La bandiera rossa esposta a Le Mans. Credits: MotoGP Official website
La bandiera rossa esposta a Le Mans. Credits: MotoGP Official website

Va in archivio la gara di Moto3 sul Circuito di Le Mans. Jaume Masiá, il vincitore, si è imposto in un Gran Premio complesso e caotico, dove la protagonista è stata la discutibile gestione della bandiera rossa da parte della Direzione Gara.

UNA BANDIERA ROSSA CHE SI È FATTA ATTENDERE

Momenti prima dell’inizio della gara di Moto3, il cielo era coperto e le prime gocce iniziavano a cadere sul tracciato Bugatti di Le Mans. La situazione non era migliorata durate il warm-up lap, quando le gocce si sono rese evidenti nelle lenti delle telecamere lungo il circuito.

La gara, dichiarata asciutta, iniziava a prescindere dall’evidente pioggia. In un Circuito di stop and go come Le Mans, che richiede stabilità in frenata e grandi accelerazioni in uscita di curva, la presenza della pioggia può supporre un pericolo alto per i piloti, soprattutto se hanno le gomme d’asciutto.

Un intero giro viene completato con pioggia, ma i marshall non mostrano mai ai piloti le bandiere che indicano la presenza delle gocce in pista. Oltretutto, le difficoltà dei piloti nel trovare il grip erano innegabili.

Alla fine del primo giro, Riccardo Rossi è stato il primo a scivolare per la pioggia in pista. Era il preludio dell’inevitabile. Nonostante questo, ancora nessun segno delle bandiere che segnalano la pioggia da parte dei marshall. Poi, caduta multipla di Andrea Migno, Sergio García, Ayumu Sasaki e Izan Guevara. La maggior parte dei protagonisti del mondiale è out in meno di due giri. Ancora nessuna bandiera in pista da parte dei marshall. Poco dopo cadeva anche Daniel Holgado ed Elia Bartolini. Solo in quel momento e dopo più di cinque cadute, viene mostrata la bandiera rossa e la gara si ferma.

La caduta di Andrea Migno, Sergio García, Ayumu Sasaki e Izan Guevara (Credits: sito web MotoGP)

Nessuno dei piloti ha riportato gravi conseguenze e tutti sono riusciti a rientrare ai box con le proprie moto. Il Team Aspar Gas Gas è quello che ne è uscito peggio: entrambe le moto distrutte di Izan Guevara e Sergio García, quest’ultimo leader del mondiale di Moto3.

I meccanici hanno corso contro il tempo e miracolosamente hanno sistemato tutte le moto. I piloti della Moto3 sono riusciti a ripartire per la nuova gara di 14 giri. Avendo completato appena due giri, la “seconda manche” era composta dalla griglia di partenza originaria.

La gara veniva dichiarata in condizioni di bagnato, anche se in quel preciso momento, il sole splendeva e la pista si stava asciugando. Di fronte alle ottime condizioni meteorologiche, tutti i piloti hanno deciso quindi di ripartire ancora una volta con le slick.

La seconda gara di Moto3 è stata molto combattuta con più di 10 piloti in lotta per il podio. Jaume Masiá ha ottenuto la seconda vittoria della stagione in un trepidante ultimo giro. Completano il podio Ayumu Sasaki e Izan Guevera.   

INCERTEZZA DELLA DIREZIONE GARA

La gestione delle bandiere da parte della Direzione Gara era già stata messa in discussione durante il GP Portimão della Moto2. Anche in quell’occasione, la pioggia era evidente in una gara inizialmente dichiarata in asciutto, ma solo dopo una agghiacciante caduta multipla si è fermata la gara.

A Le Mans invece, le perplessità sulla gestione della bandiera rossa si fanno sentire ancora una volta: la pioggia non è stata considerata sin dall’inizio, non c’è stata nessuna segnalazione dell’acqua in pista da parte dei marshall e la bandiera rossa è stata mostrata innegabilmente troppo tardi.

Victoria Ortega Cabrera

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