MotoGP Valencia Johann Zarco 1
Johann Zarco, mentre viene mestamente (ma fortunatamente) portato via incolume dopo l'incidente della MotoGP di Valencia

Caduti entrambi in curva 6 durante il GP di Valencia, i due piloti MotoGP si sono resi autori di uno spaventoso episodio, fortunatamente terminato senza grandi conseguente, con la moto di Iker Lecuona che ha centrato Johann Zarco in via di fuga. Il francese è stato portato al centro medico per ulteriori approfondimenti, ma non sembra esserci nulla di grave.

CHE PAURA!

Rivedendo il replay dell’incidente in questa chiusura di stagione della MotoGP a Valencia, Johann Zarco è da considerarsi un pilota estremamente fortunato. Sembra strano, considerando che è stato centrato da una moto solo dopo la sua scivolata in curva 6, eppure vista la velocità della KTM di Iker Lecuona non ci possono essere dubbi. Il sospiro di sollievo tirato quando Zarco è rientrato ai box da Lucio Cecchinello, sulle sue gambe, è stato uno dei più sonori mai sentiti.

LA DINAMICA

È importante comprendere la dinamica di quello che è successo, principalmente perchè era del tutto evitabile. Curva 6 è stata teatro prima della scivolata di Danilo Petrucci con la Ducati ufficiale, poi di quella di Zarco ed infine di quella di Lecuona. Danilo era largo in ingresso, quindi ha preso una linea in scivolata che non comportava alcun pericolo, mentre Zarco è caduto con l’anteriore chiuso esattamente al centro della curva, quindi pienamente in linea con la scivolata di Lecuona, che lo ha centrato. O meglio, è stata la KTM dell’esordiente a colpire il francese, mandandolo rovinosamente a gambe in aria.

DISPERATEVI DOPO

Il concetto di base è che Johann ha perso tempo nella via di fuga per disperarsi per l’errore. Considerando come è andata potevano esserci motivi ben peggiori per rammaricarsi, anche se fortunatamente non sembrano esserci danni gravi. Le vie di fuga servono ad evitare che i piloti si facciano (eccessivamente) male, nel momento in cui ci si rialza bisogna abbandonarle immediatamente. Se Zarco avesse puntato il muretto e si fosse arrabbiato dopo, si sarebbe risparmiato una carenata sulle gambe e noi un bello spavento. Una lezione da imparare anche per i privati che girano nelle piste con le loro moto: se si chiamano vie di fuga una motivazione c’è!

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Alex Dibisceglia

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