Siamo ormai alla vigilia del weekend più atteso per ogni italiano appassionato di motociclismo: quello del Gran Premio d’Italia sulla pista del Mugello. Ma prima di buttarci a capofitto su questo tema, ecco un bilancio, team per team, delle prime 5 gare della stagione.

Honda Factory

All’interno di mamma Honda si vivono situazioni opposte: Marquez è in rampa di lancio per conquistare anche questo Mondiale dopo aver stravinto le prime 5 gare di questa stagione, mentre Pedrosa non riesce a reggere il ritmo del giovane e scomodo compagno di box e si deve accontentare del secondo o terzo gradino del podio; Bautista si sta rimettendo in carreggiata dopo aver collezionato 3 ritiri nelle prime tre gare, mentre Bradl sembra sempre voglia spaccare il mondo per poi non concludere quasi mai nulla…

Yamaha Factory

Chi si aspettava ancora Lorenzo a dar filo da torcere a Marquez ha sbagliato strada…il maiorchino ne ha combinate un po’ di tutti i colori nelle prime due gare (caduta al primo giro in Qatar e la tragicomica falsa partenza in Texas) e sembra aver tirato i remi in barca, rassegnandosi all’idea dell’imbattibilità di Marquez. A tener in piedi la baracca e a dar fastidio a Marquez ci pensa il 35enne Valentino Rossi, già 3 secondi posti ottenuti e con la voglia matta di tirare lo scherzetto al 93 al Mugello. In casa Tech 3 è il rookie Pol Espargaro a bastonare Bradley Smith…sembra che il più giovane degli Espargaro si sia adattato in fretta alla MotoGP…

Ducati Factory/Open? Non si sa

La nuova D16 GP14 Factory con concessione Open non sembra nata poi tanto male, viste le prestazioni di Dovizioso che è sempre lì con i primi sia in qualifica che nei primi giri di gara, salvo poi retrocedere per consumi repentini delle gomme. Sembra un po’ più in difficoltà Crutchlow che non pare aver trovato il giusto feeling con la moto. Ducati schiera anche Andrea Iannone e il colombiano Yonny Hernandez per il team Pramac: Iannone sta letteralmente bastonando Hernandez che con moto uguale si ritrova a lottare nelle retrovie. L’italiano potrebbe eventualmente essere la scelta di Ducati Team in caso di addio di Dovizioso o Crutchlow a fine stagione.

Honda Open

Nei sogni di Nakamoto doveva essere vicina alla Honda RC213V grazie anche alle preziose indicazioni di Stoner…ma la dura realtà è che le PR Honda le prendono dalla Yamaha Forward di Aleix Espargarò. I pioti ce la mettono tutta ma la moto ha delle carenze a livello di motore che non permettono ai vari Hayden, Redding e Aoyama di esprimere il loro potenziale.

Yamaha Forward

Aleix Espargarò non è più una sorpresa. Già dai primi test si vedeva quanto fosse carico per la nuova avventura con una moto sicuramente più competitiva della pur veloce Aprilia ART. Il confronto con Edwards è impietoso: lo spagnolo si permette il lusso di lottare anche per il podio mentre Edwards, all’ultima stagione prima di ritirarsi, è relegato nelle retrovie.

FTR Kawasaki

Da quando è passato alle CRT prima e Open poi, Barbera non si è più visto nei piani alti della classifica. Non è un brocco lo spagnolo, ma la Ducati degli anni scorsi era competitiva e lo aiutava a lottare per la top ten. La moto che ha attualmente lo relega a lottare con le PBM di Parkes e Laverty.

PBM

Lo stesso discorso di Barbera e Di Meglio. Parkes e Laverty fanno compagnia ai piloti Avintia in fondo alla classifica e la moto certamente non li aiuta. Broc Parkes è un signor pilota che non merita queste tristi posizioni di fondo classifica

Ioda

Cosa dire sul team Ioda…un team con evidenti difficoltà sia tecniche che economiche. L’idea di partenza era affrontare il campionato con due piloti, Camier e il confermato Petrucci, ma per problemi di budget non si è trovata la moto per Camier e così è rimasto il solo Petrucci che rema a fondo classifica con una moto che in teoria dovrebbe essere quella “ereditata” da Aspar Martinez, ma in pratica è una moto più acerba. Proprio per questo motivo è stato chiamato Biaggi a svolgere dei test al Mugello con l’ART interna per cercare di aiutare il team di Giampiero Sacchi a trovare una buona base sulla quale lavorare, per ridare un po’ di competitività a quella moto.

Marco Pezzoni

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