Credits: motogp.com

Il Mugello ha riabbracciato il grande pubblico della MotoGP che mancava dal 2019. Nonostante l’attesa lunga tre anni, sono stati solo 43.661 gli spettatori per le gare della domenica, la metà rispetto alle 83.761 presenze dell’ultima gara pre-pandemia. Un calo drastico che ha colpito gli spettatori della MotoGP, in grado di accendere la discussione di appassionati e addetti ai lavori sui social e in pista. Il prezzo dei biglietti più alto rispetto alla media europea, l’aumento del costo della vita e l’assenza di Valentino Rossi, per vent’anni trascinatore di folle, sono tra le cause più discusse. Cambiare rotta è possibile, ma serve che ora tutti remino dalla stessa parte.

UN PREOCCUPANTE -50% RISPETTO AL 2019

Già nei giorni precedenti al GP d’Italia la Prefettura di Firenze aveva anticipato il flop di spettatori prevedendo tra i venti ed i trenta mila spettatori. Fortunatamente questi dati sono stati smentiti e domenica per la gara della MotoGP erano presenti 43.661 spettatori. Con il numero di appassionati che nel weekend hanno seguito la MotoGP sulle tribune ed i prati del circuito toscano che ha superato di poco i 74.000 spettatori. Un vero flop considerando che nell’ultima edizione del GP d’Italia con il pubblico gli spettatori nella sola giornata di domenica erano stati 83.761. Nel 2019 il totale dei tifosi sulle colline toscane era stato di 139.392, mentre un anno prima addirittura 150.129 nell’intero weekend con 90.130 tagliandi staccati per la domenica.

LE EUROPEE: JEREZ -19%, LE MANS REGNA LO SPETTACOLO

Escludendo il GP di Portimao, che non ha mai ospitato la MotoGP prima della pandemia il paragone con le altre tappe europee fino ad ora disputate va fatto sulle storiche piste di Jerez e Le Mans. La pista spagnola ha segnato un -19% di spettatori nel weekend che sono passati da 151.513 a 123.101. Paradossalmente il giorno peggiore per gli spagnoli è stato proprio la domenica. Nel giorno delle gare il calo è stato del 23% riducendosi da 75.047 a 58.132, quindi comunque quindici mila spettatori in più che hanno riempito le colline andaluse già dalle prime ore del mattino. In Spagna il prezzo del biglietto era leggermente aumentato, passando da 120 a 125 euro per le tribune nella giornata di domenica. Prezzi che paragonati a quelli del GP del Mugello sono molto più vantaggiosi dove il prato per la sola giornata di domenica arriva a costare 90 euro.

Chi invece non sembra aver accusato il colpo è Le Mans che nei tre giorni di motomondiale ha portato in pista ben 250.000 spettatori. Con il picco segnato domenica con ben 110.003 appassionati sulla pista dello storico circuito francese. Le Mans è da sempre casa dei motocilisti e nell’intero corso del weekend sono tantissime le attività sia in pista che nelle aree verdi per gli appassionati. Dagli spettacoli di freestyle alle parate con moto storiche, i francesi hanno riempito le tribune del “Bugatti” fino a notte fonda. Nonostante i biglietti fossero più o meno in linea coi prezzi del Mugello. Si va infatti da poco meno di 80 euro per il prato ad oltre 1.200 euro per il VIP Pass.

UNA FUGA PREANNUNCIATA

E’ difficile, ad oggi, immaginare che si possa tornare a superare i 100.000 spettatori nella sola giornata di domenica come accadde negli anni a cavallo tra il 2015 e 2016. E’ innegabile che in Italia il movimento e di conseguenza il tifo è stato per vent’anni trascinato da Valentino Rossi. Le colline e le tribune sono sempre state colorate di giallo, e sono proprio quei colori che sono mancati questo weekend al Mugello. Le immagini del venerdì con tribune deserte erano oggettivamente scioccanti. Riportavano alla mente le immagini dell’ultimo biennio dove gli spalti erano vuoti a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di Covid19. Poco meglio sabato dove le tribune del traguardo erano gremite anche grazie alla cerimonia di ritiro del numero di gara di Valentino Rossi. Quel 46 che ha sempre riempito l’aria del Mugello che nessun altro pilota da questo weekend potrà indossare.

Domenica tutte esaurito sui 13.500 posti delle tribune del Mugello. A mancare è però un prato che invece di accogliere come sempre più di settanta mila persone ne hanno accolte poco più di trenta mila. Qualche migliaio di persone può aver rinunciato alla MotoGP per via del prezzo del biglietto in un momento di difficoltà economica per tante famiglie. Un calo che sfiora il 50% non è giustificabile solo con questo. E’ evidente che il principale motivo del calo è l’assenza di Valentino Rossi in pista. Non a caso la tappa del GTWC di Imola ha fatto segnare numeri record di tifosi proprio per la presenza di Valentino. Questa base di fan non era particolarmente legata alla MotoGP ma al personaggio di Valentino Rossi.

SERVE UN CAMBIO DI ROTTA

Servirà appassionare le nuove generazioni che oggi cresceranno vedendo i piloti all’amore per le moto e ad una MotoGP per forza diversa da quella di inizio millennio. Oggi la MotoGP è l’esaltazione della tecnica e servono tifosi che sappiano apprezzare quanto lavoro c’è dietro ogni singolo componente. Quanto talento richiede portare al limite queste MotoGP. La MotoGP è cambiata completamente e oggi il livello è altissimo, tra il primo ed il ventesimo passa meno di un secondo. Nei “tempi d’oro” un secondo spesso c’era tra il primo ed il terzo. Questo va spiegato, va fatto capire che i sorpassi quando si gira su questi ritmi sono molto più difficili.

Abbiamo la fortuna di avere una generazione d’orata con Bagnaia, Bastianini, Bezzecchi, Di Giannantonio, Marini e Morbidelli tutti piloti poco più che ventenni e che già oggi sono in lotta per il titolo iridato. Non dobbiamo però pensare che questi ragazzi siano Valentino Rossi. Per carisma, carriera e storia quella del “Dottore” è una carriera irripetibile. I nostri saranno molto probabilmente in grado di vincere mondiali nei prossimi anni e vanno accompagnati nella loro carriera.

Mathias Cantarini

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