Sia Pramac che Petronas Yamaha SRT ricoprono il difficile ruolo di ricercatori di talenti e di sviluppatori per le compagini ufficiali, ma per la prima volta sono a tratti più competitive proprio di quest’ultime. La gara della MotoGP al Mugello sembrava il momento del grande salto per i vari Morbidelli, Quartararo, Bagnaia e Miller, ed invece si è concluso con tre cadute ed una mesta decima posizione. Bisogna concentrarsi sulle gare.

UN SABATO DA LEONI

Con la degna esclusione della Honda di Lucio Cecchinello, condotta da Cal Crutchlow, gli ultimi anni ci hanno insegnato principalmente che con una moto clienti difficilmente otterrai prestazioni migliori rispetto alla stessa in versione ufficiale.

Quest’anno ci hanno pensato le compagini Ducati Pramac e Yamaha Petronas a lasciarci intendere che la questione non è poi così standard: la griglia di partenza ha infatti visto Quartararo e Morbidelli nelle prime due file (contro la solita crisi di Maverick e Valentino), e non sono stati da meno Miller e Bagnaia (entrambi davanti a Dovizioso).

LA DOMENICA MI LASCI SEMPRE SOLA

Purtroppo le prestazioni velocistiche delle qualifiche ancora non hanno trovato un riscontro nel risultato importante, ossia quello della gara della MotoGP come al Mugello. La situazione è del tutto sovvertita: Miller, Morbidelli e Bagnaia hanno terminato la gara nel ghiaione, Quartararo si è dovuto accontentare della decima piazza.

A modo suo questo non ha nulla di insolito, visto che è normale che le squadre ufficiali abbiano a disposizione maggiori risorse rispetto ai privati. Di contro, dispiace perchè l’arrembaggio dei giovani nella prima parte di gara ha regalato emozioni a palate. Adesso bisognerà vedere se a Barcellona, oltre che alla qualifica, si riuscirà a conquistare anche uno dei gradini del podio. Ci vorrà tutto l'impegno dei meccanici e dei piloti per poter ricucire il gap che ancora divide i vari Marquez, Dovizioso e Petrucci.

PH BY Bonora Agency MOTOGP | GP ITALIA, LA FOTOGALLERY DELLA SECONDA GIORNATA

Alex Dibisceglia