Tre lunghi anni. Un lasso di tempo eterno, interminabile, per chi sta portando avanti una difficile battaglia contro un destino beffardo. Ma anche un battito di ciglia, per chi da quel giorno ha spento la luce e vissuto di ricordi, sensazioni, emozioni. Ma Michael Schumacher ha deciso di non mollare. Da vero combattente, da guerriero delle piste, si è ritrovato a partire da quel maledetto 29 dicembre 2013 a lottare contro un nemico sconosciuto, quasi indefinito. Un nemico che non ha un nome e un cognome, ma che è fatto da tanti, piccoli ostacoli quotidiani, nel suo lento cammino verso quel recupero che tutti pregano affinché possa essere completo.

Non ci è dato sapere quali siano oggi le reali condizioni di salute del campionissimo tedesco. Una scelta giusta, rispettabile, presa dalla famiglia per tutelare quella sfera di privacy che Michael aveva sempre gelosamente custodito per sé e per i suoi cari. Tante, troppe parole spese invece spesso a sproposito durante questi tre lunghi anni, da chi ha affermato di conoscerlo da una vita o magari solo perchè in cerca di uno straccio di visibilità. Dichiarazioni colte come un toccasana da pseudo-siti alla disperata ricerca di click e giornalai senza scrupoli. Ma la verità la conoscono solo loro: i familiari, dalla moglie Corinne ai figlia Mick e Gina Maria, perennemente al fianco di Michael in questo difficile e oscuro periodo.

Quella maledetta roccia presente sulle nevi svizzere di Meribel ha chiuso il primo capitolo della vita di Schumi. Un capitolo fatto di successi, fama, amori, cadute e risalite, in una continua giostra che sembrava non volersi fermare mai. E, senza che nessuno glielo avesse chiesto, ne ha aperto un altro. Tremendamente più difficile, complesso e complicato. Fatto di piccole conquiste quotidiane, di riscoperte, di sensazioni. Un destino incapace però di averla vinta su quella forza ignota che accompagna gli esseri umani nei momenti più difficili.

E’ la forza della volontà. Quella di chi ha deciso di non volersi arrendere, continuando a lottare con tutte le proprie forze, giorno dopo giorno, in un lungo percorso di risalita che forse non vedrà mai la parola fine. Ma che è doveroso affrontare, per sé stessi e per rimanere aggrappati a quel dono prezioso dal valore inestimabile.

E’ la forza dell’amore. Quella che accompagna coloro che circondano Michael e tutte le persone chiamate a convivere con una situazione del genere. Una forza che genera sacrifici, incrollabile forza d’animo, capacità di saper guardare avanti anche laddove il traguardo sembra lontano e irraggiungibile.

E’ la forza della passione. La stessa che ha accompagnato Michael nei suoi anni di gloria, e che ora continua a sostenerlo trasmettendogli costentemente energia positiva. Sotto forma di messaggi, pensieri, preghiere e presenza. Quella che i veri fans di Michael non hanno mai mancato di fare sentire al proprio campione.

Perchè lui è il campione. Punto di riferimento per intere generazioni, eroe mai dimenticato anche da quando il destino ha deciso di giocare questo brutto scherzo. Forza Michael: in questa lunga battaglia non sei solo.

Marco Privitera

 

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