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Credits: MotoGP.com

Il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta, ha dichiarato al quotidiano spagnolo Marca come la MotoGP debba cercare di prendere ispirazione dalla F1, avendo costruito un rapporto molto solido con Stefano Domenicali. Non si è fatta attendere la replica di Marc Marquez, secondo il quale con l’attuale tendenza il mezzo meccanico finirebbe per essere eccessivamente preponderante rispetto al pilota, a tutto svantaggio dello spettacolo.

Le dichiarazioni di Ezpeleta: analogie e differenze della MotoGP con la F1

Se qualcosa non mi convince, guardo la Formula 1“, ha spiegato Ezpeleta. “La prima cosa che ricevo dopo la gara è un messaggio di Stefano Domenicali che si congratula con me e io faccio lo stesso. La F1 è il numero uno degli sport motoristici nel mondo, non mi fa male ammetterlo: siamo complementari. Ho imparato tanto in molti anni dalla F1 e ora con Stefano il rapporto è molto più forte. Copiamo quello che possiamo copiare“.

Ezpeleta ha analizzato i limiti della MotoGP riguardo ad aspetti legati alla sicurezza, che permettono alla F1 di correre in tracciati cittadini e di svolgere un numero potenzialmente più elevato di GP: “Siamo abbastanza vicini al limite del numero di eventi. Il nostro sogno sarebbe poter avere 22 GP. Non oltre, perché la possibilità di avere dei piloti infortunati è più alta rispetto alla F1. La F1 è riuscita a lavorare bene sulla vettura, hanno un alto livello di sicurezza e questo permette loro di correre su circuiti non permanenti con maggiori opportunità di divertimento. Per noi è impossibile”.

I cambiamenti: tra gare sprint, parate e nuovi mezzi di comunicazione

Riguardo all’utilizzo dei social network, Ezpeleta si è proclamato pronto ad intensificare i contenuti, per far sì che il campionato raggiunga anche il pubblico generalista: “F1 e MotoGP sono sport da vedere ogni domenica in TV. Molte persone si chiedono cosa succederebbe se venissero trasmesse in chiaro, ma io non ho dubbi: Verstappen è molto più popolare oggi rispetto a quando i GP venivano trasmessi in chiaro, perché raggiunge un pubblico molto più vasto attraverso i social network. Ecco perché dobbiamo occuparcene: occorre continuare a fornire contenuti alla rete”.

Infine, il boss spagnolo si è espresso anche sul nuovo programma che contempla una gara sprint al sabato al posto delle FP4 ed una parata dei piloti la domenica mattina. “Cambieranno molte cose nel nuovo programma. Ci saranno le sprint race e i piloti faranno una parata prima della gara. Lavoriamo affinché tutti possano avere possibilità di vincere, se poi esce un pilota superiore agli altri è ancora meglio”.

Marquez: “Non dobbiamo andare nella stessa direzione”

Non si è fatta attendere sul tema il parere di Marc Marquez, nel corso di un’intervista rilasciata ad Autosport. “In MotoGP i piloti più veloci sono costantemente gli stessi, ed ogni anno che passa si avverte la sensazione che il mezzo meccanico finisca per avere un peso sempre maggiore rispetto al pilota. Voglio ancora credere che noi – ha proseguito lo spagnolo – siamo ancora in grado di fare la differenza, ma se non si ha una moto competitiva si può fare ben poco. Non siamo ancora ai livelli della Formula 1, che rappresenta un altro estremo, ma stiamo andando in quella direzione e dobbiamo stare attenti, come ho sottolineato in Safety Commission”.

Copiare la Formula 1 è veramente la scelta giusta?

Con l’arrivo di Liberty Media, in pochi anni, la Formula 1 ha raggiunto una popolarità mai vista in tutto il mondo. La svolta, più che a livello tecnico, l’hanno fatta la gestione dei social network e la docu-serie Netflix “Formula 1: Drive to survive“. Questo ha permesso ai giovani di conoscere meglio questo ambiente ed appassionarsi al Circus.

Da un punto di vista puramente tecnico, copiare la F1 per la MotoGP è praticamente impossibile, considerando anche il budget necessario per compiere una tale rivoluzione. È anche vero che, come scriveva Oscar Wilde, il progresso non è altro che “la realizzazione di un’utopia“. Il primo passo per realizzare quello che apparentemente sembrerebbe irrealizzabile, sarebbe proprio quello di dare più spazio ai social network, in linea con quanto fatto dalla F1. Le serie “MotoGP: Unlimited” e “Marc Marquez: All In“, potrebbero essere il primo passo in questo senso, ma serve lavorare molto di più.

Lasciando da parte lo spinoso argomento “sprint race”, la parata dei piloti in mattinata non deve andare ad interferire con gli aspetti sportivi. Togliere i warm-up di Moto2 e Moto3 priverebbe infatti piloti e team di una sessione molto importante in vista della gara. Ottima mossa, invece, quella di tenere la MotoGP come ultimo evento della domenica, permettendo ai fans l’invasione di pista post-gara.

È importante ricordare che il motociclismo è totalmente diverso dall’automobilismo. La moto ha sempre contato relativamente: la differenza l’ha sempre fatta il polso del pilota. Considerando che la MotoGP è la massima espressione ingegneristica nel mondo delle due ruote, è giusto dare spazio all’innovazione, ma il campanello d’allarme lanciato da Marquez deve rappresentare un segnale deciso. Un segnale, forse, di una strada che rischia di risultare esasperata, dal punto di vista aerodinamico.

Francesco Sauta

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