Marc Marquez ha chiuso al secondo posto la gara di Silverstone ancora una volta venendo battuto all’ultima curva. Che i suoi rivali abbiano finalmente trovato il suo tallone d’Achille? La risposta l’ha data direttamente lo spagnolo.




Il primo a… fregare all’ultima curva Marc Marquez è stato il suo attuale compagno di squadra Jorge Lorenzo al Mugello, nel 2016. Il maiorchino si lanciò all’interno di Marquez prima alle “Biondetti” e poi alla “Bucine”, beffando il pilota di Cervera in volata di soli 19 millesimi. Poi è arrivato Andrea Dovizioso, il primo duello al Red Bull Ring 2017, seguito da quello di Motegi dello stesso anno. Lo scorso anno poi la vittoria a Losail, sempre incrociando all’ultima curva lo spagnolo, così come in questo 2019 in Qatar e ancora una volta al Red Bull Ring. Oggi a questa lista di piloti si aggiunge Alex Rins, capace di passare Marc Marquez propio nei metri finali.

Nel duello all’ultima curva sembra che Marc Marquez sia in difficoltà, ma è realmente così? Sicuramente se guardiamo i risultati delle gare finite in un duello all’ultima curva potremmo dire di sì. Però se andiamo a vedere chi ha vinto il mondiale al termine di tutte queste stagioni la risposta è decisamente meno scontata. Marc Marquez da quando è in MotoGP ha vinto tutti i mondiali, eccezione fatta per la stagione 2015, con il campionato andato a Jorge Lorenzo: cosa vuol dire questo? La risposta l’ha data lo stesso Marc Marquez nelle interviste dopo il podio: “Se sei quarto o quinto nel mondiale è più facile prendersi un rischio rispetto a quando sei primo con 78 punti di vantaggio.

Uscita molto cinica, che però la dice lunga sulla capacità di Marc Marquez di saper scegliere il momento in cui conviene prendersi dei rischi o meno. Infatti in tutti questi casi Marc non ha mai voluto rischiare più del dovuto, potendo amministrare degli ampi vantaggi iridati. Perdere cinque punti (la differenza tra il vincitore ed il secondo classificato, ndr) è decisamente il male minore, quando il vantaggio è abbondante rispetto a correre il rischio di cadere, compromettendo la gara e perdendo magari 25 punti sul diretto concorrente.

Insomma, perdere una battaglia all’ultima curva può essere un male necessario per vincere la guerra o, meglio, il mondiale.

Mathias Cantarini

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