“Il futuro appartiene a coloro che credono nei propri sogni”, sosteneva un certo Roosevelt. E correre, aggiungiamo noi, significa anche saper sognare. Michela Cerruti, 26 anni, romana di nascita ma milanese d’adozione, rappresenta una piacevole realtà nel panorama dell’automobilismo italiano. Con un sogno nel cassetto. “La Formula 1? Per me di certo sarebbe l’apoteosi – rivela a LiveF1.it – anche se continuo ad essere realista e a mantenere i piedi per terra”. Figlia d’arte, visto che il padre Aldo è stato un assoluto protagonista nei campionati Turismo degli anni ’70, è stata scoperta da Mario Ferraris, figlio del celebre preparatore Romeo, nel 2006 durante un corso di guida sicura. Da lì in poi, il passo per debuttare in pista è stato breve. E Michela non ha deluso le aspettative, dimostrando subito di avere il piede pesante. Al punto da conquistare i suoi primi successi già alla propria seconda stagione da pilota, nel 2009, quando proprio in coppia con Mario Ferraris ottiene 4 vittorie di classe nel Campionato Italiano Turismo Endurance. L’anno seguente sbarca nel Superstars International Series, dove nel 2011 ottiene un’esaltante successo in gara-2 a Monza, bissato la stagione successiva al Mugello nel Campionato Italiano Gt. Ma, si sa, l’appetito vien mangiando, e Michela decide di tentare anche l’avventura nelle ruote scoperte, esordendo nel campionato Europeo F.3. Due settimane fa l’esordio stagionale a Monza, sempre con il team Romeo Ferraris, per un’annata di apprendistato che non sembra comunque intimorirla: “E’ stato un week-end difficile, in quanto sia io che il team abbiamo pagato qualche errore di gioventù – ci dice nel paddock dell’autodromo brianzolo – ma sono convinta che già dal prossimo appuntamento, in programma a Brands Hatch il 19 maggio, saremo in grado di essere più competitivi. Inoltre – aggiunge – già la prossima settimana sarò di nuovo in pista nel Blancpain, per cui non vedo l’ora di rifarmi”. La Formula 1, però, rappresenta un argomento quasi obbligatorio. A oltre vent’anni di distanza dall’ultima presenza femminile nel Circus (quella di Giovanna Amati nel 1992 al volante della Brabham), il ritorno di una rappresentante del gentil sesso nella massima formula risulterebbe tutt’altro che sgradita. Eppure le “donne da corsa” non mancano: da Danica Patrick a Susie Wolff, fino alla milanese Vicky Piria. E per la Cerruti, la Formula 1 rappresenta un sogno o una semplice utopia? “Devo dire che sino a due anni fa non ci avevo mai pensato, ma da quando ho provato una vettura a ruote scoperte – rivela – non nascondo che un pensiero in tal senso ho iniziato a farlo. Cerco comunque di crescere poco alla volta, poi vedremo quel che accadrà”.

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