É il 24 febbraio 2020. La MotoGP chiude gli ultimi test in Qatar, fa le valigie ed attende l’inizio della stagione, in programma nello stesso tracciato di Losail il 6-8 marzo. Nei combinati delle tre sessioni di test il più veloce è Maverick Viñales con il tempo di 1:53.858, registrato in sella alla Yamaha YZR M1 in configurazione 2020 e lo stesso spagnolo conferma le ottime sensazioni.

“Stiamo lavorando bene, ho bisogno di più giri ma la fiducia è ottima. Sono abbastanza fiducioso per la stagione”, così si presenta il pilota di punta Yamaha Factory ai microfoni degli addetti ai lavori. Le attese non saranno poi rispettate.

Poco più dietro, in 2^ posizione, c’è un’altra M1, in versione 2019 e guidata da un pilota, Franco Morbidelli, diverso da tutti gli altri. Il “Morbido” nel corso della stagione precedente non è andato oltre il 5° posto in gara ed è stato messo in ombra dallo stile di guida sicuramente più eccentrico di Fabio Quartararo, suo compagno di squadra, spesso in lotta per la vittoria con Marc Márquez.

UNA STORIA DIVERSA

Il 2020 però sembra poter raccontare una storia diversa. Franco Morbidelli ha sì una moto “vecchia”, ma i test del Qatar sembrano confermare il decisivo passo in avanti del romano Campione del Mondo Moto2 2017. Tuttavia il suo ruolo sembra ancorato alla definizione di “underdog”, concetto che avvicina Morbidelli alla tipologia di pilota non favorito per la vittoria ma comunque pronto per approfittare di fatti ed eventi imprevisti.

Il Gran Premio del Qatar, come tutti sanno, si corre solo per le classi Moto3 e Moto2. La massima cilindrata non può scendere in pista per le restrizioni anti-Covid, dunque tutto il paddock deve attendere il 17 luglio per partecipare ad una sessione ufficiale in pista.

DA JEREZ A BRNO

Il sipario del Motomondiale si apre ufficialmente a Jerez nel caldo mese di luglio. Un periodo inconsueto per svolgere un Gran Premio, per giunta doppio, nel tracciato intitolato ad Ángel Nieto.

La domenica del 19 luglio è quella del primo trionfo in carriera di Fabio Quartararo, della strepitosa rimonta e del successivo incidente che pone fuorigioco Marc Márquez per tutta la stagione. In tutto ciò Franco Morbidelli parte 10° ed arriva 5° a circa 10″ dal compagno di marca, dotato della M1 ’20. Tutto nella norma per “Morbido”, non sembra cambiato molto dal 2019.

Una settimana dopo però, sempre a Jerez, il quadro è del tutto diverso. Franco Morbidelli si avvicina a Valentino Rossi (3°) e sembra poter ambire al primo podio in carriera in MotoGP. Appena raggiunta la coda del 9 volte Campione del Mondo, ecco che il 4 cilindri in linea della M1 ’19 di Morbidelli si ammutolisce ed il romano è costretto a fermarsi subito dopo curva 1. Nonostante gli zero punti raccolti, questo è il segnale del cambiamento.

Due settimane più tardi si raggiunge la Repubblica Ceca, sede del terzo round del calendario. Nei 5,4 km del circuito ceco Franco Morbidelli ottiene il 3° posto in qualifica, affiancando Johann Zarco e Fabio Quartararo in prima fila. In gara, tuttavia, la sinfonia cambia: Quartararo non è veloce, Brad Binder risale come un fulmine dal 7° posto in griglia e vince, Zarco sconta il Long Lap Penalty (contatto con Pol Espargaró) più veloce di sempre.

In una situazione così caotica ed inattesa, Franco Morbidelli chiude 2° e conquista il primo podio in carriera nella Classe Regina, puntando lo sguardo verso la zona più calda della classifica piloti.

La montagna russa di emozioni prosegue in Austria, per due gare in programma nel sali-scendi del Red Bull Ring. Fine agosto amaro per Franco Morbidelli, nel GP d’Austria coinvolto in uno spaventoso incidente insieme a Johann Zarco, Valentino Rossi e Maverick Viñales e nel GP di Stiria, una settimana dopo, solo 15°.

IL PRIMO TRIONFO A MISANO

Il periodo più buio della stagione è seguito dal Gran Premio più importante in tutta la carriera sportiva di Morbidelli: il Gran Premio di San Marino. Da Domenica 13 settembre 2020 il romano classe 1994 entra di diritto nell’albo d’oro dei vincitori di almeno una gara nella Top Class, realizzando un sogno perseguito con pazienza e duro lavoro.

Pochi giorni dopo si corre di nuovo nel circuito Marco Simoncelli di Misano, ma la gara non va per il verso giusto. Morbidelli non ha ritmo ed i veri protagonisti sono Francesco Bagnaia e Maverick Viñales. Trionfa lo spagnolo, in sella alla M1 2020.

É un campionato senza padroni, privo del dominatore delle ultime annate, perciò contano regolarità e costanza. In Catalunya Franco Morbidelli firma la prima Pole Position in MotoGP. In gara deve però desistere al ritmo di Fabio Quartararo e delle due Suzuki di Joan Mir ed Alex Rins. Morbidelli chiude 4° portando a casa un utile bottino di 13 punti.

In Francia si corre su pista bagnata e solo Andrea Dovizioso ottiene un piazzamento in Top 5. Gli altri contendenti al titolo sono indietro e ciò aiuta Morbidelli, caduto nel giro 18, a non perdere troppo terreno dalla vetta della classifica piloti.

SECONDO SUCCESSO AD ARAGON

Si giunge nel MotorLand d’Aragón per il penultimo double-header della stagione. Una settimana dopo la prima gara aragonese, conclusa in 6^ posizione, Franco Morbidelli conquista la vittoria nel Gran Premio di Teruel, tenendo dietro le solide GSX-RR di Rins, vincitore di Aragón 1 e Joan Mir.

Alla vigilia dell’ultimo mese di gare Joan Mir comanda la classifica con 137 punti all’attivo, 25 in più di Franco Morbidelli (4°). In mezzo le Yamaha più recenti di Fabio Quartararo e Maverick Viñales. Il ruolo di “underdog” sembra dunque un lontano ricordo per Morbidelli, non distante dalla cima della classifica.

Due gare a Valencia e poi finale di stagione nell’inedito circuito di Portimão. Tre Gran Premi per confermare l’appellativo di sorpresa della stagione, battere gli altri piloti Yamaha dotati di M1 aggiornate all’ultima versione ed essere incoronato Re della MotoGP. Tre obiettivi non così remoti per Franco Morbidelli, soprattutto considerando le particolari dinamiche del Motomondiale 2020.

Il Gran Premio d’Europa, però, non va come dovrebbe. Morbidelli lamenta problemi di pressione agli pneumatici (già accaduto in due occasioni a Quartararo) e non va oltre l’11^ piazza. Joan Mir al contempo vince, ipoteca il titolo e si laurea Campione del Mondo una settimana dopo, sempre a Valencia.

IL DOMINIO DI VALENCIA

Proprio nella domenica della festa Mir – Suzuki va in scena la gara più affascinante di Franco Morbidelli, vincitore di un Gran Premio di Valencia culminato nello splendido duello con Jack Miller nei passaggi finali. Morbido” sigla la terza vittoria stagionale, equiparando i successi di Fabio Quartararo con una moto, la YZR M1 versione 2019, che userà anche nel 2021.

Con la 3^ posizione raggiunta a Portimão, dietro al vincitore Miguel Oliveira e direttamente alle spalle di Jack Miller, Franco Morbidelli conferma il 2° posto in classifica piloti. Un risultato che va interpretato anche in base alle difficoltà che hanno premiato l’adattamento ai contesti nel più breve tempo possibile.

Il titolo di vice-Campione non è istituito, non rappresenta nulla di ufficiale, è vero. Ma bisogna dire che “Franky” ha avuto l’abilità, l’esperienza, la testa ed il talento per lavorare con una casa costruttrice, la Yamaha, allo sbando. Il 2020 di Franco Morbidelli è una rivincita per l’italo-brasiliano, passato per mille difficoltà nella vita e nella pista, quest’anno capace di battere i futuri piloti di punta della casa dei tre diapason.

Matteo Pittaccio

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