Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? E’ questa la domanda che circolava tra le tribune di Monza nell’immediato post gara, tra chi era deluso per un risultato ritenuto al di sotto delle aspettative scaturite da un sabato all’insegna dell’ottimismo e chi, invece, fin dalla domenica mattina era conscio del fatto che la Mercedes sarebbe stata durissima da battere.

E in effetti il piano della Rossa era uno solo: tentare di sopravanzare Lewis Hamilton allo start per poi farlo rincorrere inducendolo o all’errore o ad uno stress eccessivo della power unit, portata in versione evoluta per l’occasione, la quale già con Rosberg non aveva mostrato l’affidabilità che da Stoccarda si aspettavano.
Strategia andata immediatamente in fumo a causa della sciagurata partenza di Kimi Raikkonen, che lo ha poi costretto ad una strepitosa rimonta dal fondo, e ad un Sebastian Vettel che allo start ha provato a sorprendere il campione del mondo all’esterno della Prima Variante, salvo poi accodarsi alla sua Mercedes senza riuscire a tenere il ritmo dello scatenato pilota inglese.

Errore del finlandese o anomalia tecnica? Anche questo quesito ha “diviso” i tifosi, tra coloro che incolpavano il pilota e chi, invece, ipotizzava qualche malfunzionamento sulla vettura. Dubbi che nemmeno i diretti interessati hanno chiarito e che, probabilmente, rimarranno tali.
“Mah, io ho fatto le cose normali per quanto ne so, è andata in antistallo quando ho lasciato la prima frizione e avete visto cosa è successo, non so bene cosa sia accaduto. Per quanto ho capito, ho fatto la cosa giusta ma, ovviamente, possiamo vedere che c’era un problema con la seconda frizione che non era nella posizione corretta. Sono abbastanza sicuro di aver messo tutto correttamente come sempre, ma non so esattamente. Qualunque cosa fosse, ha innescato l’antistallo e, dopo pochi secondi, ero in ultima posizione”, le dichiarazioni a caldo del finlandese, che poi ha aggiunto: “Colpa della nuova procedura? Qualunque sia la ragione, dobbiamo assicurarci che l’abbiamo capita al 100% e fare in modo, se dobbiamo operare dei cambiamenti, di farle nel modo giusto”.

Non dello stesso avviso Sergio Marchionne, presidente del Cavallino: “È stata una gara sofferta, non ci voleva per Raikkonen. Sfortunatamente lo sbaglio che ha fatto in partenza gli ha fatto perdere tempo prezioso, ma poi ha fatto una gara da Dio, con grande carattere. Sono contento della qualità dei piloti, mi dispiace che abbiamo sbagliato. Hamilton era imprendibile, ma se ci fosse stato Kimi là davanti non sono sicuro che il risultato sarebbe stato così. In ogni caso sono tutti ipotesi. La realtà è quella che abbiamo visto”, la replica netta del manager.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Maurizio Arrivabene, team principal del Cavallino: “Se si tratta di una questione tecnica vi faremo sapere. Guardando al momento le immagini in televisione, sembrava che stesse lottando un po’, oppure che stesse pasticciando un po’ con le dita per seguire la procedura. Ma lanciare un’accusa prima di avere dei dati è errato. Quello che ho da dire è che siamo contenti perché ha disputato una grande qualifica e poi è riuscito a passare molti avversari in pista con una gara fantastica. Certo avremmo tutti sperato in due buone partenze, ma nel complesso siamo contenti di questo weekend. Se mi chiedete qual era la situazione ideale… la situazione ideale era quella di vedere Kimi passare per primo alla prima curva. Dobbiamo essere contenti, perché abbiamo un pilota che è arrivato secondo e siamo ancora secondi nel Campionato Costruttori”.

Umori contrapposti trapelano dalle dichiarazioni dei piloti: “Ho sprecato un’occasione, poi ho fatto una buona gara, abbiamo fatto il meglio possibile dopo la partenza. Quando si parte secondi e si finisce ultimi alla prima curva non è esattamente l’ideale. È un po’ deludente, ma si deve imparare da queste cose e poi ottenere risultati migliori. La vettura è stata abbastanza buona per tutto il weekend. Col senno di poi, è stato un po’ complicato alla fine del primo set di gomme. Ho dovuto prendermi cura di loro all’inizio e questo non mi ha aiutato nelle lotte con gli altri ma, una volta montato il secondo set, la macchina andava bene e sono stato in grado di raggiungere e superare molti piloti” la chiosa finale di Raikkonen.

“Dal punto di vista emotivo è quasi più di una vittoria. Un paio di volte ci sono salito sul podio qui, ho vinto in precedenza, ma oggi è molto simile all’emozione provata nel 2008. È qualcosa di speciale, il primo podio con la Ferrari alla prima stagione è un risultato incredibile, sono molto grato di ciò. Devo ringraziare i tifosi per il sostegno in tutto il weekend, finire sul podio è fantastico. Il più bel secondo posto della mia vita, ho provato cose che porterò sempre nel mio cuore, faccio parte di questa squadra da pochi mesi ma è come se fossi qui da molto più tempo, sono molto a mio agio, verranno cose positive in futuro. La gara? Dopo qualche giro pensavo di colmare il divario, ma Lewis era semplicemente più veloce, ha fatto durare meglio gli pneumatici e mantenuto una velocità costante. Giornata incredibile, altro sforzo da parte del team, peccato aver perso Kimi in partenza, saremmo potuti salire sul podio entrambi” le parole di Vettel, che poi si è unito al coro di chi non vuole far scomparire Monza dal calendario della Formula 1: “Togliere questo dal calendario per qualche motivo legato ai soldi fondamentalmente sarebbe come strappare i nostri cuori”.

Ed effettivamente gli incontri per il salvataggio di Monza durante tutto il weekend ci sono stati, con Ecclestone che ha incontrato sia Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, che Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, ma senza che le nubi sul futuro di Monza si dipanassero.
Monza che, però, da ieri ha un tifoso in più in Sebastian Vettel il quale, sicuramente, vorrà trionfare sul circuito brianzolo per far innamorare ancora di più i tifosi della Rossa.

Vincenzo Buonpane

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