provvedimento.

Se però fosse confermato il rallentamento di Lorenzo le responsabilità potrebbero risultare ribaltate. Sembra troppo scontato e facile colpevolizzare Ianonne, soprattutto per via dei suoi precedenti, ma qualche dubbio rimane soprattutto per la reazione a caldo del ducatista. Di sicuro per la casa di Borgo Panigale un altro zero in classifica fa male all’immagine ed alle sue ambizioni, mentre per lo spagnolo significa la perdita della leadership del campionato, in una gara dove Valentino Rossi con la sua stessa Yamaha ha fatto una gara da incorniciare.

A questo punto sorge spontanea una domanda: e se Iannone non avesse tutti i torti? Se così fosse la Direzione Gara avrebbe preso un abbaglio enorme. Attendiamo una reazione da parte della Ducati, la quale potrebbe tramutarsi in un ricorso contro la decisione dei giudici. Sempre che non decida di propendere per una “retrocessione” proprio come avvenuto a Kvyat in Formula 1…

Fabrizio Crescenzi

 

 

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