Valentino Rossi MotoGP
Credits: MotoGP.com

Una chiusura in grande stile per una carriera scintillante. L’addio di Valentino Rossi alla MotoGP coincide con la fine di un’era, capace di accompagnare due generazioni e milioni di persone in tutto il mondo. Perché a volte si fa presto a scivolare in una banale retorica. Ma in certi casi utilizzare il termine ‘Leggenda’ è tutt’altro che fuorviante.

Si chiude con una prestazione brillante l’avventura da pilota di moto per Valentino Rossi. Un decimo posto “vero”, ottenuto lottando con i migliori del mondo e andando oltre le difficoltà di una stagione a dir poco complicata. E ci voleva davvero un finale di questo tipo, per chiudere davvero senza rimpianti e pensare a un domani che il ‘Dottore’ ha già pianificato da tempo.

Un mix di emozioni ha accompagnato la sua ultima apparizione in MotoGP a Valencia: lacrime di gioia, sorrisi ed entusiasmo, malinconia e felicità. In una parola, per parafrasare proprio il campione di Tavullia, un grande “casino”. Con il tributo reso dall’intero paddock al pilota più vincente dell’era moderna, capace di portare con sé una carriera forse inimitabile e accompagnata da numeri incredibili.

Eppure, il peso specifico di Valentino Rossi è andato ben oltre l’ambiente della MotoGP. Riuscendo, grazie alla sua naturale spontaneità, ad entrare nelle case di tutti. Diventando un’icona planetaria, ed ergendo al tempo stesso il motociclismo al ruolo di sport ‘popolare’. Un’impresa resa possibile non soltanto dal suo personaggio, schietto e imprevedibile come pochi, ma soprattutto grazie alle sue imprese in pista ormai entrate nella storia di questo sport.

Una carriera nel Mondiale durata ben ventisei anni. Una vita, se ci pensiamo. Passata attraverso una serie di episodi, sorpassi, vittorie e sconfitte che la rendono degna di un perfetto romanzo. Eppure, il futuro di Valentino Rossi è ancora tutto da scrivere. Per un domani che lo vedrà alle prese con il suo team, la sua Academy, e soprattutto la sua futura attività da pilota, questa volta nel mondo delle quattro ruote.

E, forse, ci renderemo che qualcosa sarà definitivamente cambiato il prossimo anno, al via del Mondiale 2021. Quando quel ’46’ dalla carena mancherà dalla griglia, quando un presente meraviglioso si tramuterà in un ricordo, quando una Leggenda vivente potrà essere la sola e unica custode di un lascito per il quale il mondo dello sport gli sarà eternamente riconoscente. Grazie, Vale!

Marco Privitera

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