L'edizione 2015 del Gran Premio di Gran Bretagna della MotoGP ci ha regalato molte emozioni: dall'errore di Marquez, il quale è probabilmente costato le ultime chance iridate al campione in carica, fino al trionfo del "Dottore" sull'asfalto bagnato di Silverstone. Del tutto imprevedibile, invece, è stato il capolavoro del ducatista Danilo Petrucci. Un secondo posto, quello del pilota umbro, che ha il sapore dell'impresa, perché è vero che l'acqua mischia le carte in tavola, ma Danilo per lunghi tratti ha tenuto un ritmo migliore di Rossi ed ha superato sulla pista gente come Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, non proprio gli ultimi arrivati.

L’edizione 2015 del Gran Premio di Gran Bretagna della MotoGP ci ha regalato molte emozioni: dall’errore di Marquez, il quale è probabilmente costato le ultime chance iridate al campione in carica, fino al trionfo del “Dottore” sull’asfalto bagnato di Silverstone. Del tutto imprevedibile, invece, è stato il capolavoro del ducatista Danilo Petrucci. Un secondo posto, quello del pilota umbro, che ha il sapore dell’impresa, perché è vero che l’acqua mischia le carte in tavola, ma Danilo per lunghi tratti ha tenuto un ritmo migliore di Rossi ed ha superato sulla pista gente come Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, non proprio gli ultimi arrivati.

 

La storia di Danilo Petrucci, per tutti “Petrux”, è diversa da quella della maggior parte dei piloti, perché per arrivare dove è ora non ha ricevuto alcun aiuto dai moderni “petroldollari”, potendo contare solamente sul suo talento e sui sacrifici della famiglia per consentirgli di correre nelle categorie minori: ad otto anni inizia con il Minitrial per passare poi al Minicross, ai campionati italiani ed europei velocità categoria Stock, quindi agli italiani Superbike e ai mondiali Stock. In ogni categoria c’era sempre un elemento comune: Danilo andava forte e, spesso, vinceva. Nel 2012, dopo aver vinto il Campionato Italiano Velocità categoria Stock ed essersi laureato vice campione del mondo nella stessa categoria, fa il suo esordio in MotoGP in sella ad una Ioda TR003, chiudendo la sua stagione d’esordio con 27 punti e la diciannovesima piazza in classifica generale. I risultati non migliorano nei due anni seguenti dove corre su una ART con specifiche Open. La svolta per Danilo avviene il primo ottobre 2014, quando la Ducati Pramac individua in lui l’erede per la sella di Andrea Iannone, passato al team ufficiale di Borgo Panigale. La stagione 2015 di Danilo è sicuramente la migliore della sua carriera: in qualifica spesso riesce ad arrivare tra i primi 10, addirittura ad Indianapolis mette dietro tutti gli altri italiani e parte quinto, mentre in gara chiude sempre a punti e inanella prestazioni convincenti, presentandosi a Silversone con 63 punti in classifica mondiale.

Sull’asfalto bagnato dell’ex aeroporto militare inglese “Petrux” realizza una rimonta semplicemente epica: dal diciottesimo posto in griglia scavalca uno dopo l’altro avversari su avversari, per conquistare un insperato quanto meritato secondo posto e regalandoci un podio tutto italiano con Rossi e Dovizioso. L’euforia di Danilo è stata evidente fin dalle prime dichiarazioni post gara: “All’ultima curva ridevo sotto al casco, pensavo fosse un sogno e che mi sarei svegliato di colpo. Non riesco ancora a credere che sia tutto vero. È stata una gara molto difficile. Partendo dalle retrovie, speravo nella pioggia per mischiare un po’ le carte, ma non mi aspettavo così tanto. Mi sono messo a testa bassa ed ho iniziato a recuperare; negli ultimi giri, però, non capivo perché mi stessi avvicinando a Rossi e nel frattempo ho fatto un bel duello con “Dovi”. Davvero tutto bellissimo”. La dedica di questo primo podio del pilota di Terni va alla sua famiglia, la quale come detto da Petrucci, ha fatto molti sacrifici per poterlo far correre. Sacrifici che, soprattutto dopo la gara di Silverstone, sembrano davvero essere stati ripagati al meglio.

Alessandro Gazzoni

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